Lega, Forza Italia e Gal stoppano la legge per gli orfani di femminicidio perché avrebbe tutelato anche i figli delle coppie gay



Lega, Forza Italia e Gal hanno posto il loro veto ad una delibera in sede di Commissione Giustizia al disegno di legge che avrebbe dovuto introdurre tutele per i bambini figli vittime di violenza domestica, tra cui anche il femminicidio. L'argomentazione fornita dagli esponenti di centrodestra è surreale: lamentano che nel testo si «fa riferimento ai figli delle unioni civili» e sostengono si stia tentando «di far entrare dalla finestra» un tema «già affrontato in altra sede». La teoria, dunque, è che l'essere riusciti a far stralciare la stepchild adoption dalla legge sulle unioni civili li dovrebbe legittimare a pretendere che un bambino non debba poter essere tutelato se un padre ammazza l'altro padre o se la madre non viene uccisa da un uomo sposato secondo il sacro vincolo del matrimonio.
La sottosegretaria Maria Elena Boschi esprime «stupore e dispiacere per la scelta del gruppo di Forza Italia al Senato di stoppare la legge in favore degli orfani vittime di crimini domestici approvata all'unanimità alla Camera dei Deputati» dato che con la loro decisione si allungano inutilmente i tempi.
A chiedere che la legge passasse dall'iter tradizionale sono stati i senatori Francesco Nitto Palma (Fi), Salvatore Di Maggio (Gal), Giacomo Caliendo (Fi), Carlo Giovanardi (Idea), Erika Stefani (Lega) e Franco Cardiello (Fi). La loro presunta speranza è che una discussione parlamentare possa privare da ogni tutela i figli delle coppie unite civilmente.

La legge avrebbe previsto un'assistenza legale gratuita per i minori rimasti orfani «di un genitore a seguito di omicidio commesso in danno dello stesso genitore dal coniuge» anche nel caso di genitori separati o uniti civilmente.
Sarebbe stato previsto anche il sequestro dei beni a tutela dei minori rimasti orfani e la pensione di reversibilità sarebbe stata interamente versata a loro. Se all'autore dell'omicidio fosse risultato intestatario di alloggio popolare, i figli avrebbero mantenuto il diritto di continuare a vivere in quella casa. Erano previste anche «misure di sostegno allo studio e all'avviamento al lavoro per gli orfani» e sarebbe stata «assicurata un'assistenza gratuita di tipo medico-psicologico, a cura del Servizio sanitario nazionale, per tutto il tempo occorrente al pieno recupero del loro equilibrio psicologico». I minori che non avessero più avuto un ambiente familiare idoneo sarebbero potuti essere affidati sulla base legami affettivi stabili sviluppatisi con parenti fino al terzo grado. I minori avrebbero anche potuto chiedere il cambio del loro cognome se si fosse trattato di quello del genitore condannato in via definitiva per l'omicidio dell'altro genitore.
Tutti diritti che pare assurdo anche pensare non siano già previsti, ma che purtroppo continueranno ad essere negati perché nel centrodestra si gioca a fare gli omofobi nella speranza di un qualche ritorno elettorale da parte degli integralisti.

Stando alle rivendicazioni dei senatori di centrodestra, se in una famiglia arcobaleno un uomo finisse in galera per aver ammazzato il compagno, loro figlio dovrà essere sfrattato e sbattuto in mezzo ad una strada
perché Carlo Giovanardi non vuole accettare che un bambino possa avere due papà. E ci stupiamo se Gianna Nannini ha annunciato che andrà a vivere a Londra e che verserà le sue tasse alla Regina perché teme che la politica italiana sia una minaccia alla sua famiglia?
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