Il Comune di Busto Arsizio ha patrocinato un comizio del «generale» contro l'inesistente «teoria gender»



È attraverso un comunicato stampa che Arcigay Varese annuncia di aver appreso «con sconcerto che il comune di Busto Arsizio ha patrocinato un evento il cui obiettivo, come recita l’articolo sulla homepage del sito del comune, è quello di "parlare e rappresentare in modo creativo e divertente la famosa “teoria gender”».
Il riferimento è ad uno dei soliti comizi politici di Gianfranco Amato e Giuseppe Povia, promosso dalle Sentinelle in Piedi e patrocinato dall'amministrazione comunale. In quell'occasione l'autoproclamato «generale dell'esercito di Dio» ha sostenuto che in Italia si viva in una dittatura perché ai sedicenti cristiani cristiani non è permesso poter esprimere il loro disprezzo verso interi gruppi sociali attraverso azioni e politiche che possano creare un danno tangibile nelle loro vite. Ovviamente si è sostenuto anche la necessità riuscire dall'Euro, di abbandonare l'Europa e di guardare a Putin come al duce a cui l'Italia dovrebbe sottomettersi per poter avere leggi che permettano di perseguitare legalmente i gay. Ed è sempre sotto il patrocinio del Comune che Amato ha invitato i presenti ad unirsi alla sua jihad, sostenendo che da quel momento si sarebbero dovuti unire alla sua guerra contro la pari dignità di quei gruppi sociali che lui odia con tutto sé stesso.

Ma se il patrocinio ad una guerra guidata da un «generale» autoproclamato parrebbe violare le più basilari leggi che vietano la creazione di milizie private, Aricigay Varese punta il dito anche contro quell'ideologia del disprezzo che ha permeato la serata: «La teoria del gender è un concetto inesistente a livello scientifico. Gender significa semplicemente “genere” in inglese e l’uso del termine anglofono non è casuale: in questo modo le persone meno informate tendono a spaventarsi alla vista di una parola tanto sconosciuta da essere mostruosa, quasi aliena. In ambito scientifico esistono invece i gender studies che, come ha spiegato l’Associazione Italiana di Psicologia a marzo del 2015, “insieme ai Gay and Lesbian Studies, hanno contribuito in modo significativo alla conoscenza di tematiche di grande rilievo per molti campi disciplinari (dalla medicina alla psicologia, all'economia, alla giurisprudenza, alle scienze sociali) e alla riduzione, a livello individuale e sociale, dei pregiudizi e delle discriminazioni basati sul genere e l'orientamento sessuale».

Giovanni Boschini, presidente di Arcigay Varese, aggiunge: «Ancora una volta dobbiamo spiegare che non c’è niente di divertente o creativo nel parlare di una panzana colossale già sbugiardata dall’Ordine degli Psicologi e inesistente a livello scientifico. Povia strimpelli pure le sue canzoni con Amato per un briciolo di popolarità in eventi nella quale vengono sviluppate trame complottistiche e avallate solo da movimenti estremisti di matrice cattolica, ma il Comune eviti di appoggiare tali iniziative che, con toni allarmistici e aggressivi, tendono a stigmatizzare le persone che non si riconoscono nel sesso maschile o in quello femminile al solo fine di sbarrare la strada al riconoscimento dei diritti delle persone LGBTI*. I cittadini, tutti, devono essere tutelati da questi attacchi e in nessun caso dovrebbero ricevere l’endorsement di un’amministrazione pubblica».
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