Il Giornale sostiene che i gay organizzassero stupri di gruppi a danno di disabili



L'ennesimo servizio anti-gay firmato da Filippo Roma si è già tramutato nel solito processo di condanna verso la depravazione di quei luridi froci che pretendono pure di potersi sposare. E se Roma dichiara tranquillamente che quel nuovo servizio sia una sua personale vendetta contro l'Anddos, non c'è da stupirsi che a seguirlo a ruota sia Il Giornale che più volte si è lamentato di come l'associazione li abbia denunciati per aver diffuso immagini registrati nei loro circoli per sostenere che tutti i gay fossero assassini al pari di Foffo.
L'affondo è contenuto in un articolo dal titolo "Orge gay pagate dal governo, la denuncia: Nel circolo tentato stupro su un disabile" in cui un tale Claudio Cartaldo pare alternare ogni singola parola con la dicitura «gay» nello scrivere: «Ancora bufera sui circolo gay di Roma. La mamma di un ragazzo disabile denuncia la tentata violenza subita in una sauna gay».
Dando per assodato l'indimostrato e spergiurando sulla testa di Sallusti che sicuramente i fondi destinati dall'Unar ad un progetto dell'Università Sapienza finissero a finanziare i circoli affiliati, il quotidiano della famiglia Berlusconi afferma:

Nuove polemiche sull'Anddos, l'associazione gay finita nei mesi scorsi nella bufera per il servizio de Le Iene dove venivano documentate orge gay e prostituzione all'interno dei circoli finanziati dall'Unar, l'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali guidata dall'allora direttore Francesco Spano.
Dopo l'inchiesta condotta da Filippo Roma, il direttore Spano era stato convocato da Maria Elena Boschi ed era stato costretto alle dimissioni. A "incastrarlo" un finanziamento da 55mila euro in favore dell'Andoss, soldi poi bloccati dal governo. Ovviamente l'associazione gay si disse indignata per il servizio delle Iene e replicò alle accuse, sostenendo - in un lungo articolo online - che quelle del programma di Italia 1 fossero solo "bufale". E così Filippo Roma ieri è tornato alla carica. Su di lui è partito una sorta di linciaggio mediato, tanto da ricevere anche delle minacce online. E così la iena è tornata in quelle saune gay di Roma per dimostrare che quanto documentato fosse vero, aggiungendo anche immagini del tutto simili da club gay dell'Anddos di Milano: droga, orge e sesso a pagamento.

Santificato il camerata Filippo Roma e benedetta la sua crociata contro l'unico ente che contrasta l'omofobia e il razzismo che Sallusti ama creare a tavolino, si passa all'affondo:

Ma a creare un nuovo scandalo è la testimonianza di una mamma di un ragazzo gay di 20 anni con disabilità psichciche. Un ritardo medio-alto con una invalidità del 60% e facilmente "riconoscibile". "Appena ci si dialoga - spiega la madre - si capisce subito che c'è qualcosa che non va". "Ha frequentato questi centri Anddos e ci ha confidato che ha subito un tentativo di violenza. Lorenzo era dentro una vasca e un signore lo ha afferrato per il braccio, Lorenzo non era d'accordo, lo ha strattonato, gli ha tappato la bocca con una mano e lo ha trascinato in una delle tante stanze che ci sono e ha cercato proprio di abusare di lui. Perché voleva un rapporto sessuale". Un racconto choc: "Pretendeva rapporti senza preservativo -aggiunge la madre- Lorenzo ha cercato di incominciare a liberarsi, ha aperto la porta di questa stanza ed è uscito". Ma a irritare la donna non è solo il tentativo di stupro. Ma anche la mancata risposta dei responsabili della sauna al messaggi di aiuto del ragazzo. Il quale ha chiesto spiegazioni, denunciando la tentata violenza. E loro si sono limtiati a rispondere che avrebbe dovuto chiamare direttamente in sauna. Nessun altra indicazione e nessuna preoccupazione per quanto il ragazzo ha cercato con difficoltà di denunciare. E pensare che nella sauna incriminata è pure presente un centro antiviolenza. "Se ne sono fregati e lo hanno fatto entrare in balia di tutti: senza preservativo e faceva tutto quello che volevano. Gli si sono verificate in bocca delle piache bruttissime. È normale senza preservativo...".

Precisato che i gay portano malattie e che i disabili non dovrebbero aver accesso alle saune in virtù della testimonianza di una madre che evidentemente non era presente all'atto (ma pare certa che i gay abbiano infettato suo figlio perché non si erano messi il preservativo nel sesso orale), un po' atipico pare il racconto di una donna che dice tutto questo mentre si presta a far sì che il suo presunto figlio gay possa essere maggiormente discriminato non solo come disabile anche come gay.
Ovviamente l'integralismo cattolico si è attaccato a questa teoria e ha colto l'occasione per vomitare odio contro un'intera comunità. L'ultras della promozione all'odio Toni Brandi ha concesso molto spazio alla morbosa ricostruzione de Il Giornale e spergiura che l’Anddos sia coinvolta in giro di droga, orge, sesso a pagamento e violenza sessuale.
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