Coppia gay fa causa a Fratelli d'Italia per aver usato illegalmente la fotografia di loro figlio



L'integralismo cattolico aveva aggredito la loro famiglia e aveva messo a rischio l'incolumità di loro figlio. Personaggi legati alle lobby dell'odio, come il Mario Adinolfi o Tony Brandi, non avevano esitato un solo secondo a diffondere lo scatto del minore con commenti di puro disprezzo verso la sua nascita, così come il Fratelli d'Italia la usò per una campagna contro la legge legge sulle unioni civili. "Lui non potrà mai dire mamma. I diritti da difendere sono quelli dei bambini", era lo slogan che accompagnava l'immagine sui manifesti affissi per le città di mezza Italia.
E se la comunità italiana è ormai rassegnata a riscontrare una violenta aggressione da parte dei gruppi anti-gay ogni qualvolta osino compiere un gesto sgradito ad Adinolfi e alla sua cricca di integralisti, diversa è stata la reazione dei due genitori canadesi. «Quando per la prima volta abbiamo scoperto che la nostra foto era stata usata da Fratelli d'Italia, siamo rimasti sconvolti -raccontano- Questo scatto per molti è diventato un simbolo d'amore e non potevamo comprendere come qualcuno potesse utilizzare questa foto per odio».
Eppure, senza averne chiesto il permesso e senza avere alcun diritto a riguardo, il partito della maloni manipolò l'immagine che era stata realizzata nel 2014 dalla fotografa Lindsay Foster per un progetto a sostegno della "surrogacy", ossia una pratica diffusa e del tutto legale nel paese nordamericano, e non certo per una campagna diffamatoria a danno della comunità lgtb in Italia o in Irlanda.
Uno dei due genitori osserva che: «sapevamo che quello che Fratelli d'Italia stava facendo era illegale. Hanno usato la nostra foto senza permesso, mettendo a rischio anche un minore». Ed è per questo che hanno ora denunciato Fratelli d'Italia attraverso GayLex.
«Siamo nati con lo scopo di fare le pulci agli omofobi, di chiedere ristoro per i danni subiti da chi è vittima di omotransfobia -spiegano La Torre e Giarratano di GayLex- perché in Italia talvolta le sentenze sono più innovative del pensiero politico, e negli ultimi anni ne abbiamo avuto molte conferme».
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