Chiude anche il sito di "No ai matrimoni gay in Italia"



Dal 2014 ad oggi abbiamo dovuto subire una feroce promozione di odio ed intolleranza contro i gay da parte di un sito denominato "No ai matrimoni gay in Italia" che risulta di proprietà del forzanovista Davide Loi (già proprietario del sito nazionalista Riscatto Nazionale). Il suo punto di forza era la pagina su Facebook, utile a condividere link che potessero portare gli integralisti cattolici sulle sue pagine ricolme di pubblicità e bufale utili a legittimare il più cieco e feroce odio omofobico.
Seppur in modo tardivo, il social network ha recentemente chiuso definitivamente quella pagina in base ai suoi regolamenti contro la promozione d'odio. Forse perché impossibilitati a traghettare traffico su pagine piene di pubblicità (utilissima a tramutare in fatturato ogni forma di discriminazione) pare proprio che i gestori del sito non abbiano rinnovato l'hosting. Dal 14 luglio scorso, infatti, chi digitasse quell'indirizzo troverà una semplice pagina di servizio che li informa che il servizio è scaduto (così come confermato anche dal whois, il registro ufficiale che tiene traccia dei siti attivi).
Se tanto ci permette di poter dire che da venerdì corso il web è diventato un posto migliore, un po' di amarezza è una storia che ci fa pensare ad un tizio che probabilmente ha stabilito autonomamente di essersi riempito le tasche a sufficienza e non di un qualche intervento da parte di una polizia postale che avrebbe avuto il dovere di chiedergli conto di quelle attività.

Per comprendere la tipologia di contenuti proposto su quelle pagine, prendiamo come esempio un infame articolo intitolato "Coppia gay adotta un bambino, lo stuprano e lo fanno stuprare nei circoli arcobaleno". Un contenuto che su Facebook ha raccolto oltre 33mila interazioni, ad indicarci quale sia l'entità del danno sociale provocato.

In quell'occasione scrissero:

Una vicenda recente, maledettamente recente. Inizia quando Mark Newton e il suo "ragazzo americano", di nome Peter Truong, comprano un bambino, pagando 8000 dollari una donna russa perché facesse la "madre surrogata" (la donna che si fa inseminare da uno dei due omo per poi fare da forno).
Fino a qui un’esperienza "normale" in ambienti gay e non solo, anche il parlamentare PD Lo Giudice ha ottenuto un bambino con una madre surrogata.
La coppia gay non era una coppia qualunque, ma composta da due attivisti. [...] La ‘coppia’ veniva idolatrata da parte degli altri omopedofili, per la capacità di volare in tutto il mondo abusando il bambino e lasciando che gli altri abusassero di lui sessualmente, facendola franca. Semplice: erano i suoi genitori. Chi poteva fermarli? Chi potrà fermare i loro epigoni con la legge Cirinnà?

Per rendere credibili quelle parole, il sito linkava una notizia che assomigliava vangamene a quella da loro descritta, anche se appare curioso che la «vicenda maledettamente recente» fosse vecchia di anni.
Non solo. Privo di senso era anche il loro voler parlare di una «madre surrogata» in riferimento ad un ddl che non introduceva quella pratica, così come disonesto era qualunque riferimento alla gpa in relazione ad un caso specifico in cui i due imputati hanno letteralmente acquistato il bambino e falsificarono le carte per sostenere che fosse figlio naturale di uno dei due. Un gesto ovvio dato che in Russia la maternità surrogata è sì un business promosso da Putin (con tanto si assicurazione della totale assenza del nome della madre naturale sull'atto di nascita), ma riservato alle sole coppie eterosessuali. Da qui emerge come non abbia alcun senso collegare quella storia a Lo Giudice e a ben altri iter che possono avvenire solo in Canada o in California.
Inventato di sana pianta era il loro sostenere che il bambino venisse ceduto ad «otto gay hanno commesso atti sessuali sul ragazzo» è falso è anche il loro dichiarare che «è stato dopo questa vicenda che la Duma russa ha iniziato l’iter e poi approvata la legge che impediva di dare bimbi russi in adozione, a cittadini di Paesi dove è prevista l’adozione gay». Innanzi tutto la legge approvata dalla Duma prevede il divieto all'adozione monoparentale nei Paesi in cui è legale il matrimonio egualitario, così come la sua approvazione era palesemente legata all'approvazione del matrimonio egualitario in Francia.

Qual era lo scopo di tutte queste bugie? Semplice, si era a ridosso del Family day e c'era la necessitò di alimentare odio contro quei gay che il sito cercava quotidianamente di associare alla pedofilia. Il tutto con generalizzazioni criminali quasi come se bastasse un singolo caso di un abuso in una famiglia etero per sostenere che nessun etero debba poter avere figli.
Possibile che la polizia postale non si sentisse nel dovere di fare una qualche domanda a chi sfruttava e generalizzava casi di abusi sui bambini per fare propaganda politica, omofobica e razziale?
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