I video propagandistici del partito di Adinolfi: «La presenza dei gay in un gruppo sociale aumenta la patologia. I gay sono atei non battezzati»



Il partito di Adinolfi sta cercando di creare nuovo odio attraverso alcuni filmati propagandistici che vedono come protagonista la signora Silvana de Mari, recentemente portata alla alla ribalta delle cronache dalle inaccettabili affermazioni omofobiche con cui sostiene di poter provare "scientificamente" che i gay debbano essere ritenuti «biologicamente perdenti» in virtù di come lei non accetti la verità scientifica accertata dalla comunità scientifica. E se una persona in buonafede avrebbe espresso eventuali perplessità ai suoi colleghi all'interno di ambienti accademici dove chiunque avrebbe avuto le competenze per poter soppesare le sue parole, la signora ha preferito spacciare la sua "verità" attraverso i canali della propaganda adinolfininana dinnanzi ad un pubblico affamato di pregiudizio e di odio contro un intero gruppo sociale.

In un video realizzato dal Popolo della famiglia di Treviso, la De mari afferma:

Gli omosessuali non esistono, sono persone che hanno un fascino per il proprio sesso. Quindi passiamo chiamarli omofili. Omofili è un termine corretto.
Loro hanno una scelta: se tenere questa amicizia sul piano di un'amicizia, di un'amicizia magnifica e femminile, oppure possono fare altro. Se fanno altro, purtroppo c'è qualcosa che non combacia, c'è qualcosa che non va. Se due uomini si mettono assieme, c'è un pene di troppo e manca una vagina. Quindi c'è il problema di una mancanza della vagina che viene sostituito da una parte del tubo digerente che non è fatta apposta e si ammala.

Ovviamente il voler ridurre l'omosessualità al sesso anale non è una posizione né etica né scientifica, ma si sa che la propaganda non serve a creare informazione ma solo a fomentare odio. Tant'è che la signora si inventa pure che i gay andrebbero in giro a definirsi un gruppo etico. Una cosa peraltro improbabile, dato che se fossero ritenuti tale sarebbero già protetti (insieme a lei) dalla legge Reale-Mancino e non ci sarebeb alcuna necessità chiederne l'estensione attraverso una legge contro l'omofobia. Eppure lei spergiura:

Le persone omofile si descrivono come un gruppo etnico e ci spiegano che loro sono sempre stati perseguitati. Quindi noi dobbiamo stare in piedi con il cappello in mano e sentirci in colpa per tutto quello che è successo nei secoli passati. Basta con queste sciocchezze: non sono un gruppo etnico. Gli ebrei sono un gruppo etnico, gli armeni sono un gruppo etnico. Gli ebrei di adesso sono i discendenti degli ebrei di mille anni fa. Se un armeno dice che hanno sterminato la sua gente, c'è una linea impeccabile di razionalità. Ma non è che gli omofili di adesso sono discendenti degli omofili di mille anni fa, siamo tutti discendenti da una società dove c'è stata l'orda apocalittica. Attenzione. La presenza di queste persone in un gruppo aumenta la patologia. Peraltro i gruppi erano terribilmente violenti verso qualsiasi altra cosa. Noi siamo un popolo violento. Discendiamo dai romani al sud e dai barbari al nord, si salvi chi può. Anche le adultere sono state punite con assoluta ferocia, non è che le adultere adesso vanno a dire che ci hanno sempre perseguitato perché siamo un gruppo etnico.

Si passa così a sostenere che una maggioranza deve poter sopraffare le minoranze e che quest'ultima non abbiano diritti se dall'altra parte c'è chi si dice infastidito dalla loro esistenza:

Le problematiche sono che gli omofili sono una minoranza del 2%. I dati di Kinsey che parla del 10% sono una menzogna. Kinsey era tra l'altro un pedofilo stupratore e il suo rapporto è completamente falso.Quindi una maggioranza deve rispettare una minoranza, ma la minoranza deve muoversi in modo da non pestare i piedi alla maggioranza. Anche la minoranza ha dei doveri. 

