Il sindaco di Arezzo ammette di non aver mai visto un pride, ma insulta i partecipanti dichiarando: «Niente sesso in strada»



A qualcuno risulta che ai gay pride si faccia sesso per strada? Probabilmente sembrerà una domanda idiota dato che è ovvio che non avvenga nulla si simile, eppure il sindaco di Arezzo (eletto tra le fila di Forza Italia) ha ritenuto di dover correre ai giornali per dichiarare che lui non vuole che i gay facciano sesso per strada durante le loro manifestazioni. Insomma, non che lui celebri le unioni civili («le delego», dice fiero) e non è neppure che lui sappia cosa sia pride (lo rivela tronfio ai giornali) ma dato che la sua convenienza politica è quella di far passare l'idea che i gay siano come bestie immeritevoli di dignità, ecco che il signorino se ne esce con una precisazione assurda: «Niente sesso in strada».
Il sindaco ha anche annunciato che farà un decalogo dei «limiti oltre i quali sarà provocazione». Limiti che casualmente verranno imposti solo ai gay indipendentemente dalle leggi statali.

Dalle pagine di Repubblica dice: «I miei elettori sono perplessi. Mi dicono: “Ma come! Fai fare il gay pride ad Arezzo?”. E far capire perché dico sì è complesso. Io però sono il sindaco di tutti gli aretini». E riguardo alla sua presenza, aggiunge: «Non lo so. Deciderò sul momento in base a come si comporteranno. Non ho la percezione di quello che sia un gay pride. Mi aspetto un’ostentazione che potrebbe mettermi in imbarazzo».
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