Roma. Manifesti abusivi ed anonimi contro Valeria Fedeli. Adinolfi: «Giusto irridere il ministro»



«Per fare il professore ci vogliono: laurea, abilitazione e concorso. Per fare il ministro dell'Istruzione: terza media, amicizie e molte bugie». È questa la scritta che appare sui manifesti abusivi e anonimi apparsi stamane a e volti ad attaccere il ministro Valeria Fedeli. E se non è chiaro chi vi sia dietro i manifesti, gli slogan paiono ricalcare i proclami dell'integralismo cattolico.
La senatrice Francesca Puglisi, responsabile scuola, università e ricerca del Pd, commenta: «La macchina del fango contro la ministra Fedeli sembra non arrestarsi, questa volta con manifesti anonimi e abusivi appesi per le strade della capitale", ha dichiarato la . "Valeria Fedeli ha maturato una esperienza politico-istituzionale di tutto rispetto. Ha mostrato serietà e capacità». Le fa eco Maria Coscia, capogruppo Pd in commissione Cultura della Camera, che aggiunge: «Esprimo massima solidarietà alla ministra Fedeli fatta oggetto di un miserabile attacco con alcuni vergognosi manifesti attaccatati sui muri delle strade di Roma", ha detto . "La ministra ha un'indiscussa competenza ed una lunga esperienza maturata sul campo e delle quali nessuno può dubitare. Basta con questi attacchi vili e meschini fatti da anonimi».
Soddisfazione per l'aggressione viene invece espressa dall'integralista Mario Adinolfi che, attraverso la sua pagina Facebook, scrive: «Per i manifesti che irridono (giustamente) Valeria Fedeli, il PD si agita e parla di "macchina del fango". Definizione inventata da Roberto Saviano per attaccare coloro che descrivevano gli imbrogli di Gianfranco Fini con la casa di Montecarlo. Quando la verità infastidisce, meglio un sano silenzio».
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