Il ministro Costa vorrebbe rendere orfani i figli dei gay. Imma Battaglia: «Ha un serio problema di conflitto con il suo ruolo istituzionale, dovrebbe dimettersi»



«Trovo che questo ministro abbia un serio problema di conflitto con il suo ruolo istituzionale. Un ministro per me deve rispettare e riconoscere a pieno titolo tutto quello che sono le istituzioni, dunque anche i giudici. Trovo questa sua dichiarazione bizzarra e inopportuna». È quanto dichiara Imma Battaglia in riferimento alle dichiarazioni del ministro Costa (Ncd) e al suo definire «creativa» la sentenza di firenze che ha disposto la trascrizione dell'adozione di due fratellini adottati da due uomini nel Regno Unito, dove risiedono da anni.
Appreso che il politico avrebbe voluto strappare i genitori a quei poveri bambini pur di compiacere il suo pregiudizio nella speranza di poter trartene un profitto personale, Imma Battaglia ha risposto anche a quei gruppi parlamentari che vanno in giro a dire che sarebbe bastato impedire l'approvazione delle Unioni Civili per poter rendere orfani quei bambini. L'attivista nota che la sentenza sarebbe ugualmente giunta dato che «a pagare è il lavoro fatto dalle battaglie legali che le coppie con figli fanno da tantissimi anni. Queste battaglie hanno iniziato a fare giurisprudenza, dunque sono due percorsi totalmente separate. La legge sulle Unioni Civili non comprende affatto l'adozione, questo è il risultato delle battaglie legali. Nonché della sensibilità dei giudici che è cresciuta col crescere del dibattito politico». Ed ancora, sempre in riferimento alle parole di Costa, aggiunge: «fortunatamente i giudici, la Cassazione lavorano sulle leggi e le rispettano. In questo Paese addirittura dobbiamo avere il dubbio che anche i giudici agiscano sul libero arbitrio? Saremmo davvero davanti alla destabilizzazione totale. Credo che la dichiarazione del ministro sia davvero infelice, secondo me dovrebbe avere semplicemente la serenità di ritenersi inadeguato e dimettersi. Farebbe una figura migliore».
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