Gabriel Garko nudo in Rodolfo Valentino: ecco le immagini non censurate

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Era facile presumere che prima o poi avremmo visto le immagini della scena censurata da Canale 5 in cui Gabriel Garko appare nudo in "Rodolfo Valentino". Meno prevedibile era che le avremmo viste già all'indomani della messa in onda e che a diffonderle sarebbe stata la stessa casa di produzione della fiction.
I pochi secondi della sequenza incriminata, infatti, sono stati resi pubblici sul sito della Ares Film Srl, inevitabilmente finendo con il ribadire ancora una volta l'ovvio: è assurdo trovare scandalosa una scena come quella e chi si è stracciato le vesti dinnanzi ad un pene appena accennato forse dovrebbe porsi delle domande sulla propria visione della morale e del buongusto.
Dati i toni utilizzati nelle scorse settimane, infatti, in molti si sarebbero aspettati una scena da film porno (o quantomeno paragonabile alla scena di nudo di Gabriel Garko nel film di Tinto Brass), ma qui penombre e posizioni erano tali che in molti avrebbero persino potuto non accorgersi della completa nudità dell'attore. Non a caso addirittura nei fermo immagine appare quasi impossibile capire forme e dimensioni senza far ricorso ad un po' di fantasia.... motivo per cui viene da chiedersi se in un'Italia dove gli scandali sono all'ordine del giorno nella più totale indifferenza, siamo sicuri che questo finto moralismo possa far bene?

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Il 19% della popolazione italiana ritiene moralmente inaccettabile l'omosessualità

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Secondo uno studio condotto dalla Pew Research Center in 40 stati, l'omosessualità è considerata «moralmente inaccettabile» dal 59% degli oltre quarantamila intervistati, seguendo in classifica solo le relazioni extraconiugali (inaccettabili per il 78%) e il gioco d'azzardo (62%). A livello globale, dunque, l'aborto, il sesso prematrimoniale, l'abuso di alcolici, il divorzio e l'uso dei contraccettivi (sempre consigliabile, ma ritenuto immorale dal 14% della popolazione) vengono ritenuti preferibili all'amore fra due persone dello stesso sesso.
Il dato, però, assume un senso diverso se si entra nel dettaglio sei singoli Paesi. In nazioni omofobe come il Ghana, ad esempio, l'omosessualità è condannata dal 98% della popolazione, distaccando di ben sei punti la condanna dell'aborto. Lo stesso discorso vale per la Giordania, dove l'amore gay è al primo posto a bereve distanza dalla condanna del sesso prematrimoniale (inaccettabile per il 95% della popolazione). Seguono poi l'Egitto, la Palestina, l'Uganda, l'Indonesia, la Tunisia, e via via sino ad arrivare alla Spagna dove solo il 6% ha da ridire sull'amore fra due uomini o due donne. I dati, inoltre, sottolineano bene come la propaganda anti-gay abbia portato i Paesi più poveri e con un minor grado di istruzione a maturare un sentimento omofobo assai radicato, tale da aumentare a dismisura i valori assoluti a livello globale.
In Italia sono le relazioni extraconiugali a detenere il primato delle condanne morale, risultando inaccettabili per il 64% della popolazione). L'aborto è condannato dal 41% della popolazione, il gioco d'azzardo dal 33% e l'abuso di alcool dal 27%. Solo il 19% della popolazione italiana condanna l'omosessualità, con solo un punto di distacco dal 18% che ritiene inaccettabile il divorzio. Sesso prematrimoniale e l'uco di contraccettivi occupano le ultime posizioni con percentuali dell'11 e del 6%.
In tutti i Paesi è possibile osservare anche come le condanne morali tendano ad essere un monito lanciato contro glia altri, confermando la tesi emersa in un sondaggio di Univision che sottolineava come una gran parte della popolazione mondiale sia incline a ritenere accettabile qualunque pratica possa riguardarli in prima persona, preferendo ripulirsi la coscienza puntando il dito contro gli altri.

