Chiodini e Anagni sulle polemiche per il loro bacio: «Sembra di essere tornati a cinquant'anni fa»



Non v'è alcun dubbio che risulti spropositata la violenza e l'entità delle polemiche che sono seguite al bacio fra Claudio e Sandro nella puntata del 13 marzo scorso di "Un posto al sole".
In un'Italia dove tutti si sono indignato per una comunità gay che desidera esercitare i propri diritti di consumatore nel boicottare Dolce e Gabbana, nessuno ha trovato nulla da ridire con chi si è spinto sino a chiedere la chiusura di tutte le serie che non parlano in maniera negativa dei gay. Il tutto mostrando anche una certa insicurezza verso il proprio orientamento sessuale, dato che la convinzione espressa è che basti vedere due gay che si baciano per diventare gay (quasi come se tutti gli eterosessuali siano tali solo perché la società gli impedisce di poter essere felicemente omosessuali).
«Pensavo che il pubblico alla fine se l'aspettasse seguendo la soap» ha commentato stupito Alessio Chiodini, uno dei due attori coinvolti alla scena. Ed infatti non stupirebbe affatto scoprire che chi si è cimentato in simili esternazioni non abbia mai visto alcuna puntata dalla serie: così come ribadito e promosso da Radio Vaticana, è in atto una campagna denigrazione volta ad impedire che si possa parlare di omosessualità senza ritrovarsi a leggere un qualche commento ricolmo d'odio che rilancia un qualche slogan propagandistico dei soliti gruppi anti-gay. Un odio tale da lasciare esterrefatti anche due attori eterosessuali che mai si sarebbero aspettati di assistere ad una simile violenza.

Ad investigare sul loro pensiero è un articolo di Vanity Fair, nel quale Alessio Chiodini e Gabriele Anagni (gli attori che che interpretano Sandro e Claudio) hanno raccontato con grande naturalezza come si siano preparati alla scena.
«La mia fortuna è stata quella di aver trovato una persona come Gabriele -racconta Alessio- con lui si è creato subito un feeling e una collaborazione che aiuta molto al momento di girare scene impegnative come questa. Per noi è stata una prima volta: non ho mai interpretato scene omosessuali prima d'ora. Eravamo tranquilli e, sopratutto, curiosi di capire che cosa venisse fuori. Personalmente ero preoccupato perché volevo che il bacio fosse vero». «Per me è stata la prima volta -ha aggiunto Gabriele- all'inizio era un po' strano, ma Alessio è stato molto professionale e quindi non c'è stato nessun disagio. Siamo stati bravi, secondo me».
Riguardo alle polemiche, entrambi si sono detti stupiti di come qualcuno possa essersi detto scandalizzato dinnanzi a quel bacio, peraltro mostrato molto da lontano. «Prima che venisse trasmessa la puntata -dice Alessio- ero abbastanza fiducioso, proprio perché pensavo che il pubblico, alla fine, se l'aspettasse seguendo la soap. Mi aspettavo anche che ci fossero delle critiche, magari da parte di genitori che non erano ancora pronti a educare i figli a un certo tipo di realtà. Ma io a 13 anni guardavo Dawson's Creek: se fosse stata una serie americana trasmessa alle 20.30 nessuno avrebbe detto niente, ma siccome è italiana c'è chi si stupisce e chi grida allo scandalo. È bene che anche l'Italia faccia questo passo».
«È stato davvero eccessivo -incalza Gabriele- sembra di essere tornati a cinquant'anni fa. Una delle critiche che ci sono arrivate è che non si poteva mostrare una scena del genere in prima serata davanti alle famiglie. Questa è una delle cose più ipocrite che abbia mai sentito in vita mia perché la gente guarda, allo stesso orario, cose che rasentano la pornografia, come le veline. Noi parliamo di sentimenti sani e puri che si scambiano due ragazzi così come potrebbero scambiarsi una ragazza e un ragazzo o una ragazza e una ragazza. Che c'è di male?».

A confermare l'ipocrisia di quelle polemiche ci sono anche le immagini trasmesse. Se è pur vero che nelle soap tutti gli amori siano descritti quasi fossero dei patimenti, non si può certo dire di essere di fronte a due attivisti dinnanzi a due ragazzi che dopo un semplice bacio scambiato in un luogo appartato si siano ritrovati (nella puntata seguente) a domandarsi «che cosa abbiamo fatto?». Se persino questo è ritenuto troppo, c'è proprio da chiedersi quale sia la soluzione che questa gente propone. Forse la cancellazione fisica e mediatica di tutti i gay dal pianeta? Una nuova stagione di oscurantismo che faccia sentire più soli glia adolescenti che stanno scoprendo la propria sessualità?
Perché se una polemica ci dev'essere fatta, l'unica che davvero avrebbe senso è il notare come nessuno avrebbe tergiversato così a lungo dinnanzi ad Gabriele Anagni che ti dice «Tu mi piaci, mi si sempre piaciuto»...


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