Cause ed effetti della porno-dipendenza



Si chiama "effetto Coolidge" ed è un automatismo biologico che interpreta ogni nuova possibilità erotica come un'opportunità riproduttiva preziosa.
In laboratorio è stato osservato che mettendo un topo maschio in una gabbia contenente con una femmina ricettiva, questi tenderà a consumare un rapporto sessuale, terminato il quale non avrà immediatamente voglia di ricominciare.  Ma se lo si prende e lo si colloca di fronte ad un'altra femmina, l'animale ritrova magicamente l'energia necessaria per fecondare anche lei, in un processo può essere ripetuto anche più volte. consecutivamente Ciò avviene perché di fronte ad ogni nuovo stimolo il cervello decide di non perdere l'occasione e rilascia nuova dopamina dopo aver fatto scomparire l'esaurimento post-orgasmico.
Negli uomini il discorso è più articolato, soprattutto in virtù dell'esistenza di un legame di coppia, ma l'effetto Coolidge è comunque presente.
Anche la pornografia è in grado di attivare quel meccanismo, permettendo di ricercare stimoli sempre nuovi che forzano il rilascio di dopamina.

Chi ha provato a collezionare del materiale pornografico, probabilmente avrà notato che difficilmente sarà portato a consultarlo nuovamente se si ha la possibilità di guardare nuovi soggetti e nuove situazioni. Una situazione che è stata dimostrata in laboratorio anche da alcuni ricercatori: ad alcuni soggetti (sia uomini che donne) è stato mostrato a ripetizione lo stesso video pornografico, notando il subentrare della noia, un'eccitazione decrescente ed un minor rilasciodi neurotrasmettitori da parte del cervello. Dopo 18 proiezioni consecutive, però, i ricercatori hanno aggiunto alcune scene nuove scene che hanno immediatamente riacceso l'interesse dei soggetti.

Va anche considerato che la parte più primitiva del nostro cervello non ha un concetto di sazietà, ed è portata a richiede quanta più dopamina possibile. È questo il motivo che può indurre ad un abuso di materiale pornografico che porti ad una continuo rilascio dei neurotrasmettitori. Il rischio, però, è che troppa stimolazione artificiale possa indurre periodi privi di eccitazioni o erezioni (dalla durata di settimane se non di mesi) o a difficoltà nei rapporti con il proprio partner (incapace di fornire simili quantità di nuovi stimoli).
Nelle scorse generazioni i rischi di abuso erano minori data la minore disponibilità di materiale erotico. Se ad esempio si acquistava un giornaletto, non era possibile ottenere nuove stimolazioni fino a quando non ci si procurava un'altra pubblicazione.
Internet, però, ha cambiato le carte in tavola, fornendo virtualmente più sollecitazioni di quante una persona potrebbe mai guardare in una vita. Una sorgente in grado di creare scariche di dopamina tale da indurre ad uno stato mentale simile a quello dei drogati. Non è dunque un caso se oggigiorno il numero di vent'enni con disfunzioni erettili derivanti da un uso troppo elevato del pornografia è ai massimi storici.

Dopo le prime avvisaglie (irrequietezza, irritabilità, insoddisfazione, bisogno di sesso più piccante, trovare il partner reale meno attraente di internet, bisogno di materiale più estremo) c'è chi arriva a trovare eccitazione solo attraverso le vie virtauli, non riuscendo più ad avere rapporti reali (anche nel caso in cui si abbia un partner disponibile).
Quando non si può fare a meno della pornografia per avere un'erezione o raggiungere il piacere, si può tranquillamente parlare di un problema di dipendenza per la quale è necessario ricorrere ad un periodo di "disintossicazione" -eventualmente anche sotto la guida di un aiuto specialistico- che possa ricondurre ad una normale funzionalità erettile e del desiderio.

Via. Medicitalia
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