Lord Christopher Monckton delira: «i gay hanno fino a 20.000 partner diversi»

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Sappiamo bene come i vari gruppi omofobi amino parlare di fantomatiche ricerche "ufficiali" che possano sostenere le loro teorie, ma Lord Christopher Monckton ha probabilmente esagerato. Secondo il politico inglese, infatti, «un sondaggio ufficiale nato a seguito di un'indagine ufficiale ha dimostrato come i gay abbiano una media di 500-1000 partner nel corso della loro vita sessualmente attiva, e che alcuni arrivano addirittura a quota 20.000».
Fatta una media, i gay dovrebbero avere 0,9 nuovi partner al giorno (feste e festività incluse). Ed è in nome di questa stima strampalata che ha aggiunto: «La promiscuità porta alla morte. Ora è finalmente riconosciuto, anche ufficialmente, che l'HIV sia principalmente una malattia di omosessuali e tossicodipendenti, così costretti a vivere le loro miserabili e brevi vite».
Lasciando perdere la pericolosità nel voler sposare i rischi di una malattia su gruppi specifici (mentre è in continuo aumento il contagio fra gli etero, spesso incauti proprio a causa del loro sentirsi estranei alla questione), non si capisce come si possa dire che i gay sono promiscui quando si passa la maggior parte del proprio tempo a cercare di impedire che possano assumersi un impegno monogamo attraverso il matrimonio. Insomma, o uno è promiscuo o vuole sposarsi... non si può cambiare tesi a seconda della convenienza!
A preoccupare, però, è come un simile delirio sia giunto da una persona a cui sono stati affidati incarichi istituzionali di rilievo: Monckton è l'ex presidente dell'UKIP, è un lord ed è stato il consigliere speciale dell'ex primo ministro Margaret Thatcher. E poi ci si chiede perché il mondo va a rotoli...


Wet dreams, arriva il calendario 2015 firmato da Andrew Christian

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Sappiamo tutti che il nome di Andrew Christian è spesso associato ai suoi video promozionali, tutti caratterizzati da modelli mozzafiato che non appaiono certo timidi nel mettersi in mostra. È questo il motivo per cui nel tempo lo stilista ha messo in piedi una vera e propria scuderia di modelli conosciuti in mezzo mondo, ora sfruttata per la creazione di un calendario intitolato "Wet dreams".
Così come il nome lascia facilmente intuire, l'intero progetto si basa su due elementi chiave: l'intimo disegnato dallo stilista e l'acqua, uniti nel formare quell'effetto che la cinematografia trash ha spesso rappresentato con le varie elezioni di "Miss maglietta bagnata". La differenza, però, è che qui si è in ambito maschile e le forme che si intravedono permettono di osservare molto più di quanto molti dei suoi modelli abbiano sinora mostrato (eccezion fatta per i due porno attori gay che collaborano da tempo con lo stilista, ndr).
Fra le pagine patinate si potranno incontrare nomi noti come January: Ryan Rose (gennaio), Kevin Benoit (febbraio), Jimmy Fanz (marzo), Cory Zqierzynski (aprile), Murray Swanby (maggio), Brian Prince Roman (giugno), Topher DiMaggio (pagina centrale), Pablo Hernandez (luglio), Jacob Ford (agosto), Sean Zevran (settembre), Rocky Santos (ottobre), Cheddy Oakafor (novembre) e Landon Conrad (dicembre).

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Russia: ormai è iniziato l'esodo dei gay, vittime di abusi e violenze in patria