Via: AfterSantana





Dopo Grosseto, anche Latina inizierà a trascrivere i matrimoni gay contratti all'estero

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Dopo la storica sentenza pronunciata dal tribunale di Grosseto (che ha imposto al capoluogo maremmano la trascrizione di un matrimonio gay celebrato a New York), anche il Comune di Latina inizierà a trascrivere sul proprio registro di stato civile le unioni contratte all'estero dalle coppie formate da persone dello stesso sesso.
La decisione è stata presa dal consiglio comunale dopo la votazione di una mozione proposta come seguito ad unna rinnovata richiesta di trascrizione avanzata da Antonio Garullo e Mario Ottocento, sposatesi nel 2003 in Olanda. I due si erano già sentiti rifiutare quel diritto, ma dopo la sentenza di Grosseto hanno deciso di riproporre nuovamente la loro domanda.
«Grazie alla battaglia di Mario Ottocento e Antonio Garrullo -ha dichiarato Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center- un altro passo avanti verso il riconoscimento di un diritto costituzionale, quella all'uguaglianza. Il Comune di Latina ha dimostrato grande sensibilità. Un’altra decisione su cui Governo e Parlamento devono riflettere e agire subito».


Canale 5 ha scelto di censurare il nudo di Gabriel Garko (ma davvero avrebbe potuto dare scandalo?)

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Siamo al patetico. Per giorni ha tenuto banco la polemica sulla scena di nudo integrale che avrebbe dovuto coinvolgere Gabriel Garko nella fiction su Rodolfo Valentino ma, dopo un fumoso comunicato stampa che pareva volto solo ad aumentare l'aspettativa, Canale 5 ha deciso di censurare il pene dell'attore attraverso quella che pare l'aggiunta di una provvidenziale ombra nera.
Va detto che quel nudo integrale forse non era così essenziale, ma va altrettanto sottolineato come quel momento sia durato solo qualche frazione di secondo (ammesso che non sia stato tagliato rispetto ai 15 secondi di cui si era parlato nei giorni scorsi) e che probabilmente sarebbe quasi passato inosservato se non si fosse montato un simile clamore mediatico. Nell'occasione sono state scomodate anche parole come «decoro» e «buon gusto», termini che paiono non aver nulla a che fare con la scena in questione e che sembrano dettate solo da un finto perbenismo e da una finta morale di un'emittente che spesso e volentieri ha proposto la figura femminile quasi fosse un mero espositore di seni.
Curioso è anche come tutta l'aspettativa sia stata concentrata in un momento che ha traghettato il maggior numero di spettatori possibili verso allo speciale Matrix dedicato alle promesse elettorali di Silvio Berlusconi (che pur non avendo ruoli istituzionali in Mediaset ha presumibilmente ancora la possibilità di decidere della programmazione), ritrovandosi sostanzialmente a sostenere che un pene maschile sia più scandaloso di un pregiudicato indagato per prostituzione minorile che ancora vuole prendere decisioni per il Paese.
In un mondo che continua a progredire, dunque, la televisione italiana pare aver scelto di tonare al finto pudore del passato, tempi in cui l'apparenza era più peccaminosa della sostanza e in cui l'apparire era la chiave per poter consumare le peggiori nefandezze in una provvidenziale riservatezza.
Nel 1758 Papa Clemente XIII distrusse gran parte del patrimonio artistico italiano dato che riteneva i peni maschili troppo scandalosi e ne ordinò la rimozione da tutte le statue classiche e dagli affreschi della Cappella Sistina. Possibile che dopo 250 anni ci si ritrovi ancora a sentire tesi come quelle?

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Tutto è pronto per il 29° TGLFF

