Indiana: pastore anti-gay arrestato per molestie ad un altro uomo

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Gaylard Williams è un pastore della Praise Cathedral Church of God di Seymour, in Indiana, nonché un fervente attivista anti-gay. Ai suoi fedeli raccontava che l'omosessualità è un peccato ed una malattia, ma ora è stato arrestato con l'accusa di violenze sessuali nei confronti di un altro uomo.
I fatti risalgono a venerdì scorso. Il ragazzo che ha sporto denuncia era parcheggiato dinnanzi a Cypress Lake quando il 58enne si è avvicinato alla sua autovettura. Non appena abbassato il finestrino, l'uomo gli ha afferrato i genitali e gli ha proposto del sesso orale. A quel punto il ragazzo ha fatto finta di cercare una pistola nel cruscotto ed il pastore è fuggito a gambe levate. Il tempo, però, è stato sufficiente per prendere il suo numero di targa ed è attraverso quello che la polizia è risalita alla sua identità.
Giunti a casa sua, gli agenti riferiscono di aver trovato del materiale pornografico gay all'interno della sua autovettura. Williams sostiene che quei giornali fossero di un amico che glieli aveva affidati, così come ha dichiarato di essersi recato in riva al lago per cercare un altro suo amico che stava pescando.
Ora sarà la Corte Superiore della Contea di Jackson a dover appurare i fatti.


Ecco a voi l'eggplant friday

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B.o.B. è un popolare rapper statunitense. Vive a Decatur, in Georgia, e al suo attivo ha ben otto album editi fra il 2006 ed oggi. Il suo nome, però, pare destinato ad essere legato anche all'#EggplantFriday (letteralmente "eggplant" significa melanzana, ndr).
È quello, infatti, il tag con cui venerdì scorso il musicista ha pubblicato sui social network uno scatto che lo ritrae in cucina, con sguardo distratto, mentre dai pantaloni della sua tuta si distinguono chiaramente delle forme che solitamente si tendono a tener celate. Tanto gli è bastato per raccogliere 33mila like su Instagram ed altrettanti su Facebook.
Da lì a poco l'esempio è stato seguito da decine e decine di altri ragazzi, al punto che l'Urban Dictionary ha recensito il neologismo definendo l'Eggplant Friday come «un hashtag popolare sui social network in cui uomini particolarmente dotati fotografano il proprio pacco indossando pantaloni aderenti, in modo tale che la forma visibile ricordi quella di una melanzana».
Dinnanzi a tutta l'abbondanza che i vari utenti hanno proposto, qualcuno non ha mancato di ironizzare e di ipotizzare più pragmaticamente che in alcuni casi l'unica spiegazione possibile possa essere questa.

Clicca qui per visualizzare il post di B.o.B.


JK Rowling: «Ovviamente Hogwarts è un posto sicuro per gli studenti lgbt»

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È su Twitter che una fan di Harry Potter ha scritto un messaggio indirizzato all'autrice della saga, JK Rowling, chiedendo: «Pensi che ci siano molti studenti lgbt nella Hogwarts di oggi? Mi piace pensare che abbiano fondato un club lgbt». Poi ha aggiunto: «Hogwarts accoglie una grande varietà di persone e penso sia un posto sicuro per gli studenti lgbt». A quel punto la Rowling è intervenuta twittando: «Ma ovviamente!».
In allegato l'autrice ha incluso anche un'immagine contraddistinta dai colori rainbow, nella quale una frase ricorda che «se Harry Potter ci ha insegnato qualcosa, è che nessuno dovrebbe vivere nell'armadio».
Già in precedenza la Rowling ha descritto la sua saga come una serie «che invita alla tolleranza» e nel 2007 rivelò che il personaggio di Albus Dumbledore, preside di Hogwarts, è gay ed innamorato dello stregone Grindelwald. «Per me non è certo una sorpresa che un uomo coraggioso e brillante possa amare un altro uomo», dichiarò ai tempi.
Il tweet dell'autrice giunge proprio in concomitanza con un report diffuso dall'associazione Stonewall che indica come un terzo degli insegnanti che lavorano nelle scuole del Wales riferisca di aver sentito utilizzare un linguaggio omofobico da parte dei propri colleghi.


La Chiesa di Scozia propore un'apertura ai preti apertamente gay. Insorge la politica

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La Chiesa di Scozia ha iniziato a discutere una possibile apertura al sacerdozio per gay e lesbiche, anche impegnati in relazioni di coppia con persone dello proprio stesso. Tanto è bastato per mandare su tutte le furie il mondo politico di Edimburgo, con i movimenti conservatori in prima fila nel minacciare una vera e propria rivolta.
Il parlamentare Alex Johnstone sostiene di non aver dubbi sul fatto che la Chiesa non abbia alcun diritto di interferire con la religione, sostenendo che l'inclusività sarebbe «contro i principi stessi della confessione religiosa». Lo stesso approccio è stato assunto anche dall'area più evangelica, pronta a manifestare «fortissima preoccupazione» per la decisione.
L'impressione è che il mondo politico tema che i vertici religiosi possano togliergli la possibilità di appellarsi a presunte motivazione religiose nel sostenere politiche discriminatorie ad alto impatto elettorale fra le frange più intolleranti della popolazione.
In realtà la riforma è ancora lontana da una sicura approvazione, dato che i favorevoli sono 21 vescovi sui 46 aventi diritto di voto. La possibilità di poter presto vedere sacerdoti apertamente gay è appesa al lavoro di convincimento e di moral suasion avviato dal fronte dei favorevoli, intenzionati a rendere la Chiesa di Scozia una fra le più innovative al mondo in termini di diritti civili.