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Kirill Kalugin è un ragazzo russo di 22 anni. Ha lottato contro l'introduzione della legge anti-gay di San Pietroburgo e questo lo ha portato ad essere arrestato, interrogato ed espulso dalla sua università. Ora, insieme a tantissimi altri gay, ha chiesto asilo politico in Germania. Solo qualche giorno fa anche un giornalista televisivo di San Pietro, autore di un reportage in favore dei diritti lgbt, ha richiesto asilo in Germania per sé e per il suo compagno.
Insomma, è attualmente in atto un vero e proprio esodo dalle terre di Putin a quelle più accoglienti per la comunità gay (ossia il Nord Europa, non certo l'Italia) in virtù di un clima d'odio diventato ormai nauseabondo. Per capirne l'entità basta pensare a come l'avvocato di Kalugin sia stato attaccato da una un gruppo di estremisti ultra ortodossi, tra i quali figurava anche l'assistente di Witaly Milonov (il senatore russo che ha ideato la legge contro la fantomatica «propaganda omosessuale»).
Il politico, che è anche un sacrestano della chiesa ortodossa, non ha mancato di compiacersi per il clima d'odio da lui fomentato e martedì scorso si era spinto sino a sostenere pubblicamente che era giunto il momento in cui tutti i gay avrebbero dovuto lasciare il paese.
Il tutto in un contesto in cui l'omofobia lo porta a raccogliere consensi dall'estrema destra (fortemente incoraggiata da Putin, così testimoniato anche dalle sue forti donazioni a Le Pen e a Salvini) e, in nome di una legittimazione della violenza, permette di ottenere indulgenza per i propri crimini.. Ad esempio Milonov è stato fotografato mentre indossava una maglietta con la scritta "Ortodossia o morte" nonostante quello slogan sia espressamente vietato in Russia perché estremista, così come alcuni scatti lo hanno immortalato con armi e fucili durante alcune «missioni umanitarie» in aiuto dei ribelli filo-russi dell'Ucraina orientale. Stando a quanto riportato da The Moscow Times (uno dei pochissimi giornali russi rimasti liberi dalla censura), sulla testa di Milonov penderebbero ben 11 accuse penali, tra cui anche la promozione del terrorismo e la detenzione illegale di armi.
Inoltre, oltre ad aver contribuito alla stesura della celebre legge sulla cosiddetta «propaganda omosessuale», Milonov ha sostenuto anche una campagna per vietare il canale musicale MTV, per impedire lo studio della teoria dell'evoluzione di Darwin e per rendere illegali i narghilè.
Lo scorso giugno è stata lanciata una petizione per chiedere che il politico fosse sottoposto ad un esame per la valutazione della sua salute mentale ma, nonostante le oltre 100.000 firme raccolte, le autorità hanno deciso di non procedere.


La scienza non ha dubbi: l'omosessualità è utile per l'evoluzione umana

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Nel corso dei secoli l'omosessualità ha contribuito al miglioramento delle capacità sociali umane. È quanto afferma una ricerca condotta dell'università britannica di Portsmouth: l'omosessualità, quindi, serve tuttora all'evoluzione della specie umana nel rafforzare i legami sociali fra le persone dello stesso sesso.
Lo studio, pubblicato dal magazine Archives of Sexual Behaviour, si è concentrato in particolar modo nell'osservazione dell'omosessualità femminile, dato che nelle donne è più semplice registrate i livelli di progesterone nelle donne (un ormone che è parte del ciclo mestruale e che influisce sul del senso di amicizia e sull'attenzione verso gli altri).
I livelli riscontrati fra le donne omosessuali sono apparsi particolarmente elevati. Ma non solo. I risultati indicano che persino le persone che hanno «pensieri omosessuali» sono più inclini a formare relazioni sociali e ad approfondire il legame con persone dello stesso sesso, indipendentemente dal fatto che tali fantasie vengano poi messe in pratica.
«Da un punto di vista evoluzionistico tendiamo a pensare che il comportamento sessuale abbia come fine ultimo quello della riproduzione -dottoressa Diana Fleischman, a capo del gruppo di ricercatori- tuttavia il sesso è anche intimo e piacevole e proprio per questo viene usato in molte specie, compresi primati non umani e altri animali, per aiutare a formare e a mantenere molti legami sociali, così come da coppie umane etero non fertili ed omosessuali».
Va sottolineato, infine, che che il legame fra progesterone e spirito di affiliazione non è affatto una spiegazione causale fra ormoni e omosessualità.


