Silvana De Mari ai seguaci di Adinolfi: «Da medico dico che i gay sono scientificamente dementi. Sono come cani castrati, idioti che fingono di scoparsi»



Nicola Pasqualato è il politico del Popolo della famiglia che attraverso la sua Veneto Autismo Onlus pare incamerare fondi pubblici destinati i bambini autistici al fine di promuovere il partito di Gianfranco Amato e fantomatiche "terapie riparative" dell'omosessualità. Ed è lui lui a informati che la signora Silvana De Mari è stata promossa a «comandante in capo della Brigata Chesterton», ossia dell'esercito mercenario fondato dal «generale Amato» al fine di promuovere l'odio e l'intolleranza contro i gay a nome di quell'Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme che lui rappresenta.
In quelli che lui definisce «sei minuti di assoluta verità», la donna appare nell'ennesimo video che ci mostra che l'Italia non è un Paese civile se l'Ordine dei medici non l'ha ancora convocata per chiedere spiegazione dei suoi proclami.

Con la sua solita arroganza e violenza, la donna precisa chiaramente di essere «un medico» prima di cercare di spacciare come verità scientifica il suo sostenere che l'omosessualità non esista e che le coppie gay siano formate «da un demente che va a cacciare il suo pene nella cavità ano-rettale di un altro uomo e di un altro demente che se lo fa fare. Non sto insultando: demente è un termine tecnico, vuol dire al di fuori della mente. La mente ha lo scopo di preservare la nostra vita e la nostra salute. Chiunque vada a cacciare l'uretra in mezzo i batteri fecali di un altro così da cucciarsi la prostatite, non sta facendo qualcosa in funzione della propria sopravvivenza. Chiunque permetta ad un altro uomo di sfondargli le fibre dello sfintere interno sino a causargli danni alla mucosa, sta facendo un qualcosa al di fuori della mente logica».
È risaputo come la signora De Mari ami raccontare teorie screditate dalla scienza e come il suo scopo sia quello di creare immagini ripugnanti che possano indurre l'ascoltatore a immaginare quelle scene per provare un senso di repulsione. Sarebbe come invitare l'ascoltatore a immaginarsela nuda, certi che quell'immagine sarebbe talmente disgustosa da creare ripugnanza anche verso il suo intero essere.

Grave è come la donna si spinga poi ad aggiungere: «Sino agli anni '80 era possibile pubblicare libri come questo. Cioè libri che segnalassero come la cosiddetta omosessualità maschile, in realtà asessualità omoerotica, generi gravi malattie perché non essendo la cavità anale fatta per essere penetrata, tutte le malattie infettive si moltiplicano».
La donna mostra fieramente un volume di Michael W. Adler intitolato "Diseases in the Homosexual Male". Basta una semplice ricerca su Google per osservare come un libro che restituisce solo 1.440 risultati non appaia certo un pilastro della scienza, così come basta leggere l'introduzione per avere l'impressione che il volume non parli esattamente di ciò che la signora De Mari pare far intenderee, ma semplicemente osservi che ai suoi esordi l'Aids abbia colpito maggiormente la popolazione omosessuale dato che il pregiudizio subito li portava ad avere rapporti più libertini. Il timore è che la donna voglia sfruttare la scarsa conoscenza dell'inglese dei suoi ascoltatori per cercare far credere che la parola "diseases" abbia significati assai più catastrofici del suo semplice parlare di "malattie".
Se un libero che si occupa di malattie specifiche della donna non indica che la donna sia più malata dell'uomo, allo stesso modo occuparsi delle malattie specifiche di un orientamento sessuale non significa certo attribuirgli chissà quale ruolo pestilenziale. Anche perché la teoria della De Mari la dovrebbe portare a sostenere che lei sia una demente a fare sesso con gli uomini, dato che in un rapporto lesbo avrebbe sicuramente meno possibilità di contrarre malattie...

