L'adinolfiniano Danilo Leonardi criticava lo share delle repliche di "Stati Civile", ma il suo programma su Ratzinger è andato assai peggio



Oltre ad essere un militante del partito di Mario Adinolfi, Danilo Leonardi è anche un produttore Rai pagato con denaro pubblico. Salì alla ribalta delle cronache nel 2014, quando cercò di sostenere che i gay fossero dei pedofili.
Lo scandalo non gli costò il posto di lavoro, così come il suo stipendio pubblico non è stato intaccato dalle pesantissime accuse lanciate contro la sua azienda pur di spalleggiare il suo Adinolfi in un attacco frontale al programma "Stato civile" di Rai 3. La sua teoria è che il programma dovesse essere chiuso perché lo share delle repliche (attestatosi tra il 5 e il 7%) era a suo giudizio troppo basso.
Attacchi che hanno portato qualcuno ad osservare come il suo programma su Ratzinger abbia affondato Rai 3 in access time con un misero 4,6% di share. E nel suo caso non si trattava manco di repliche, ma si una prima visione.

Va anche ricordato che le sterili polemiche di Adinolfi e Leonardi omettono un dettaglio non trascurabile: esiste un contratto di servizio stipulato tra il Ministero delle Comunicazioni e la Rai riguardo alla programmazione che deve essere offerta dal servizio pubblico. Ed on quel contratto viene sancito che «la Rai si impegna a promuovere e valorizzare, nell'offerta di programmazione televisiva, radiofonica e multimediale, la comunicazione sociale e la conseguente rappresentazione delle pluralità della realtà sociale, con particolare attenzione alle persone, gruppi e comunità con bisogni speciali negli ambiti specifici legati ad ambiente, salute, qualità della vita, consumatori, diritti e doveri civici, sport sociale, disabilita', nuove emergenze e mondo del lavoro, immigrazione, integrazione e multiculturalismo, pari opportunità, anziani».
Detta in altre parole, la Rai ha l'obbligo di occuparsi dei diritti civili della comunità gay e di garantire visibilità anche alle minoranze. Ciò spiega perché si paghi il canone dato che, se a contare fosse solo lo share, difficile sarebbe comprendere quale sarebbe la discriminante da un'emittente commerciale che possa giustificare quel contributi pubblico.

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Nella foto: Danilo Leonardi sul palco del "family day" quale parte dello staff.
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