Il Tribunale dei minori di Venezia ha sospeso l'ordinanza di allontanamento del ragazzino «troppo effeminato»



Ricordate il caso del ragazzino sottratto alla madre perché gli assistenti sociali lo reputavano «troppo effeminato»? Se Mario Adinolfi aveva appoggiato la decisione per partito preso sostenendo che un atteggiamento scarsamente virile dovesse essere "curato" da un qualche cattolico, il Giudice del Tribunale dei minori di Venezia ha sospeso l'allontanamento dalla madre del ragazzino padovano. La Procura aveva disposto il provvedimento perché viveva in un ambiente ritenuto non idoneo e «tutto al femminile» che, a loro dire, lo avrebbe portato ad avere atteggiamenti definiti «effeminati».
Il giudice ha anche disposto «l'audizione del giovane» che deve avvenire «senza la presenza né dei genitori, né degli avvocati, al fine di permettergli di esprimersi liberamente». «Siamo molto soddisfatti per quanto se pur in modo parziale ha disposto il tribunale -ha detto l'avvocato Francesco Miraglia- Penso che il tribunale ogni volta che è possibile non possa e non debba decidere per il minore, senza sentire il minore stesso».

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus ha espresso soddisfazione per la decisione: «Siamo molto contenti della decisione del giudice di sospendere l’allontanamento. Va da sé che ora nel corso dell’istruttoria il ragazzo sarà debitamente ascoltato ai sensi della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia di New York del 1989 ratificata dallo Stato italiano. Martedì 17 gennaio 2017 più di 100 cittadini avevano partecipato alla manifestazione indetta dal nostro comitato davanti al Tribunale dei minori di Venezia contro la decisione sostenuta dalla psicologa e dai servizi di collocarlo in una comunità psichiatrica lontana da casa e di allontanarlo dalla famiglia e dai suoi affetti, dalla scuola e dagli amici. Sarebbe stato un vero e proprio trattamento sanitario obbligatorio a tempo indeterminato. Fortunatamente il giudice ha deciso di vederci chiaro e di sospendere l’allontanamento. La pratica diffusa in alcuni tribunali dei minori di non ascoltare i minori affetti da disagi psichici è a nostro avviso una grave discriminazione nei confronti di soggetti doppiamente deboli. Siamo lieti di constatare che nel Tribunale di Venezia le cose stanno cambiando. Dal nostro osservatorio privilegiato abbiamo potuto constatare che recentemente altri bambini in situazioni simili sono stati chiamati dal Tribunale di Venezia per essere ascoltati. Questo è un grosso passo avanti».
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