Cascioli avvia la sua macchina del fango. Contro il parere scientifico della psicologa contrapponendo l'opinione di Belpietro e di Alessandro Benigni



Riccardo Cascioli pare non sopportare che la psicologia possa contrastare con il suo smisurato pregiudizio, motivo per cui l'uomo appare ora attivismo nello sfruttare le sue molteplici testate come strumento per gettare fango contro quella psicologa che ha osato osservare come due uomini possono essere ottimi genitori al pari di una qualunque coppia eterosessuale.

Con quella ferocia di cui solo certi sedicenti gruppi "cristiani" paiono capaci, è sulle pagine de Il Timone che leggiamo:

Roberta Bommassar è vicepresidente dell’Ordine degli psicologi di Trento. Visto il suo ruolo, ci si aspetterebbe da lei un giudizio prudente, fondato, non ideologico, soprattutto se si parla di questioni importanti. Quale la questione? L’Ordinanza della Corte d’appello di Trento che “riconosce” due padri (e nessuna madre).
Ovviamente, di fronte a tale ordinanza, ci si è chiesti come sia possibile che 3 giudici possano alterare così la natura umana (ogni bambino nasce da una madre ed ha diritto ad essa), e come sia possibile che un reato (perché in Italia l’utero in affitto è vietato dalla legge 40/2004) sia sanato in questo modo.
Ma la questione più importante è stata la prima: possiamo davvero negare alle generazioni di domani il diritto ad una madre (come nel caso in questione), o ad un padre?

Varie sono le considerazioni. Innanzi tutto il fatto di piagnucolare e picchiare i pugni per terra non cambia la realtà dei fatti: non è lui a decidere se le leggi straniere permettono o meno l'accesso alla gpa e lo stato ha il dovere di compiere scelte sulla base del supremo interesse dei minori nonostante l'organizzazione di Cascioli probabilmente non si farebbe problemi a distruggere la loro vita pur di compiacersi nel proprio pregiudizio. Inoltre l'uso del termine "naturale" assume una valenza ideologica per chi lo sfrutta come negazione della realtà, al punto che su quelle pagine osserviamo un Cascioli che ama sostenere che l'omosessualità debba essere vista come una patologia, così come il tentare di sostenere che la gpa sia male solo in presenza di genitori gay non fa che sottolineare si sia dinnanzi ad un mero pretesto (tant'è che le sue organizzazioni integraliste hanno da ridire anche sui bambini abbandonati che vengono adottati da coppie gay)
Infine pare vergognoso un attacco simile a fronte di parole di semplice buonsenso rilasciate dalla pagine de L'Adige il 9 marzo scorso:

La psicologia, come disciplina scientifica giovane ma molto vivace, non può essere partigiana e svilupparsi basandosi su pregiudizi. Il suo scopo è quello di offrire letture ed interpretazioni che permettano di dare senso alle cose che accadono dentro e tra le persone. E queste cose sono comportamenti, pensieri ed affetti. Una grande importanza viene attribuita alla ricerca. Essa ha il compito di confermare o negare delle ipotesi che la psicologia avanza, in questo processo di attribuzione di senso. Una di queste ipotesi potremmo definirla in questi termini: “Un bambino per crescere bene ha bisogno di una mamma e di un papà”. Sul concetto se per mamma e papà s’intenda una femmina ed un maschio dobbiamo dire che le ricerche al proposito non hanno confermato quello che molti stessi psicologi a suo tempo pensavano. Cioè che era necessaria la presenza di una mamma-femmina e di un padre maschio. L’atavico ritardo con cui la società italiana si confronta con i cambiamenti della società, uno dei quali è rappresentato dall’accettazione delle coppie omosessuali e via via delle richieste che vengano loro riconosciuti dei diritti, quelli di esprimere liberamente la propria scelta sessuale, di costituire una coppia riconosciuta, di farsi una famiglia, ha come unico vantaggio che altre realtà hanno affrontato il tema molto prima di noi. Gli Stati Uniti e alcuni paesi europei come l’Inghilterra, Francia e Germania si sono confrontati con studi su queste tematiche con almeno un ventennio di anticipo. Queste meta-analisi, di cui l’ultima raccoglie un centinaio di ricerche, inclusi più di 60 studi empirici svolti direttamente con genitori omosessuali e i loro bambini, mostrano risultati analoghi a quelli delle famiglie con genitori eterosessuali. (Federico Ferrari : Terapia familiare 2011). Questo è il dato, allo stato dei lavori. Gli psicologi si sono interrogati per primi riguardo a risultati anche per loro sostanzialmente inaspettati...

Troncando la frase e metà, Il Timone si lancia nello spacciare come verità rivelate i loro più perversi pregiudizi contro le famiglie omogenitoriali:

In altre parole: per la psicologa Bommassar la scienza è un pre-giudizio. Sì perché il metodo sperimentale su cui si basa la scienza è molto chiaro: non si costruisce la realtà nella propria testa, ma si osserva e si interroga la realtà, per dare, solo dopo, un giudizio. E la realtà è molto chiara: per fare un bambino ci vogliono sempre un ovulo ed uno spermatozoo, cioè un contributo biologico maschile e femminile. Riconoscere la funzione paterna e materna, a partire dal dato biologico, dottoressa Bommassar, non è dunque un pre-giudizio, ma un post-giudizio, cioè un giudizio dato secondo i canoni di un pensiero razionale e scientifico!

