A Riccione i gay non sono ben accetti. Lo afferma il circolo Chalie Gard che sabato pregherà contro di loro



In quella ferocia inumana che pare non risparmiare nemmeno la dignità di bambino malato, Mirko De Carli ha cercato di tramutare la gravissima patologia di Chalie Gard in una fonte di guadagno personale intitolando a lui il circolo di Riccione del patito di Mario Adinolfi.
Sabato prossimo è dunque nel nome del piccolo Charlie che il gruppo sponsorizzerà la processione di preghiera contro il gay pride di Rimini e Mirko De Carli avrà dunque la possibilità di poter riconfermare la sua strenua convinzione di dover essere ritenuto migliorie e più meritevole di diritti civili in virtù di come gli venga duro quando guarda le tette di una donna. Ed il bello è che rivendicherà questa sua convinzione agitando un crocefisso per le strade cittadine, lodando Gesù per quelle sue erezioni.

Non solo. È sempre nel nome di Chalie Gard che il partito di Adinolfi si è premurato anche di diramare dichiarazioni pubbliche volte a sostenere che la sua gente si impegnerà per rendere Riccione una città in cui non ci sia posto per i gay. Sostengono che farenno di tutto per tramutare la città in un luogo riservato solo a famiglie con bambini o coppie che diano prova della loro eterosessualità (motivo che renderebbe la città pericolosa per i bambini, soprattutto se animata da quegli adinolfiniani che vanno in giro per le strade ad urlare quanto gli venga duro alla vista di un paio di tette). In altre parole, si vanta pubblicamente di voler distruggere l'economia della città per riservarla a chi statisticamente lascia meno soldi sul territorio. Ne da annuncio la stampa cittadina:

«Mai un gay pride». «Faremo diventare Riccione una vera e propria città della famiglia» firmato Popolo della Famiglia, quello di Mario Adinolfi per intenderci. Il Pdf «esulta con convinzione», alla notizia del patrocinio ne-gato da Renata Tosi al Summer pride di Rimini. L'Arcigay e il Pd hanno duramente criticato la scelta della Tosi. Mentre il sindaco di Cattolica, Mariano Gennari, ha 'sposato' il Summer pride e ha detto di volerci andare con la famiglia. «Del Pd e in questo caso anche dei cinque stelle non ci si può fidare» dice Maurizio Baldacci referente riccionese del Pdf. Mentre sull'ipotesi che la Perla possa ospitare manifestazioni simili: «Di certo a Riccione queste cose non succederanno». Infine un appunto sul registro delle unioni civili. «La decisione spetta al sindaco nel quale riponiamo piena fiducia».

Ovviamente non spetta certo al sindaco la possibilità se rispettare o meno la legge, anche se il vergognoso messaggio che Riccione sta mandando è inequivocabile: andatevene da qui perché Mirko De Carli non vi vuole. Quanto basta per sostenere che forse varrebbe davvero la pena dare i propri soldi a città più inclusive e lasciare che anche Riccione venga uccisa da quell'integralismo che appare sempre più come un cancro che sta spargendo odio e morte per il Paese.
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