Il senatore Malan pubblica false fotografie per accusare di pedofilia la LGBT Foundation



Il senatore Lucio Malan è noto per sole sue cose: il suo dirsi profondamente e cristianamente convinto che Berlusconi potesse realmente pensare che Ruby Rubacuori fosse la nipote di Hosni Mubarak e per la sua feroce campagna di legittimazione della discriminazione contro gay e lesbiche. Pare però intollerabile come il suo personale odio conto una parte dei cittadini possa trasformarsi nel suo diffondere bufale contro la LGBT Foundation in un ottica volta a sosterete che i gay siano dei pedofili.
È dal suo profilo Twitter che il senatore di Forza Italia ha ripubblicato un post firmato da un noto ultra-integralista che ama citare Charleston quale legittimazione all'omofobia, esattamente come Amato e Adinolfi insegnano a fare alla loro gente. In un'immagine c'è una scritta accostata al loro della LGBT Foundation in cui si sostiene che l'amore non abbia sesso né età, anche se ovviamente quell'immagine è un falso. Ma purtroppo sappiamo fin troppo bene come la propaganda dei sedicente cattolici viva di menzogna e di diffamazione. Il senatore si è preoccupato anche di condividere il solito messaggio di promozione all'odio scritto dal fondamentalista che ha diramato l'immagine falsa: «Qualche giorno fa, avete pubblicato questa foto e la psicologia lgbt l'ha prontamente bollata come fake. Non lo è».
Su che basi l'attivista anti.gay possa affermare ciò è quantomeno curioso, in virtù di come il suo messaggio sia di gran lunga successivo al comunicato in cui la LGBT Foundation ha chiarito che quel messaggio era un falso e che l'associazione non ha ovviamente mai diffuso nulla di simile. Eppure pare che Malan ami sostenere che un'organizzazione che si difende da false accuse ordite dall'integralismo cattolico sia da ritenersi una "psicopolizia" e dice anche che i gay non devono aver diritto alla difesa né di parola quando si tratta di bugie diramate dalle organizzazioni integraliste a fini diffamatori.
Sui social network si  già attivata una cordata di persone che chiedono alla LGBT Foundatiuon di sporgere denuncia contro il senatore Malan, ritenendo inaccettabile che un uomo delle istituzioni possa diffondere bufale a danno della vita di alcuni cittadini solo perché ambisce a guadagnare consensi attraverso un commercio di odio. Interessante, però, è osservare anche chi siano i soggetti che Malan segue suoi social network in quella sua costante campagna di promozione all'odio che lo ha portato addirittura ad aprire le porte del Senato ai forzanuovisti che militano nell'associazione Provita. Ovviamente l'autore del falso è collegata alla solita portavoce portavoce delle Sentinelle in piedi di Imperia (che ha inizialmente provveduto a diffondere il falso) e a vari perso aggi noti per passare le proprie giornate sui social network con l'unico obiettivo di creare odio contro le persone lgbt. L'ennesima conferma di come la violenza omofobia sia riconducibile sempre agli stessi gruppi e venga istituzionalizzata sempre dai soliti politici.

Clicca qui per guardare il messaggio diffuso da Malan.
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