Mario Adinolfi: «Io sto con i genitori che rifiutano i figli transessuali»



La piccola Clara Adinolfi va ancora all'asilo, ma già sa che dovrà necessariamente farsi ingravidare se non vorrà essere abbandonata e allontanata da un padre che non accetterebbe mai scelte diverse dalle sue. Lo lascia intendere Mario Adinolfi in un agghiacciante messaggio pubblicato sulla sua pagina Facebook, questa volta volto a giustificare quei genitori che abbandonano i figli transessuali perché incapaci di accettarli. Con una violenza che non pare conoscere limiti, il leader integralista va ben oltre il suo solito apostrofare le ragazze trans con termini rigorosamente al maschile nello scrivere:

A questo "matrimonio" tra due uomini che si ratifica per la legge oggi ad Aversa non parteciperanno né i genitori di lui né il papà di Giovanni-Alessia. Sono bigotti, retrogradi, razzisti? Oppure sono persone addolorate per veder gettato nel ridicolo un momento che dovrebbe essere unico e speciale come quello matrimoniale? Verrà il tempo in cui saranno riconosciute anche le ragioni di quei papà che non ne possono più di vedere i loro figli strappati da associazioni trans che gestiscono carnevalate al solo scopro di ricavarne finanziamenti di natura pubblica? Ci sarà un intellettuale di questo paese che sentirà le ragioni prevalenti di un genitore distrutto che ha tutte le ragioni per esserlo e non si presta al caravanserraglio del politicamente corretto? Io sto con quei papà, con quella mamma, con gli addolorati, con la famiglia quella vera.

Il riferimento è al matrimonio tra Alessia Cinquegrana (la ragazza che lui definisce "uomo" al solo fine di sottolineare il suo disprezzo) e il suo compagno Michele Picone. I due si sono promessi eterno amore presso il comune di Aversa, anche se alla cerimonia non erano presenti i genitori di lei perché il padre l'ha rifiutata da quando ha iniziato la sua transizione. Ai giornali ha raccontato che lui e la sua famiglia «si vergognano» di lei.
È dunque schierandosi dalla parte di chi si vergogna dei propri figli che Mario Adinolfi pare capace di incitare i suoi proseliti a non accettare le scelte dei figli qualora non contemplino un pene che penetra una vagina così come a lui piace fare.

E dato che Adinolfi dice di essere dalla parte della vita quando si tratta si calpestare la libertà personale e di imporre l'accanimento terapeutico a chi vorrebbe essere lasciato libero di morire con dignità, doveroso è sottolineare come l'atteggiamento da lui promosso porti statisticamente ad un incremento di suicidi. Uno studio condotto dal William Institute e dall'American Foundation for Suicide Prevention dimostra come il 46% dei transgender che non ricevono supporto dalla propria famiglia ricorrano al suicidio contro il 4% di chi ottiene accettazione e sostegno ai figli. E dunque, per proprietà transitiva, dovremmo presumere che Adinolfi stia indirettamente invitando alcuni genitori a spingere al suicidio i loro figli. E chissà se sarebbe disposto a contribuire alla morte della sua Clara qualora dovesse avere un'identità a lui sgradita o se quell'atteggiamento viene incoraggiato solo se saranno altri minori a doverne subire le tragiche conseguenze del suo disprezzo ad uso politico...
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