Florida. Disabile annega in un lago, cinque adolescenti lo filmano e ridono finché non lo vedono morire



Jamel Dunn è un disabile di 31 anni che lo scorso 9 luglio è annegato in un laghetto vicino alla cittadina di Cocoa, in Florida, Stati Uniti. Cinque ragazzi, tutti di età compresa tra i 14 e i 16 anni, lo hanno visto ma non hanno mosso un solo dito per provare a salvarlo o per chiamare aiuto. Hanno preferito tirare fuori il telefonino e filmarlo tra le risate. Anche quando la testa dell’uomo è sparita nell’acqua, è sempre ridendo che hanno commentato: «Ehi, ora è morto!».
Non hanno detto niente a nessuno e le autorità hanno apprese della morte di Dunn solo quando il cadavere è stato ritrovato nel lago. Ed è a quel punto che i cinque hanno cominciato a far circolare il video fra i loro amici. L'omertà è proseguita sino a quando la notizia non è arrivata alle orecchie della famiglia di Dunn, la quale si è rivolta alla polizia.

Il procuratore ha interrogato tre dei cinque ragazzi, dicendosi «profondamente addolorato e sotto choc» per quanto visto nel video, ma ai ragazzi non capiterà nulla: in Florida, non esiste alcuna legge che punisca l'omissione di soccorso o il mancato allarme.
Yvonne Martinez, portavoce della polizia, ha spiegato: «Ci abbiamo provato a cercare un modo per punirli, ma non esiste una legge nel nostro Stato che loro abbiano violato. Dunn ha gridato e chiesto aiuto. Potevano chiamare il 911. Sono rimasti lì a ridere tutto il tempo». E non solo. La Martinez ha anche spiegato come durante tutto l’interrogatorio «in loro non c’era nessun rimorso, solo una risatina ironica».
Il capo della polizia di Cocoa, Mike Cantaloupe, ha dichiarato che tenterà comunque di incriminare i cinque per non aver denunciato la morte di Dunn. Una magra consolazione dato che il "mancato rapporto" è un reato di terzo grado paragonabile ai casi di vandalismo o di ubriachezza molesta.
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