Negando che ci sia differenza nell'obiettare a delle prese di posizioni dall'obiettare all'esistenza altrui, magari spergiurando a mezzo stampa che sia "scientificamente" provato che i gay sono anormali e pedofili, la signora aggiunge pure:

Riguardo agli insulti, credo che nessuno degli omofili si sia mai preso l'1 per mille degli insulti che mi sono presa io negli ultimi dieci giorni. Un cervello normale, dinnanzi agli insulti, resta completamente indifferente. Non ce ne può importare di meno. È l'isterico che dinnanzi all'insulto muore. Quindi se gli insulti vi fanno male, iniziate a parlare del vostro stato mentale.
Quelli sono lì che dicono che li ho offesi e che mi vogliono fare la lista di che cosa gli possono dire e di cosa non posso dirgli. I giornalisti hanno la lista. La signora Frigerio è andata nei guai perché non ha seguito la lista. Tutti con cappello in mano e gli occhi bassi e questi ti devono dire come devi parlare altri,menti loro si offendono.

Interessante è anche osservare come la signora De Mari ami usare un «noi» e un «loro» esattamente come fece la propaganda nazista per creare odio contro gli ebrei. Poi aggiunge:

Io sono sempre stata buona. Mi sono detta "vivi e lascia vivere" sino alla Pasqua del 2015, quando mi sono trovata dinnanzi alla crocifissione del Cassero. Tutti quelli che hanno un computer davanti, digitate "cassero crocefissione" e andate a vedere. Ci sono tre tizi seminudi, con i soliti sorrisi tipici di queste cose, e c'è uno che fa cristo che viene sodomizzato con una croce. Bene, tu hai offeso la mia gente, la mia religione, la religione dei miei padri ma attento: ti hai offeso anche la tua religione. Voi probabilmente siete figli di genitori atei che non vi hanno neanche battezzato, ma sicuramente le vostre bisnonne dicevano il rosario mentre i mariti erano in guerra.

Per farla breve, la donna che dice che chi si offende è un isterico malato di mente dice di aver dichiarato guerra a tutti i gay perché si è sentita offesa da una serata in discoteca. Ed è generalizzando e ignorando come un'associazione possa avere diversi dipartimenti, aggiunge:

Il Cassero è finanziato con denaro pubblico. Ci sono questi sindaci di sinistra che dicono che se sei gay ti danno i fondi. ma ci sono anche i sindaci dei 5 Stelle che danno loro i fondi. E se dicono che c'è libertà di espressione, io ho il diritto di dirti che sei ripugnante. Io ho diritto di dire ai cosiddetti cattolici che la nostra religione è stata fondata da Gesù Cristo che ad un certo punto della sua vita ha preso la gente a scudisciate ed ha rovesciato i tavoli. Questa cosa cerchiamo di non dimenticarla.
Quindi se voi fate una cosa di questo genere essendo certi che nessuno sarebbe venuto a chiarirvi le idee perché nel momento in cui qualcuno lo fa, tutta la nazione in ginocchio sui ceci: "Omofobi! Omofobi!".
Il presidente di Arcigay Roma, dice lui, che quattro trizi per strada l'anno insultato. E allora? 

A questo punto, però, bisognerebbe fare una pausa per ricordare i fatti reali. I consiglieri comunali Marco Lisei (Forza Italia), Valentina Castaldini (Nuovo Centrodestra) e Galeazzo Bignami (capogruppo di Forza Italia in Regione Emilia Romagna) sporsero una denuncia alla Procura della Repubblica per quello spettacolo, invocando gli articoli 404, 725 e 726 del codice penale (vilipendio della religione, pubblicazione spettacoli osceni, atti contrari alla pubblica decenza). Quindi non è che nessuno fece nulla, semplicemente non ottennero ciò che volevano dato che i giudici tendono ad appurare i fatti e non a soffermarsi a quattro immagini decontestualizzate che l'integralismo può dipingere come meglio crede.
Siamo dunque dinnanzi a gente che sostiene di voler provocare intenzionalmente e volontariamente un danno ad un'intera comunità perché si è sentita offesa e non ha ottenuto ciò che volevano. Il tutto, peraltro, sostenendo pure che qualunque denuncia verso la De Mari sia un atto da «Gaystapo violenta e illiberale» in quella loro convinzione che il medesimo atto sia buono se compiuto da loro e sia da ritenersi come un'inaccettabile violenza se possono ricorrervi anche le loro vittime.
E per chi non avesse compreso l'ultima frase, appare evidente che la signora abbia confuso il presidente di Arcigay Napoli con quello di Roma e pare anche ignorare che ci sia una certa differenza tra l'essere insultati e l'essere minacciati con coltelli e spranghe.
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