Lgbti in divisa a Lecce, denuncia agli abusi intersex e impegno anche contro il razzismo



A Lecce l’associazione lgbtqi Polis Aperta, caratterizzata dalla presenza di esponenti appartenenti a forze di polizia e forze armate, ha organizzato domenica 30 aprile la conferenza dal titolo “Forze di Polizia oltre il genere: il cambiamento che porta alla tutela delle persone lgbtqi e al contrasto dei crimini d’odio”. L'evento è organizzato in collaborazione con l’O.S.C.A.D. e l’Arma dei Carabinieri (che ha patrocinato l’evento insieme al Consolato Generale degli Stati Uniti per l’Italia del Sud, alla Presidenza del Consiglio Regionale Puglia, alla Provincia di Lecce e al Comune di Lecce, ai Comuni di Martano e Lizzanello e al Sindacato UIL).
La conferenza è stata aperta dal messaggio di Pietro Nocera e Valeria Andriano, rispettivamente responsabili nazionale e regionale Puglia del Coordinamento Diritti UIL, e dai saluti della responsabile nazionale dell’Ufficio Nuovi Diritti della CGIL Maria Gigliola Toniollo, che ricordando l’esperienza del padre poliziotto in un passato in cui quel lavoro non aveva le tutele di oggi, ha voluto esprimere la sua solidarietà alle persone in divisa come alle persone portatrici di diversità.
A coordinare i lavori Simonetta Moro, alla guida di Polis Aperta, che ha ricordato i radicali cambiamenti da Stonewall a oggi all’interno della polizia rispetto alla comunità lgbti e come sia fondamentale combattere tutti insieme contro tutte le discriminazioni; a fare gli onori di casa anche Gabriele Guglielmo, segretario dell’Associazione, il quale ha ribadito che i crimini transomofobici esistono e sono frequenti riportando casi gravi seguiti nella città di Torino. Un pensiero è stato rivolto alla memoria di Xavier Jugelé, il poliziotto gay ucciso la settimana prima nell’attentato a Parigi, attivista di Flag Policiers at Gendarmes LGBT con cui Polis Aperta è affiliata, citando le parole del marito di Xavier contro l’odio e la violenza.
Particolarmente atteso era l’intervento del Vice Questore Aggiunto Stefano Chirico, in rappresentanza dell’OSCAD, insieme al Maresciallo A.S. UPS dell’Arma dei Carabinieri Emmanuele Valente, i quali hanno illustrato l’importante ruolo dell’OSCAD non solo per la raccolta dei dati sui crimini trans-omofobici che il vuoto legislativo non consente nella prassi di registrare, ma anche rispetto al suo ruolo di indirizzo verso personale preparato per le vittime che sporgono querela: il compito dell’osservatorio è infatti quello di sensibilizzare, anche nel linguaggio, il personale e prepararlo all’accoglienza delle persone lgbti e quasi 9000 nuovi poliziotti sono già stati formati. Inoltre, la Questura di Lecce è stata rappresentata dal Primo Dirigente della Divisione Anticrimine Sandra Meo, e la locale Arma dei Carabinieri dal Tenente Massimo Cicala, Comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Lecce, i quali hanno espresso la loro vicinanza alla comunità lgbti e la disponibilità a essere un punto di riferimento nel contrasto ai crimini d’odio.
Tra i relatori ci sono state presenze autorevoli: l’attivista intersex Alessandro Comeni, uno dei pochissimi in Italia, nonostante la stima sia di 300.000 persone intersex in Italia. Comeni ha raccontato la sua storia molto toccante e le esperienze di altre persone intersex, ha presentato ricerche scientifiche e raccolte di dati, il tutto a dimostrazione degli abusi che una certa classe medica, con l’intento di “aiutare”, sta compiendo su neonati di pochi giorni, per il bisogno di farli appartenere a uno dei due sessi, maschio o femmina, attraverso interventi chirurgici non necessari e invasivi che portano a enormi sofferenze fisiche e psicologiche, e anche all’infanticidio. Citando le parole dell’Alto Commissario UNHCHR Zeid Ra'ad Al Hussein: si tratta di serissime violazioni dei diritti umani, discusse raramente, non approfondite o perseguite, col risultato di lasciare impuniti i perpetratori e senza rimedio le vittime, in un circolo perpetuo di ignoranza ed abuso (Ginevra - 16/9/2015).
A seguire, la teologa femminista Selene Zorzi, autrice del libro “Il genere di Dio - la Chiesa e la teologia alla prova del Gender”, lavoro col quale ai prefigge di combattere l’ignoranza sulle dottrine che all’interno della Chiesa sta proclamando false verità e di riscoprire il contributo che la teologia in chiave femminista può dare agli studi di genere.
Infine, sul palco dei relatori, Mario Moisio, membro dell’associazione EDGE, professionisti, imprenditori e manager lgbt, che attraverso la sua esperienza di coming out in azienda, ha introdotto il prezioso contributo del dott. Gabriele Prato, esperto di risorse umane e diversity managment, il quale ha spiegato motivi per cui le aziende che raggiungono un maggiore fatturato sono quelle con dipendenti portatori di differenze in un clima che favorisce la libertà di espressione delle proprie peculiarità, spiegandone chiaramente i processi. Il suo intervento ha superato il concetto di “accettare” le persone lgbti nel mondo del lavoro, portando l’attenzione sull’accresciuta efficacia che un’organizzazione può trarre solo attraverso l’inclusione di lavoratori lgbt liberi di esprimersi.
La conferenza ha dato in chiusura meritato spazio a Gaia Barletta dell’Associazione lgbtqi LeA - Liberamente e Apertamente, che ha organizzato la logistica e coinvolto la comunità nell’evento, e all’associazione Agedo che ha supportato l’iniziativa ed è intervenuta sia con la presidente di Agedo Lecce, Gian Franca Saracino, sia col presidente nazionale Fiorenzo Gimelli: i tre interventi hanno sottolineato l’importanza della presenza sul territorio italiano dell’associazione Polis Aperta, per sensibilizzare la polizia e per assistere coloro che subiscono violenza, auspicando una forte sinergia collaborativa per far fronte alle tante problematiche che affliggono la collettività lgbti e ringraziando per il lavoro svolto finora. Era presente, inoltre, anche l’associazione Philos Multiculturale, che si occupa di integrazione delle persone immigrate sul territorio, promozione dell’antirazzismo e gestisce diversi centri della rete SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) ed è Ente di Tutela di alcuni CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria) presenti nel territorio salentino. Nei tre giorni che hanno preceduto la conferenza, Polis Aperta è infatti stata ospite di incontri promossi da Philos, LeA e Agedo, anche nel comune di Martano, nello spirito di collaborazione e supporto reciproco che caratterizza le diverse associazioni di questo territorio.
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