In quella orazione in cui la donna pare priva di qualunque etica e morale, è sfruttando l'ignoranza dei seguaci di Amato che parte per la tangente sostenendo che «il vero problema è che ficcare un pene in una cavità anorettale fa un male porco». Poi, sostenendo che il sito Gay.it sia «la Bibbia» si lancia a commentare alcuni messaggi cercando di ridicolizzare i dubbi degli adolescenti riguardo al sesso. In realtà la De Mari pare incapace persino di citare le giunte fonti, dato che la donna inizia a legger un articolo promozione pubblicato da Gay.tv e non da Gay.it come da lei falsamente affermato.
La donna spergiura così che «i gay si dividono in due categorie molto rigide: up sono quelli che penetrano, bottom solo quelli che si fanno penetrare. Le due categorie sono molto rigide e gli up sono molto più numerosi dei bottom, motivo per cui i bottom spesso si prostituiscono. C'è un piccolo numero che si definisce versatile, che possono fare ambedue le situazioni, ma in realtà sono veramente molto pochi. Chiunque abbia avuto la disgrazie di frequentare il mondo gay o chiunque abbia avuto modo di ascoltare le loro confidenze, sa il disprezzo totale che gli up hanno per i bottom».
Frasi completamente delirati che come sempre appaiono testimonianza di una donna che vomita falsità senza manco sapere di che cosa sta parlando. Qualche tempo fa avevamo provato a fare due conti sulle preferenze espresse su un popolare sito di incontri, notando come in Italia si sia dinnanzi ad una percentuale pressoché equilibrata sul numero di attivi e passivi, con una percentuale di versatili che raggiungeva il 50% degli iscritti. dati non dissimili emergevano anche da altre statistiche similari.
E riguardo ai passivi che lei sostiene si prostituiscano, basta fare una qualche ricerca sui siti specializzati per osservare che a fronte di 34 escort registrati come passivi ve ne siano 253 che si dichiarano attivi. Ovviamente è un dato non statistico ottenuto con una ricerca non ragionata o pesata, ma forse già il fatto di aver invertito 2 minuti nella ricerca è un tempo eccessivo se dedicato a confutare teorie che appaiono false a miglia di distanza. Indegno di qualunque nota è anche il suo sostenere che gli attivi provino disprezzo per i passivi, dato che non sarebbe troppo diverso dal sostenere che le donne provino disprezzo per gli uomini o viceversa. Ancor più se si considera che spesso gli attivi sposeranno i passivi e viceversa...

Il video prosegue con una De Mari inaccettabile che deride i gay con battutine di pessimo gusto, come il suo sostenere che i passivi «sono apertissimi in tutti i sensi». La donna sostiene poi di aver acquistato un libro intitolato "How to bottom like a Porn Star" dicendo che per far sesso gay «ci vuole un libro di istruzioni perché fa un male cane. Il pene è più grosso dell'ano, mio dio che divertimento e può accadere un casino con la fuoriuscita di feci».
Ovviamente anche qui siamo sempre dinnanzi alle solite generalizzazioni e alle solite generalizzazioni, ancor più se si considera che l'articolo da lei criticato non è dissimile a quelli che appaiono su Al femminile parlando di done che lamentano dolore vaginale durante la penetrazione.

Citando Miller e il suo sostenere che «essere passivi non vuol dire solo la sensazione fisica di “farsi penetrare”. È l’emozione di accettare qualcuno all'interno del proprio corpo. È l’eccitazione di “appartenere” a qualcuno, di sottometterti alla forza di un altro uomo la donna batte le mani rutta soddisfatta e compiaciuta perché potrà vomitare altro odio. Dice: «Siamo arrivato alla parola buona! Dunque, essere penetrati fa un male porco e solo un demente lo permette e ti da la soddisfazione di essere sottomesso. Quindi, l'omosessualità non esiste ma la penetrazione del pene nella anale in natura non esiste. Nessun animale è talmente idiota da andare a cacciare il suo pene nei batteri fecali di un altro maschio e nessun maschio è talmente idiota da permettere ad un altro di fargli un male cane mentre nessuno ti tiene fermo. Ma siete scemi a pensare una cosa del genere? In più questo schifo sia tecnicamente possibile occorrono fiumi di lubrificante. L'animale il lubrificante dove lo prende? Quello che vi spacciano, ed è divertente che qualcuno ci creda, è il segno di sottomissione. Un maschio che finge di scopare un altro maschio esattamente come un cagnolino che avete in casa e ogni tanto finge di farlo con la vostra gamba o con la gamba del tavolino. È un segno di sottomissione nel branco, esattamente come nella lotta greco-romana un atleta tiene gù l'altro atleta standogli sulla schiena. Ma non è che il pene gli entri nella cavità anale.

Dinnanzi ad un simile delirio le osservazioni sarebbero infinite. Si potrebbe notare che il sesso anale non sia prerogativa dei gay, si potrebbe sottolineare che probabilmente non si è dinnanzi a niente di così doloroso se c'è chi piace o partire con disquisizioni sul fatto che gli animali non solo sono gay, ma alcuni esemplari sono capaci persino di cambiare sesso all'occorrenza. E pare inutile anche ricordarle che il lubrificante non è necessario, ma è una semplice precauzione per evitare lacerazioni (tant'è che si sta parlando esattamente dello stesso prodotto che viene venduto nei supermercati anche alle coppie etero). Ma forse tutto ciò pare fiato sprecato dinnanzi ad una tizia che si permette di paragonare i gay all'istinto di cani castrati.
E quando ci si accorge di vivere in un Paese in cui una tizia può andare in giro a diffamare un intero gruppo sociale nella più totale impunità (ma con a fianco un avvocato che minaccia chiunque osi esprimere che sosa di pensa di tale essere), c'è da farsi cadere le braccia.

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