I ranger si spogliano per salvare i rinoceronti

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Si intitola "Rangers for Rhinos" ed è un progetto promosso da Natural Causes, un'associazione del Sudafrica impegnata nella salvaguardia della natura e nel contrasto del bracconaggio.
L'idea è semplice: si è chiesto ad alcuni ranger locali di posare senza veli dinnanzi all'obiettivo del fotografo Josie Borain, al fine di realizzare un calendario per il 2015 che potesse permettere di raccogliere fondi a favore della lotta al bracconaggio dei rinoceronti.
Nonostante i divieti, i poveri animali sono spesso vittime di persone senza scrupoli che vogliono i loro corni, spesso nella convinzione che quell'oggetto abbia potenzialità particolari per cerimonie o riti ancestrali. Per quanto possa risultare assurdo, quelle credenze hanno fatto sì che il prezzo del corno di rinoceronte abbia raggiunto la cifra 66.000 dollari al kg, più dell'oro o del platino.
Vien da sé che chi lotta per la loro salvaguardia meriti un plauso particolare.

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La storia di Francesca e Deborah al centro della puntata odierna di "Sconosciuti"

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La storia di Francesca e Deborah sarà al centro della puntata odierna di "Sconosciuti", in onda stasera alle 20.15 su Rai Tre.
Dopo aver avuto un figlio da una precedente relazione, Deborah si innamora di Francesca. La situazione non appare semplice: la madre è ostile e la ragazza inizia ad interrogarsi sulle modalità per poter spiegare al figlio la sua nuova relazione. Eppure sarà proprio il piccolo Gian Marco -8 anni- a diventare il più accanito sostenitore delle loro future nozze che si svolgeranno in Spagna.
"Sconosciuti" è un format che ha raccontato centinaia di storie dedicate a realtà molto diverse tra loro: i protagonisti sono stati raggiunti nei capoluoghi di regione, ma anche nei piccoli centri urbani, nella Capitale, come in paesini con poco più di mille abitanti. Il programma ha inoltre dato voce a tanti tipi di famiglia: tradizionale, omosessuale, adottiva, affidataria, multietnica ed omogenitoriale. Ed è proprio in quest'ottica che si darà visibilità alle nuove forme di famiglia, nell'ottica di una ricerca della felicità da parte di tutti gli italiani.


Rete Lenfor diffida il prefetto di Roma: la richiesta di Alfano è «un atto palesemente illegittimo»

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Il copione sembrava ormai scritto: sabato scorso il Sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha trascritto sedici matrimoni gay contratti all'estero ed il preferttto è immediatamente intervenuto per chiedere la loro cancellazione sulla base della circolare emanata da Alfano.
Ma nello scenario si è introdotta una nuova variabile: l'Avvocatura per i Diritti LGBTI - Rete Lenford ha inviato una formale diffida al Prefetto di Roma e al Ministro degli Interni Alfano in merito alla questione. Secondo gli avvocati, infatti, la cancellazione è illegittima data «l'assoluta inesistenza di un potere di procedere all'annullamento delle suddette trascrizioni, tanto in capo agli Ufficiali di stato civile quanto, in via gerarchica, in capo al Prefetto. Qualsiasi atto in tal senso costituirebbe non solo un palese abuso di potere ma anche una clamorosa invasione della sfera del potere giurisdizionale».
La legge vigente, infatti, prevede che i prefetti non abbiano alcun potere di cancellare gli atti pubblici, prerogativa riservata alla magistratura dato che solo i giudici hanno «il potere di verificare, rettificare o cancellare le suddette trascrizioni, in considerazione della finalità di certezza giuridica che le stesse sono destinate ad avere nell'ordinamento oppure di conoscere dello stato giuridico delle persone, ove ciò occorra».
Ne deriva che la circolare inviata di Angelino Alfano sia ritenuto «un atto palesemente illegittimo ed in aperta violazione delle attribuzioni del potere giurisdizionale, tale da fondare un conflitto fra poteri» oltre a essere «palesemente discriminatorio, poiché sottopone la fattispecie odierna a un trattamento del tutto diverso da quello ordinario per la sola ragione della sua connessione con l'orientamento sessuale dei soggetti interessati».
Premesso ciò, la diffida invita «a non procedere all'illegittima cancellazione delle avvenute trascrizioni» ed invita il Presidente della Repubblica, il Ministro della Giustizia, il Presidente del Consiglio dei Ministri ed il Consiglio superiore della magistratura «a compiere gli atti necessari a tutelare la separazione dei poteri definita dalla legge a garanzia dei diritti dei soggetti interessati».

Via: Queerblog.


