Silvana de Mari: «Ho deciso di eliminare i movimenti lgbt come ritorsione contro il Cassero. Io li abbatterò»



Dopo esserci già occupati della prima e della seconda parte di un video propagandistico diffuso dal Partito di Adinolfi, c'è da provare seria preoccupazione nell'osservare come le metodologie di reclutamento dell'integralismo cattolico appaiano incredibilmente simili a quelle dell'Isis, in un misto di fanatismo religioso e di incitamento all'odio. E se sappiamo che sin dai tempi del nazismo la paura è sempre stata un'arma di propaganda, non ci deve stupire come la signora Silvana de mari cerchi di far credere che l'esistenza stessa dei gay rappresenti un rischio. Afferma:

Abbiamo avuto due governatori di regione gay, quindi non è vero che esiste l'omofobia. Io ho il diritto di impedire che l'epatite A si diffonda a causa di gente che dice che essere gay è divertente. Il mio scopo è eliminare i movimenti lgbt. L'ho deciso due anni fa quando ho visto le fotografie del Cassero. Questa non gliela faccio passare. Io questi qui li abbatterò.
Dopo di che sono rimasta molto frustrata dicendo: è impossibile. Gli lgbt sono potentissimi. Sono una cosa inimmaginabile. Hanno messo in ginocchio tutti. Hanno messo in ginocchio Barilla, hanno messo in ginocchio l'amministratore delegato di Mozilla, hanno messo in ginocchio tutti.
Non importa. Diceva Martin Luther King: sii tu il cambiamento che vuoi nel mondo. Tu vuoi fermare gli lgbt? bene, fermali tu. Quindi ho deciso che li avrei fermati.

Come da lei precedentemente affermato, il motivo del suo odio e dei suoi proclami non sarebbe altro che una ritorsione contro i gay per alcune immagini che l'avrebbero offeso in merito ad una contestazione al cardinal Carrara per alcune sue affermazioni contro la dignità stessa delle persone lgbt.

Credendosi furba, la signora spiega ai proseliti di Adinolfi il suo diabolico piano:

Quindi qual'era la strategia? Primo: usarli. Io non ho potenza mediatica. L'unica maniera che ho per avere potenza mediatica è che me la diano loro. I miei toni devono sempre essere sparati perché loro li devono riportare. Quindi io non voglio che nel mio Paese qualcuno faccia propaganda alla coprofagia e se qualcuno fa propaganda alla coprofagia io voglio fermarlo. I miei toni sono sparati e saranno sempre più sparati perché grazie a questa maniera gli amici di Gayburg e di GayLex mi stanno facendo  da cassa di risonanza. Grazie a loro sono la star nazionale dell'omofobia.
Seconda cosa: porto il nemico a battersi sul mio campo di battaglia. Non parliamo più di "love is love" e di gente che si guarda negli occhi, parliamo di prostata. Io voglio entrare nelle scuole per dire ai ragazzi che il sesso anale non esiste, esiste l'erotismo anale, ed è sbagliato. Voi dite che non siete omofobi e non discriminate nessuno? Io dico che sono omofoba e che discrimino.Io pretendo che ogni volta che venga assunto qualcuno in una mensa scolastica gli si chieda se pratica erotismo anale. magari non gli mandiamo i carabinieri a controllare in camera da letto ma iniziamo a far passare l'idea che questa cosa qui non funziona.

