Dalla giurisprudenza giungono tre «sì» all'adozione gay, ma dalla politica giungono solo rinvii



«Non possono passare inosservate le tre sentenze che nell'arco di pochi giorni hanno affrontato il tema della genitorialità nelle coppie formate da persone dello stesso sesso». È quanto dichiara Gabriele Piazzoni, segretario nazionale Arcigay.
«Prima a Trento, dove il tribunale ha disposto la trascrizione del certificato di nascita estero di due bambini nati grazie alla gestazione per altri, riconoscendo lo status di genitore tanto al padre biologico quanto a quello non biologico; poi a Firenze, dove con due diverse sentenze il Tribunale dei minori ha riconosciuto l'adozione legittimante di due bambini, entrambi adottati all'estero da coppie formate da due papà. Nessun legame biologico quindi, bensì una vera e propria adozione. È ormai evidente che il vuoto legislativo in cui il Parlamento ha abbandonato i bambini e le bambine delle famiglie omogenitoriali è una condizione di iniquità a cui la Giustizia, quando interpellata, mette mano, ristabilendo la priorità dell'interesse dei più piccoli. Ogni sentenza, insomma, rappresenta la sottolineatura di un'ingiustizia e dell'indifferenza che Il Parlamento le riserva. In questo contesto, è sconfortante che proprio alcuni parlamentari, nelle loro dichiarazioni pubbliche sul tema, rinviino la questione alla prossima legislatura, come se i tanti mesi che mancano alla scadenza dell'attuale non avessero un peso nella vita dei bambini, come se per per tutto il tempo che manca questa battaglia dovesse pesare solo sulle loro spalle e su quelle dei loro genitori e come se, in tema di diritti, l'approvazione di una legge sulle unioni civili avesse esaurito il "da farsi" di questo Parlamento, in un Paese che deve recuperare un ritardo decennale».
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