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Tutto è pronto per la 29esima edizione del TGLFF-Torino Gay & Lesbian Film Festival che si svolgerà nel capoluogo piemontese dal 30 aprile al 6 maggio.
I titoli presentati saranno ben 137, provenienti da 40 nazioni e per la maggior parte ancora inediti in Italia (in ben sette casi ci si troverà dinnanzi ad un'anteprima mondiale).
La serata augurale vedrà la partecipazione della madrina Ambra Angiolini e dell'attore Carlo Gabardini. Per la chiusura, invece, l'organizzazione ha invitato l'ospite musicale Levante, artista torinese il cui singolo "Alfonso" ha superato il milione di visualizzazioni su YouTube. Nell'occasione sarà la proiezione di "Bananot (Cupcakes)" di Eytan Fox a chiudere la serata e il Festival.
Il "Premio Dorian Gray" alla carriera sarà assegnato quest'anno ad Emma Dante, drammaturga, regista e attrice di cinema e teatro, mentre tornerà la terza edizione del Queer Award dedicato al film che meglio ritrae l'universo giovanile (la giuria sarà composta dagli studenti del DAMS e dello IED di Torino).
Il Festival è nato nel 1986 e dal 2005 è amministrato dal Museo Nazionale del Cinema di Torino, con il sostegno degli Assessorati alla Cultura della Provincia e del Comune di Torino, e con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Fondazione CRT.


Rodolfo Valentino: trovato l'accordo sulla scena di nudo frontale di Gabriel Garko

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Dopo la polemica scoppiata attorno ai 15 secondi in cui questa sera Gebriel Garko sarebbe dovuto mostrare in un nudo frontale nella fiction "Rodolfo Valentino", tra comunicazioni di censure e notizie di ricorsi, è attraverso un comunicato stampa che Mediaset ha annunciato: «Tra la direzione di Canale 5 e Alessio Inturri, regista di "Rodolfo Valentino, La Leggenda", è stato raggiunto un accordo riguardo le scene di nudo di Gabriel Garko. Il compromesso è stato trovato nel rispetto delle istanze del regista (per il quale le scene di nudo sono assolutamente funzionali e fisiologiche nel contesto del racconto televisivo) e di ugual rispetto per la salvaguardia delle aspettative di decoro e buon gusto del pubblico familiare di Canale 5. La fiction andrà in onda [giovedì 17 aprile] e martedì 22 aprile in prima serata».
Insomma, una frase che dice tutto e non dice niente, forse allo scopo di alimentare la curiosità e spingere il maggior numero di spettatori possibile ad apparire con i propri occhi se la sequenza ci sarà o meno. Non a caso in tanti ipotizzano che l'intera diatriba non sia altro che un'azione di marketing, anche considerato come solo qualche settimana fa Canale 5 non si è fatta certo problemi a mostrare in prima serata il nudo integrale frontale di Luca Marinelli nel film premio Oscar "La grande bellezza" e c'è proprio da domandarsi perché in questo caso si sia fatto un caso di stato. Il tutto condito anche con titoli cubitali sui giornali di famiglia ed interviste a destra e manca, dal produttore Alberto Tarallo (secondo cui «la scena non viola il codice dei minori, va in onda dopo le 23.10 e, davvero, non ha niente di scandaloso») sino allo stesso Garko che (pur dicendo di essersi vergognato del suo precedente nudo in un film di Tonto Brass) ora rilancia: «Nel mio nudo non c'è niente di volgare»).
Il tutto senza parlare di come un'emittente che trasmette il "Grande fratello" difficilmente possa parlare di «buon gusto» o menzionare le «aspettative di decoro» dopo aver mercificato per anni il corpo femminile. Ma in fondo si sa: nella società maschilista e misogina italiana la nudità maschile fa scandalo e spesso si tende ad isolarla dal proprio contesto per condannarla a priori (come dire, se tanti uomini eterosessuali vogliono vedere delle donne con i seni al vento, perché mai bisognerebbe mostrare un nudo maschile anziché sostenere che la moralità sia salvaguardata dal non farlo?). Anche storicamente il primo nudo femminile integrale mai trasmesso da un'emittente televisiva italiana risale agli inizi degli anni '70 (quando Enzo Tortora propose una serie di spogliarelli nel programma "Aria di Mezzanotte" su Telealtomilanese) mentre per l'equivalente maschile è stato necessario attendere il 1981 (quando Sergio Fantoni comparve in un nudo frontale nella miniserie "Delitto di stato" trasmessa da Rai2), quasi a sottolineare una cultura in cui all'uomo (eterosessuale) è concesso il piacere mentre la donna (eterosessuale) deve mantenersi pura e casta per il proprio marito. Ma forse nel 2014 sarebbe anche ora di cambiare le regole...

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