Sasha Borov



Sasha Borov (conosciuto anche come Alexander Byazrov e Sasha Byazrov) nasce il 5 fennraio 1974 a Ryazan, in Russia: Dal 1995 al 2003 inizia a lavorare come attore pornografico per la Kristen Bjorn, con la quale raggiunge una certa popolarità nel 2002 grazie al film "Moscow: The Power of Submission".
A partire dal 2003 inizia a lavorare in Italia presso la Lucas Kazan: la sua prima performance (contenuta nel film "Backstage") lo porta ad aggiudicarsi una candidatura come best supporting actor ai GayVN Awards 2005.

Per scoprire qualcosa in più sulla sua vita è possibile ascoltare una sua intervista nel documentario dedicato al backstage del film "Moscow: The Power of Submission" realizzato da Kristen Bjorn nel 2001. In quel contesto Shaha dice di aver scelto di prendere parte a film per soli adulti per autopromuoversi, esibirsi e mostrare le proprie abilità. Senza troppi giri di parole, non nasconde anche come la sua soddisfazione dipenda anche dal riuscire a gestire la propria "fisicità" nel rispetto dei tempi tecnici richiesti dal regista.
Racconta anche di aver avuto la sua prima esperienza con un altro uomo solamente un paio di anni prima attraverso un fortuito incontro al parco.

Nell'ascoltare anche le altre interviste proposte nel documentario, appare difficile non notare come l'omofobia che oggi ben conosciamo fosse già nell'aria anche allora. Quasi tutti gli attori hanno avuto le prime esperienze in età avanzata, qualcuno anche solo pochi mesi prima. Anche il contesto appare perloppiù riconducibile ad un qualche incontro fortuito e senza troppe possibilità di creare una storia (un po' come avveniva quarant'anni fa anche in Italia, quando la società impediva che potessero esserci luoghi).
Indicativo è come un partner di Sasha nel film, l'attore Slava Petrovich, dica che i set sono un ottimo posto per conoscere gente nuova e la sua difficoltà nell'incontrare altri ragazzi gay viene forse sottolineata quando confessa di aver perso la sua verginità proprio sul set di un film a luci rosse.
Quasi nessuno di loro ha parlato con i propri amici del proprio lavoro. Yegor Selezninov dice che «se fosse stato un film eterosessuale, molti dei miei amici lo avrebbero approvato, ma dato che è una produzione gay, credo che non approverebbero». Gli fa eco Vanya Viktorovich, secondo il quale «se i miei amici sapessero di questo, probabilmente si allontanerebbero subito da me». Il più positivo è forse Dima Chichay, secondo il quale «Non è un problema essere un gay a Mosca, ma non ammetterai mai di esserlo sino a quando non ti troverai costretto a doverlo farlo»

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