La voglia di strumentalizzare le premesse per cercare di attirare facili consensi è quanto di più squallido di possa fare, eppure l'organizzazione di Cascioli pare non farsi remore nel cercare di confondere le modalità con cui si viene al mondo su chi accompagna la crescita. Sarebbe come sostenere che un bambino nato da uno stupro debba aspettarsi diritti solo da parte dello stupratore e non dal padre che lo cresce.

Si passa così a sostenere che qualunque ricerca scientifica contrasti con i pregiudizi di Cascioli sia falsa:

Alle sue dichiarazioni risponde, sempre su l’Adige, il 10 marzo, lo psicologo Gilberto Gobbi: «È risaputo in campo scientifico che la stragrande maggioranza delle ricerche fatte sui figli di coppie omosessuali, sono state manipolate, pur tuttavia si continua a riproporne i risultati (falsi) come risultati scientifici. Per esempio, viene spesso invocato lo studio dell’Università di Melbourne, secondo cui “i figli di genitori dello stesso sesso avrebbero addirittura una maggiore stato di salute e benessere rispetto alla media dei loro coetanei”. Ritengo importante che uomini e donne di scienza si esprimano sulla base di ipotesi condivise e possibilmente verificate empiricamente. Lo studio dell’Università di Melbourne del 2006, rilanciato dal quotidiano la Repubblica il 7 aprile 2015, è uno studio-bufala ed è stato ritirato. È solo un esempio di disinformazione scientifica. Se ne potrebbero citare a decine…».
E conclude: «Se l’obiettivo è il “bene del bambino”, va tenuto presente che il bambino affronta la costruzione della sua identità psicosessuale immerso nel suo contesto psicosociale, ha bisogno di crescere tra le figure di una madre/femmina e di un padre/maschio, ed essere a contatto con le figure differenti: il maschile e il femminile. Ciò gli permette, attraverso l’identificazione, la differenziazione e la separazione, di identificarsi nella sua identità psicosessuale».

Si passa poi a sostenere che il giornale di Belpietro sia un'attendibile fonte per legittimare l'odio contro i genitori gay:

Un’altra risposta alla dottoressa Bommassar è comparsa su La Verità del 10 marzo, a firma Giuliano Guzzo. Ecco uno stralcio: «Un intervento di peso, apparso sulla stampa trentina, è stato per esempio quello della dottoressa Roberta Bommassar, vicepresidente dell’Ordine degli psicologi di Trento, la quale ha sostenuto che i bambini cresciuti da coppie omosessuali “mostrano risultati analoghi a quelli delle famiglie con genitori eterosessuali” assicurando che “questo è il dato, allo stato dei lavori”. Ora, pur nel rispetto del pensiero altrui, non si può che dissentire da simili affermazioni, che lasciano intendere che la comunità scientifica abbia sancito come, per il miglior interesse di un bambino, non sia necessaria la compresenza di padre maschile e madre femminile».
Non è però affatto così. Se infatti da un lato è vero che esistono molte ricerche secondo cui non vi sarebbe differenza, per un bambino, nell’avere padre e madre o nel crescere con due persone dello stesso sesso, dall’altro nessuno dei 59 studi che l’American Psychological Association ha raccolto per sdoganare le famiglie gay, per esempio, effettua «una comparazione tra un vasto, casuale e rappresentativo campione di genitori gay o lesbiche insieme ai loro figli con un campione vasto, casuale e rappresentativo di genitori sposati con i loro figli» (Marks, 2012). Significa che gli studi che sdoganano le famiglie arcobaleno sono metodologicamente deboli, si fondano su campioni ridotti oppure ampi ma di convenienza, quindi inadatti a qualsivoglia generalizzazione. Va inoltre specificato come la gran parte delle ricerche che attesterebbero la non indispensabilità della famiglia tradizionale per il miglior interesse dei figli, si basino non su osservazioni dirette sulle condizioni di costoro, bensì su dati self report dei genitori sulla salute del bambino, non un parametro assolutamente oggettivo né incontestabile.

E il patetismo di Cascioli pare non conoscere limiti nel citare come "prova" della sua teoria persino quell'integralista che collabora con Silvana De mari e che cura quell'orrore omofobico choiamato "nelle note":

Infine un altro commento, a cura del filosofo Alessandro Benigni, che spiega alla dottoressa Bommassar quante volte le cosiddette conclusioni di ricerche psicopogiche si siano rivelate infondate, e siano state riviste, non essendo la psicologia una scienza nel senso più pieno del termine: «Se la Psicologia è una scienza, infatti, lo è in senso debole. Molle, come direbbero alcuni. E la differenza è presto spiegata, basti un esempio: la matematica dimostra, giustificando tesi la cui negazione implica contraddizione logica. La psicologia non dimostra nulla. Non può: la sua stessa storia lo dimostra, la molteplicità di scuole, indirizzi, assunti, terapie, conclusioni, lontanissime tra loro, ce lo ricordano ogni giorno…»

Quindi, stando a questi luminari della psicologia, quei bambini vanno strappati dai loro affetti e vanno gettati in un qualche orfanotrofio per compiacer l'odio di Cascioli e le sue mire politiche.
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