È stato riconosciuto un permesso umanitario ad uno studente gay cubano

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Per la prima volta in Italia, la questura di Roma ha rilasciato un permesso di soggiorno per motivi umanitari ad uno studente cubano di 23 anni. La Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale di Roma non ha riconosciuto gli estremi per la concessione dell'asilo politico ma ha comunque accolto la sussistenza dei motivi umanitari.
Il giovane ha dovuto attestate un proficuo impegno scolastico nonché una buona integrazione sociale e conoscenza della lingua, prerequisiti che hanno portato l'Italia ha concedergli un permesso di soggiorno della durata di un anno che potrà essere rinnovato o cambiato per motivi di lavoro o di studio.
«Auspichiamo -dichiara Equality Italia che ha seguito il caso- che altri stranieri omosessuali che, pur non appartenendo a Paesi con legislazioni che perseguitano espressamente le persone lgbt, provengono tuttavia da contesti difficili e discriminanti, trovino accoglienza e protezione in Italia ed opportunità di riscatto».

A Cuba l'omosessualità è stata depenalizzata nel 1979 nonostante l'articolo 303a del codice penale vieti tutt'oggi ogni «manifestazione pubblica» dell'omosessualità. I Gay Pride sono vietati e l'unica manifestazione ufficialmente riconosciuta è la Giornata internazionale contro l'omofobia patrocinata patrocinio da Mariela Castro. È innegabile che la situazione sia migliorata, soprattutto se si considera come tra il 1960 e 1970 il regime spedisse i gay nei capi di lavoro (un gesto per cui Fidel Castro chiese pubblicamente scusa nel 2010), ma molto deve ancora essere fatto.
«La realtà per la comunità LGBT a Cuba è molto diversa da quella descritta dai media internazionali» è il commento di uno degli abitanti dell'isola, pronto a spiegare come L'Avana basi la propria sussistenza sul turismo e non abbia potuto fare a meno di mandare dei segnali ad un mondo che chiede inclusione ed accettazione. Non a caso è dal 2008 che Mariela Castro ha più volte partecipato ad incontri internazionali a sostegno dei diritti lgbt, così come ha promesso che il sistema nazionale sanitario nazionale avrebbe permesso interventi gratuiti di riassegnazione del genere. Lo scorso dicembre è stato anche approvato un nuovo codice del lavoro, all'interno del quale una clausola vieta espressamente la discriminazione basata sull'orientamento sessuale.
Eppure a Cuba sussiste ancora lo stigma sociale collegato all'essere gay, prevalentemente incoraggiato dalle realtà cattoliche. Si registrano anche aggressioni e violenze fisiche, spesso senza che la notizia sia fatta trapelare. I gay lamentano un continuo controllo da parte del regime, così come la possibilità per loro di comunicare ed interagire appaia difficoltosa (l'accesso ad Internet è poco diffuso e molto costoso, l'uso dei telefoni cellulari è inferiore all'11%, cos' come i viaggi sono resi difficoltosi dalla bassa diffusione delle automobili e da un trasporto pubblico poco efficiente).
Insomma, l'immagine che ne emerge è quella di uno stato che ha ancora molta strada da compiere a fronte di un'apertura alla comunità lgbt che alcuni residenti non esitano a definire propaganda di stato finalizzata a ripulire dinnanzi agli occhi del mondo l'immagine di un regime totalitario.


Per il tribunale di Treviso, quella composta da due uomini è una «famiglia naturale»

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Un rapporto di convivenza more uxorio equivale alla familiarità e pertanto le ceneri di un membro della coppia, indipendentemente dal sesso, possono essere affidate all'altro anche in assenza di un matrimonio formale. È quanto stabilito dal Tribunale civile di Treviso nell'accogliere il ricorso contro il Comune presentato da un cittadino che nel 2011 si era visto negare l'affidamento dell'urna cineraria del suo compagno e convivente.
L'allora amministrazione leghista sostenne che le ceneri potessero essere affidate solamente ai «familiari» del defunto, escludendo il rapporto fra due persone dello stesso sesso da questa definizione. Il tribunale, invece, ha ritenuto che vari elementi -come l'esistenza di conti correnti in comune- indicasse inequivocabilmente la sussistenza di una coppia di fatto.

«Giunge con notevole tempismo -ha commentato Flavio Romani, presidente di Arcigay- il pronunciamento del Tribunale civile di Treviso che ha riconosciuto a un cittadino il diritto di ricevere come erede diretto le ceneri del partner defunto, con il quale aveva a lungo convissuto. Da notare è il ricorso dei giudici al concetto di "famiglia naturale": è proprio in virtù di questa idea, vincolata all'esistenza di un rapporto affettivo stabile tra i partner equiparabile a quello coniugale, che il tribunale si è pronunciato a favore del riconoscimento. Un vero e proprio schiaffo per quei politici che in questi settimane si stanno adoperando per promuovere istanze a favore, appunto, della "famiglia naturale", intesa però nell'accezione retrograda e discriminatoria che comprende solo le coppie eterosessuali. La natura, invece, non discrimina e chi usa il termine "naturale" per costruire steccati mette in campo la più artificiosa e ignobile delle operazioni, oltre che la più "innaturale". Questo dovrebbero tenerlo bene a mente tanto gli eletti delle Regione Veneto che hanno sostenuto istanze medievali in tema di "famiglia naturale", quanto i consiglieri comunali di Faenza, che solo tre giorni fa hanno dato il loro assenso all'ormai famigerato odg contro le famiglie formate tra persone dello stesso sesso».