I manifesti erano abusivi. I vigili di Brescia multano gli ultra-integralisti di "Ora et labora"



Ricordate i manifesti omofobi con cui l'associazione ultra-integralista "Ora et labora" aveva assediato l'ospedale civile di Brescia? Ovviamente erano abusivi ed affissi senza alcun permesso.
Dinnanzi alle isteriche urla lanciati da manifestanti armati di crocefissi e di volantini in cui si chiedeva persino la criminalizzazione di qualunque convivenza non fosse strettamente eterosessuale e suggellata da un matrimonio secondo le regole di Santa Romana Chiesa, qualche passante ha ritenuto doveroso allertare la polizia locale di quanto stava accadendo. Giunti sul posto, gli agenti non hanno potuto far altro che constatare come l'intera operazione fosse del tutto illegale.
Labili sono state le giustificazioni addotte dal rappresentante dell'associazione, Giorgio Celsi, il quale si è rifugiato nel solito vittimismo di chi si dice discriminato perché non può imporre le sue idee agli altri.

Se l'associazione ha raccontato ai giornalisti che i loro manifesti erano «solo appoggiati» nonostante le fotografie scattate dai passanti raccontassero una verità un po' diversa, immancabile è stato il loro tentativo di cercare quell'opposizione tra le parti che il fondamentalismo cattolico è solito usare per alimentare odio contro i suoi nemici. Ed è così che Celsi (l'uomo che nei loro raduni vaga con un enorme crocefisso su cui ha provveduto ad incollare dei feti abortiti) non ha mancato di dichiarare: «Siamo convinto che se si fosse trattato di una manifestazione promossa da gruppi di altro orientamento, il trattamento sarebbe stato ben diverso e non ci sarebbe stata nessuna multa». In effetti pare così, dato che le persone che sono state denunciate dalle Sentinelle in piedi per aver osato contestare le loro idee (senza neppure affiggere manifesti abusivi) si sono ritrovate ad essere dinnanzi ad un giudice e dovranno anticipare migliaia di euro per pagare le spese processuali sono a quando un giudice deciderà le loro sorti. Altro che i miseri 118 euro di multa dati a questa gente per le loro offese alla dignità umana!
Ma nel vittimismo di questi personaggi, evidentemente è bello cercare di creare odio contro interi gruppi sociali anche a costo di spergiurare il falso e fornire una falsa testimonianza che viene sempre e puntualmente propinata nel nome di Dio. Non c'è dunque da stupirsi se l'uomo si è pure lanciato nel parlare di un «eccesso di zelo» da parte dei vigili prima di assicurare che altri integralisti gli doneranno quei 118 euro di sanzione attraverso quella che definisce una «mobilitazione si solidarietà per raccogliere i soldi necessari per pagare la multa che ci è stata data dai vigili».
Considerato che a presenziare a quella vergogna erano presenti cinque o sei dei loro adepti, vien da sé che 118 euro di multa averebbero rappresentato per loro une esborso di circa 20 euro a testa... ma evidentemente neppure loro pensano che la loro ideologia del disprezzo possa valere così tanto. E allora pare meglio far pagare agli altri le loro colpe, sia mai che magari ci si possa fare pure la cresta. Ma forse non sarebbe mai potuto essere diversamente dato che il dio denaro pare la vera anima della loro "manifestazione" in cui i cartelli chiarivano espressamente la loro posizione in cui ad interessargli non erano tanto i bambini quanto la volontà di assicurare una forza lavoro che avrebbe pagato i contributi necessari a finanziare la loro pensione.

E dinnanzi a personaggi che puntano il dito contro gli altri dall'altro del loro sentirsi più bravi meritevoli, interessante è osservare quanta "moralità" si possa trovare sulle loro pagine. Ad esempio dicono di voler decidere come debbano essere educati i bambini, anche se qualcuno potrebbe aver da ridire sulle immagini che mostrano l'uso di minorenni durante le loro manifestazioni (qui, qui e qui tre esempi) o potrebbe trovare molto offensivi i loro picchetti dinnanzi alla tomba di Eluana Englaro, così come potrebbero reputare una violenza le loro manifestazioni in cui si recano dinnanzi agli ospedali con un biberon pieno di acqua santa per imporre il battesimo ai bambini abortiti.
Ma le immagini più aberranti sono forse quegli scatti che mostrano delle bambine che vengono fatte giocare con i bambolotti insanguinati che hanno tutta l'aria di essere quelle bambole che loro usano per rappresentare i bambini abortiti durante le loro manifestazioni. E dinnanzi a tutto questo, siamo dinnanzi a gente che vorrebbe pure imporre la sua discutibile visione della vita.
Riguardo ai loro presidi, l'elenco degli appuntamenti viene pubblicata dalla solita associazione ProVita Onlus di Toni Brandi, mostrandoci come nel solo mesi di novembre li abbia visti pregare contro le persone che si trovavano all'interno della Clinica Mangiagalli di Milano, all'Ospedale Borrella di Giussano, all'Ospedale Civile Santo Spirito di Pescara, all'Ospedale Civile di Brescia e all'Ospedale Nuovo San Gerardo di Monza.

Immagini: [1] [2] [3] [4] [5]

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Nella foto di apertura: Giorgio Celsi durante una sua conferenza presso il gruppo di estrema destra "Lealtà Azione" di Monza.
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