Arcigay frena Alfano: «Nessun paletto sulle unioni, il dibattito sui diritti non è il mercato delle vacche»

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«No al matrimonio, no alle adozioni e no alla reversibilità delle pensioni, che sfascerebbe i conti pubblici». È quanto ribadito da Agelino Alfano, leader del Ncd, pronto a sostenere che il suo partito è disponibile solo «a studiare un modello italiano che possa dare maggiori diritti alle unioni gay» purché non si tocchino i suoi «tre paletti».
Non si è fatta attendere la riposta di Arcigay che, attraverso un comunicato, ribatte: «Inaccettabile iniziare una discussione con questi presupposti. Alfano la smetta di fare il mercato delle vacche, ci risparmi i suoi arroganti aut aut e lasci al Parlamento la discussione. Tre questioni che sono sbagliate nel metodo e nel merito e che ancora una volta sottolineano la faziosità del vicepremier. Alfano confonde il matrimonio con una proprietà in suo possesso, che può concedere o meno; invece il matrimonio è un diritto, al quale tutte e tutti devono poter accedere. E pone il suo "niet" anche sulle adozioni Alfano, negando l'evidenza del definitivo sgretolamento del modello familiare che lui sostiene come unico possibile, e condannando migliaia di nuove famiglie, minori inclusi, a una vita ad ostacoli, che trova ragione solo nel piglio autoritario del leader di una forza politica che cammina sui crinali del quorum. Il legislatore non potrà mai negare a gay e lesbiche la possibilità di essere genitori: Alfano questo se lo deve mettere in testa. Il suo paletto serve solo a complicare questo percorso, a renderlo pieno di ostacoli, ad infierire su famiglie che già sentono il peso della crisi da cui una classe politica inadeguata non riesce a farle uscire. E infine parla di reversibilità il vicepremier, imponendo che venga esclusa dalla legge. Questo è surreale, un vero e proprio furto di Stato, che tenta di nascondersi dietro al dito dei conti da far quadrare. Ma i conti in Italia non tornano da un pezzo e non di certo per la reversibilità della pensione all'interno delle coppie gay o lesbiche, semmai per l'inadeguatezza e in alcuni casi perfino la disonestà di una classe politica. Gay e lesbiche pagano le tasse e versano i contributi previdenziali da sempre: la reversibilità è dovuta, la discussione non si apre nemmeno. Se non sarà inclusa la reversibilità verremo a Roma a prendercela».


NOstrano Festival, il primo festival lgbtq della brianza

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Sabato 25 e domenica 26 ottobre presso il Bloom di Mezzago (MB) si accenderanno i riflettori del "NoStrano Festival". L'evento è organizzato da Meladailabrianza, in collaborazione con Le cose cambiano, Lezpop, Lei disse sì, Indie Pride e Diversity
La manifestazione a tema lgbtq, la prima sul territorio brianzolo, vuole essere un punto di inizio per un cambiamento vero e concreto attraverso l'incontro e il confronto con associazioni, collettivi e movimenti di tutta Italia. L'obiettivo è l'individuazione di un cammino comune verso la necessaria trasformazione del Paese.
«Questo festival è un grande traguardo per Meladailabrianza –commenta Viviana Bruno, presidente dell'associazione brianzola – l'abbiamo desiderato fortemente ed eccolo qui: è il primo festival lgbtq a svolgersi in Brianza. La possibilità di confronto e di condivisione che andrà a creare questa manifestazione vuole essere quell'apertura verso l'Italia intera che permetterà a tutte le realtà di portare con sé il proprio vissuto e le proprie difficoltà, che sono diverse da provincia a provincia, e in questo modo unire le forze al raggiungimento del comune obiettivo di tutti. Creiamo quel vero cambiamento che serve adesso al nostro Paese: perché alla fine non c’è niente di strano».


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Usa: la Corte Suprema si pronuncerà sulle nozze gay solo in caso di una sentenza contraria in appello

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«L'Equal protection clause è il nostro "principio di eguaglianza" ed è espresso nell'emendamento n.14 alla Costituzione Americana». Così Barack Obama, presidente degli Stati Uniti, ha argomentato l'ondata di sentenze che hanno sancito l'incostituzionalità dei divieti ai matrimoni gay.
L'accelerata sul tema è giunta in seguito alla scelta della Corte Suprema di non riesaminare le sentenze emesse dalle corti d'appello riguardo a quell'incostituzionalità. Una decisione che pare destinata a valere nel tempo se si considera come il giudice Ruth Bader Ginsburg, intervistata da Nina Totenberg di National Public Radio, ha dichiarato che la Corte interverrà nella questione del matrimonio egualitario solo se una Corte d'Appello deciderà diversamente dalle altre.

Intanto già oggi potrebbero celebrarsi i primi matrimoni nello Wyoming, ma solo dopo che il procuratore chiederà di cancellare la sospensione posta dal giudice Skavdahl alla sentenza che aveva pronunciato venerdì scorso. A differenza degli altri stati che avevano approvato un emendamento costituzionale, nel Wyoming rimaneva solo una legge del 1977 che stabiliva che il matrimonio fosse "l'unione tra un uomo ed una donna". Solo di recente la politica locale si è posta il problema di promuovere un emendamento alla costituzione, simile a quelli approvati da altri stati dell'unione mentre alcune proposte di legge sulle unioni civili o sul matrimonio egualitario erano state depositate nel Congresso locale. Nel febbraio 2014 la Camera dei Rappresentanti aveva rigettato a sorpresa la proposta sul matrimonio con 17 voti a favore e 41 contrari
Il Wyoming è lo stato con la più alta percentuale di politici appartenenti al partito repubblicano eletti al Congresso locale (85%) e la Camera è composta da 52 repubblicani e da 8 democratici (9 repubblicani hanno votato a favore del disegno di legge). Il Wyoming è lo stato famoso per i cowboy (vedi Brokeback Mountain), per il parco di Yellowstone e per essere stato, nel 1860, la prima giurisdizione al mondo ad assicurare alle donne il diritto di voto (un motivo che l'ha portato ad essere soprannominato l'Equality State).