Isis, due giovani gay lapidati in Siria

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«Atti osceni con uomini». È questa la motivazione con cui lo Stato islamico ha condannato a morte due giovani di di 18 e 20 anni. Sono stati lapidati in Siria lo scorso martedì e la loro unica "colpa" era quella di amare persone del loro stesso sesso.
La notizia è stata diffusa dall'Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus) che precisa come queste siano le prime esecuzioni motivate dallo Stato islamico con una simile accusa. Sino ad oggi l'Isis aveva condannato a morte perché ritenuti colpevoli di furto, omicidio e adulterio, mai per l'orientamento sessuale.
Il ventenne è stato fermato a a Mayadin, nella provincia orientale di Deyr az Zor, dopo che i miliziani jihadisti hanno affermato di aver trovato sul suo cellulare alcune fotografie che lo mostravano intento in «atti osceni con degli uomini». Il diciottenne, invece, è stato lapidato nella città di Deyr az Zor.
Il 14 novembre scorso la Commissione d'inchiesta dell'Onu sulla Siria ha accusato l’Isis di «crimini di guerra e crimini contro l’umanità», chiedendo che i suoi dirigenti vengano processati davanti alla Corte penale internazionale. Sotto accusa sono le decapitazioni e le lapidazioni eseguite sulle pubbliche piazze, così come i continui soprusi nei confronti delle minoranze (cristiani, sciiti e curdi) e la riduzione di centinaia di donne irachene a schiave sessuali.


La procura riconosce l'illegittimità della circolare di Alfano. Arcigay chiede le dimissioni del ministro

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A seguito di un ricorso, i magistrati della procura di Udine hanno stabilito che i prefetti non hanno compiti abrogativi e che la cancellazione dei matrimoni contratti all'estero «non appare conforme a legge». Per questo motivo, la circolare emessa del ministro Angelino Alfano «non è corretta».
Si ravvisa dunque l'illegittimità e l'ideologia contenuta nell'azione di Alfano, artefice di una serie di azioni compiute ai danni dei diritti e della dignità dei gay attraverso un abuso del proprio potere sulla base di una richiesta giunti dai soliti Giuristi per la Vita.
Un abuso che non ha mancato di generare conseguenze, a partire dalla vergognosa mozione con cui la Regione Lombardia ha imposto a tutti i sindaci di adempiere alle richieste del ministro (e questo nonostante fosse facile ravvisare dubbi sulla liceità della richiesta). Immancabilmente anche alcuni vescovi si sono aggrappati alla circolare per diffondere discriminazione ed odio, così come politici come Alemanno o De Corato non hanno mancato di cavalcare l'onda per fare campagna elettorale omofoba (chiedendo in annullamento ideologico di quelli che definivano «atti illegittimi» o sporgendo denunce nei confronti dei sindaci che osavano rispettare la legge).
«Il pronunciamento della Procura di Udine è la sottolineatura di un gravissimo abuso di potere -afferma Flavio Romani, presidente di Arcigay- Come abbiamo sempre sostenuto, l'atto di imperio di Alfano e dei prefetti è illegittimo, fuorilegge. Oggi è anche la Giustizia a metterlo in chiaro e a prendere per l'orecchio il Ministro e il suo prefetto, che evidentemente o non conoscono la legge o la trasgrediscono in nome di un'omofobia che attraverso i canali istituzionali vogliono far diventare "di Stato" e che dinanzi all'opinione pubblica chiamano, paradossalmente, legalità. Invece il Ministro Alfano è inciampato proprio nella Legge, quella di cui si professava difensore. E forse scopre per la prima volta che la legge è uguale per tutti, perciò se noi per riscattarci dalle ingiustizie che subiamo quotidianamente dobbiamo ricorrere ai tribunali, anche lui, se ritiene ingiuste le trascrizioni dei nostri matrimoni, dovrà fare altrettanto. Una cosa che un uomo di Stato dovrebbe non solo conoscere ma professare. Invece Alfano ha usato il suo ruolo e gli strumenti che quel ruolo gli mette a disposizione per fare esattamente il contrario e per perseguitare coppie di gay e lesbiche sulla base delle sue personalissime convinzioni. Un fatto, insomma, di estrema gravità, che deve portare Angelino Alfano a dimettersi immediatamente dal suo incarico di governo, sollecitato da un Presidente del Consiglio che vorremmo vedere almeno imbarazzato. Questo accadrebbe oggi in un Paese normale».