Famiglie Arcobaleno: «Prima che attivisti, siamo genitori. Il Sindaco Ghinelli venga a conoscerci al Toscana Pride»



«Se il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli vuole incontrarci venga al Toscana Pride». Così Laura Giuntini, referente regionale dell'Associazione Famiglie Arcobaleno, risponde alla richiesta di incontro del sindaco della città. Secondo Famiglie Arcobaleno, l’invito all’incontro fissato per sabato 20 maggio, è arrivato con incomprensibile ritardo, tre giorni prima dell’incontro stesso e dopo un lungo periodo di silenzio seguito alla disdetta da parte del sindaco dell’appuntamento programmato in precedenza per il 29 aprile. E la nuova data appare assai prossima al Pride che il 27 maggio si terrà in citta.
Nella risposta indirizzata al sindaco Laura Giuntini spiega le ragioni del diniego: «Sono davvero rammaricata che dobbiamo essere noi stavolta a declinare il suo invito, ma per fortuna, prima di essere attivisti, siamo genitori, famiglie, con bambini piccoli e piccolissimi. Siamo certi che lei possa capire che muovere un certo numero di famiglie con bambini, con soltanto tre giorni di preavviso non sia un'impresa facile. Il sabato mattina delle famiglie è dedicato a fare la spesa, alla musica, a vedere i nonni vicini e lontani, ma soprattutto a stare insieme, dopo una lunga settimana di lavoro e di scuola. Ogni altro eventuale impegno, ancor più se di tale portata, va concordato con un certo anticipo». Nessuna mediazione sembra sia possibile, ma una apertura inaspettata arriva proprio dalle dichiarazioni di Famiglie Arcobaleno. «Scopo dell’incontro era farci conoscere, mostrare al sindaco che esistiamo. Allora perché non incontrarci in occasione del Toscana Pride? Saremo presenti fin dal primo pomeriggio per prepararci alla sfilata, saremo ben visibili con i palloncini e le nostre magliette rosa e saremmo davvero felici se decidesse di venire a conoscerci e salutarci. Il Toscana Pride ad Arezzo può essere essere un’ottima occasione iper presentarci e quindi per programmare, con il dovuto preavviso, un incontro nel quale parlare delle nostre difficoltà e delle nostre esigenze e di come l’amministrazione cittadina possa essere di supporto alle nostre quotidianità, in un’ottica inclusiva e rispettosa di tutte quante le realtà famigliari». Ora la parola sta al sindaco.
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