Puniti per omofobia due poliziotti di Milano: avevano insultato e calunniato un collega gay



L'omofobia non è una "libertà di espressione" così come la vorrebbero spacciare certi sedicenti gruppi religiosi assetati d'odio, ma una intollerabile violenza che non dovrebbe aver posto in una società civile. Ed è negli ultimi anni che finalmente si sta assistendo ad una presa di coscienza di questa semplice evidenza, con una stretta su chi crede che perseguitare, ingiuriare ed insultare gli altri in virtù del suo orientamento sessuale. E tale fatto risulta ancor più grave quando questa violenza giunge da luoghi istituzionali, come da quei politici che cercando voti sulla pelle degli adolescenti gay o da quei commissariati e quelle caserme che dovrebbero difendere le minoranze e non certo diventarne carnefici.
Da Milano ci giunge notizia di due poliziotti puniti per aver scritto la parola "frocio" sull'armadietto di un collega gay. I due erano in servizio alla questura di Milano ai tempi dei fatti contestati e a loro carico vie era anche la responsabilità di aver fatto circolare voci false riguardo ad una presunta frequentazione con una prostituta transessuale. Entrambi hanno ricevuto un richiamo scritto, una nota indelebile sul loro stato di servizio che li accompagnerà per tutta la carriera.
L'associazione Polis Aperta osserva che «la risposta da parte dei vertici milanesi della polizia, pronta e decisa, è un segnale molto importante. Anche nelle forze armate e negli organi di polizia, grazie a provvedimenti come quello deciso dalla questura di Milano, sta finalmente passando il concetto per cui l'omofobia non può in alcun modo essere tollerata».
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