«Ricky Martin è gay? Allora non lo ascolto più»



Esistono varie forme di omofobia: c'è quella più violenta che vive nella pagine della cronaca e c'è quella più subdola, ma non per questo meno odiosa, del rifiuto e dell'irrazionalità.
A raccontarcela è il cantante Ricky Martin che, in un'intervista alla rivista "Veja", ha parlato di come molti dei suoi fans sparsi per il mondo gli abbiano fatto sapere che non lo avrebbero mai più ascoltato la sua musica dopo il suo coming out.
Come dire, fino a ieri quella era la loro canzone preferita ma dopo aver saputo che a cantarla era un gay, allora quella canzone non piace più. E non si parla di brani nuovi o inediti: è quel brano, quella canzone ascoltata mille volte... ma a far la differenza è se a cantarla è un gay o un etero (o magari anche se è un bianco o un nero). Una tesi inammissibile, aberrante ma reale, che sottolinea la pochezza di alcuni individui della nostra società.
«Vorrei che il mondo capisse -ha proseguito Ricky nell'intervista- che il modo in cui amo non è rivoluzionario, è una cosa naturale, la mia natura mi ha fatto così. Ogni gay è nato gay. La vita sociale è l'opposto della natura ed è qui che ha inizio il conflitto».
Un plauso va sicuramente al suo coraggio e alla sua tenacia nel tentare di dare un messaggio che possa scuotere quella parte di società che pare rimasta ferma al Medioevo e, come a lui, a tutti i personaggi che si sono messi in gioco in prima persona. Dall'altra parte, però, questa storia può anche aiutarci a comprendere i timori nell'esporsi di chi vive sulla propria immagine, come nel caso di alcuni finti etero del mondo dello spettacolo che però devono fare i conti anche a chi gli offre il proprio appoggio solo a patto di poter far finta di non sapere.
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