A tal proposito, le vorremmo ricordare che popolarità non è sinonimo di consenso. La Franzoni ha ottenuto molta più visibilità mediatica dei lei uccidendo suo figlio, ma ci vorrebbe un gran coraggio a sostenere che quello sia stato un bene. E se è verosimile che lo 0,6% di persone che inneggiano ad Adinofli probabilmente inneggeranno anche a lei, forse bisognerebbe chiedersi quanti del restante 99,4% della popolazione siano rimasti inorriditi dinnanzi alle sue parole.
Sino ad oggi l'integralismo cattolico aveva usato la regola della rana bollita, ossia quella teoria che sostiene che se si pone una rana in un pentolone pieno d’acqua fredda e si accenderà il fuoco per scaldarla gradualmente, difficilmente la rana se ne lamenterà sino a quando non sarà troppo tardi e non troverà più la forza di reagire a quel continuo aumento della temperatura. Ossia, si osserva che se un cambiamento si effettua in maniera sufficientemente lenta, probabilmente sfuggirà alla coscienza e non susciterà nessuna reazione, nessuna opposizione, nessuna rivolta. Confrontando il tenore della loro propaganda, è innegabile che sia gradualmente aumentata in violenza e in pretese, ma nel tempo molta gente si è abituata e c'è chi continua a vederla come una posizione integralista senza comprenderne la reale gravità.
Ma in quel clima, la signora de Mari è arrivata con dell'acqua bollente e ha messo al massimo il fuoco, tutto d'un colpo. Il numero di poteste e di denunce ricevute ci mostra che la gente si è accorta della gravità di ciò che stava facendo, così come il fatto che l'integralismo abbia fatto quadrato attorno a lei potrebbe essere ciò che li porterà a fondo in sua compagnia.
E forse basterebbe sapere che da ora sarà molto difficile che una scuola potrà presentare il suo estremismo a dei ragazzi per poter essere fieri di ciò che si è fatto, ancor più dinnanzi ad una donna che dichiara pubblicamente di voler indottrinare i ragazzi alle sue opinabili idee.

Nel proseguo del suo discorso, la donna non ha mancato di lanciarsi nel solito invito all'azione nel nome del dio denaro. Afferma:

Se io non pago le tasse, vengono a casa mia gli uomini della finanza che sono armati. Lo stato non ha il diritto di prendere un solo centesimo delle mie tasse che vada ai gruppi lgbt. La prima cosa da fare entro la fine del mese è che tutti i finanziamenti siano sospesi. Inoltre, se costringono me cattolico, a finanziare un qualcosa che san Paolo condanna, la mia libertà religiosa è violata.
Bene, amici del cassero, non mi è piaciuto il vostro spettacolo e non mi siete piaciuti voi, perché mentre guardavo questi tre, vi ho visto per quello che siete: tre uomini che fino ad adesso stanno buttando via la loro vita. Voi potete vivere una vita piena e straordinaria di cui non avete idea, quindi non esistono gli omosessuali ma esitino le persone quindi quello che fai nella tua camera da letto non lo voglio sapere e deve restare nel tuo privato. Non vogliamo i gay pride, non vogliamo che i sindaci concedano le città ai gay pride, non vogliamo i movimenti lgbt. È nostro diritto non volerli. Il nostro denaro appartiene a noi.

Tralasciando come la signora sia di per sé un'offesa al sentimento religioso di chi crede al Dio dell'amore e non ad una qualche divinità che apprezza l'odio, interessante è osservare come voglia ignorare che anche i gay pagano le tasse e che la sua reversibilità (la stessa che lei vorrebbe sia negato agli altri) sia pagata anche con i loro soldi. E che dire di quei 6.448.569.808 euro che ogni anno vengono versati nelle casse della Chiesa Cattolica anche se le tasse vengono pagate anche da persone che non sono cattoliche? Perché mai tutto dovrebbe esser decido da lei in virtù delle sue personalissime convinzioni in un totale menefreghismo per il prossimo?

Per finire, degna di nota è anche la curiosa teoria della signora De Mari riguardo al fatto che san Paolo, secondo il suo parere, direbbe che «l'omosessualità è una colpa. Se ti sei abbassato i pantaloni, hai fatto una colpa perché hai diffuso batteri». Forse avremo noi una copia delle Bibbia diversa dalla sua, ma pare poco credibile che Paolo parlasse di batteri nel 60 d.C, così come pare interessante osservare come la De mari sia costretta ad aggrapparsi a contest abilissime interpretazioni scritte da una persona che di fatto non conobbe mai direttamente Gesù.

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