Anche don Roberto Cavazzana partecipava alle orgie in canonica. Si rifiutò di sposare Belen facendone questioni etiche



Continua ad ampliarsi il caso degli scandali sessuali legati a don Andrea Contin, il sacerdote padovano che organizzava orgie in canonica con altri preti e che gestiva la vendita online di prestazioni sessuali da parte delle sue parrocchiane. La stampa locale ci racconta di come amasse catalogare i suoi sex-tape con i nomi dei papi o di come usasse un collare e una ciotola per cani quali strumenti di sottomissione per la sua amante (salvo quando non la costringeva ad adescare i ragazzi dell'oratorio).
Le indagini hanno appurato che anche altri sacerdoti erano coinvolti nelle sue orge ed ora si scopre che tra questi c'era anche don Roberto Cavazzana, il prete che nel 2013 fece parlare di sé per essersi rifiutato di sposare Belen Rodriguez e Stefano De Martino. Redarguendoli per quella che lui reputava una mancanza di moralità, dichiarò ai cronisti che il suo rifiuto era dovuto al fatto che «il matrimonio è sacro, non è un carnevale mediatico».
Eppure pare il sacerdote non avesse le medesime remore morali nel prendere parte a orgie organizzate con più ragazze, qualche trans e altri uomini. La selezione veniva effettuata da Contin, il quale provvedeva poi a «passargli» le sue conquiste in cambio di una sua partecipazione o la possibilità di poter restare nella stanza ad assistere alle performance sessuali del prelato.
I fatti sono stati confermati dallo stesso sacerdote, inviato a Carbonara dopo che il precedente parroco aveva messo incinta una parrocchiana. Di per sé quanto contestato non risulta penalmente rilevante se si accerterà che non vi sia stato passaggio di denaro.
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