I Giuristi per la Vita scrivono alla Giunti: vogliono i nomi di chi ha espresso opinioni contro la De Mari



Pare una vera e propria intimidazione quella che i Giuristi per la vita di Gianfranco Amato hanno pubblicato sulla pagina Facebook del sito della Giunti Editore. In un messaggio pubblico, il gruppo omofobo del leader integralista chiede alla casa editrice di consegnare loro qualunque lettera potesse contenete un'opinione a loro sgradita riguardo a quella Silvana De Mari che è stata reclutata nel loro esercito di promozione dell'intolleranza.
Il buonsenso ci suggerisce che ogni genitore debba poter avere il diritto di poter esprimere le proprie perplessità se una signora che viene proposta da una prestigiosa casa editrice come una "scrittrice per bambini" vada in giro a raccontare ai suoi fan minorenni come lei abbia «una vagina adatta ad accogliere peni di grandi dimensioni» o che la presenza dei gay in un gruppo sociale aumenta la patologia» in virtù di come lei li reputi «biologicamente perdenti e pedofili», eppure il gruppo di Gianfranco Amato ha intimato:

Buongiorno editore Giunti. Vi chiediamo gentilmente, di sottoporci privatamente, tutte le email discriminatorie ovvero offensive o che inneggiano alla rimozione dei libri della dottoressa De Mari. Grazie.

Al di là di come il termine «discriminatorio» non sia sinonimo di «offensivo», pare strano che un gruppo di avvocati non sappia che i messaggi inviati via Internet si presumono essere sempre confidenziali e, quindi, riservati. La loro diffusione rappresenterebbe una “violazione di corrispondenza” punita dal codice penale (nella fattispecie dal  codice 616 che, sino al 2014, veniva punito addirittura con il carcere).
Il fatto che un gruppo di avvocati proponga pubblicamente una richiesta illecita pare rappresentare una intimidazione volta a spaventare chiunque volesse protestare con la Giunti Editore, facendo intendere che l'espressione della propria opinione potrebbe comportare ripercussioni da parte loro. E considerato come Amato voglia sostenere che gli insulti e le accuse di pedofilia lanciate dalla signora De Mari rappresentino una "opinione" da ritenersi legittima, significativo è come vogliano spaventare chiunque volesse esprimere il suo diritto di opinione contro una donna che può essere ritenuta pericolosa e dannosa per la sana crescita dei propri figli. Evidentemente la loro ideologia li porta a ritenere che i diritti non valgano per tutti e che il diritto di critica altrui debba essere distrutto per far spazio ai convegni a senso unico del loro leader (ossia veri e propri comizi di istigazione al pregiudizio in cui ogni contraddittorio è messo al bando e in cui si propinano per verità rivelate anche teorie già rigettate dai pubblici ministeri).
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