Provita si scaglia contro la democrazia e chi non impone con la forza il proprio pregiudizio



«Il matrimonio gay non esiste». Lo afferma propagandisticamente l'organizzazione politica Provita Onlus che, non paga di risultata esentata dal pagamento delle tasse in virtù quale "onlus" impegnata nella promozione dell'intolleranza, pare saper bene che simili affermazioni gli garantiranno ingenti quantitativi di fondi privati da chi si compiace nel veder così ben riproposta la teoria sull'italica virilità così ben teorizzata da Benito Mussolini.
A fonte di un'organizzazione fortemente legata a Forza Nuova che si pone come una sua esternazione ripulita dalla fama fascista, non c'è da stupirsi che la teorizzazione della superiorità di un gruppo di persone rispetto ad un gruppo di persone sia un argomento che politicamente può far presa a beneficio dei partiti che si rappresenta. Ma l'odio va coltivato, motivo per cui non passa giorno senza che Provita si preoccupi di portare avanti una propaganda condotta con modalità non dissimili da quelle che sfruttò il nazismo: non parlano mai di matrimonio egualitario ma solo di un «cosiddetto matrimonio gay». Non scrivono mai che i gay cono persone dato che ambiscono a creare paura alludendo a fantomatiche «lobby gay». E non smettono mai di indicare che la destra è la risposta all'odio.

In un articolo apparso sul loro sito raccontano che in Austria si sia discusso della possibilità di introdurre il matrimonio egualitario e che fortunatamente le destre abbiano impedito a quei luridi gay di poter godere della medesima dignità che per diritto di nascita deve essere rigorosamente riservata all'ariano Brandi e ai suoi simili. Scrivono:

Il governo di Vienna (una grande coalizione tra popolari e socialisti) con una mozione ha proposto di stabilire una data per il riconoscimento legale del “matrimonio” tra persone dello stesso sesso (attualmente sono ammesse “solo” le unioni civili). La parte sinistra dell’esecutivo ha fretta di adeguare il Paese ai diktat della lobby LGBT mondiale, ma si è dovuta scontrare con la netta opposizione della parte destra (o, meglio, centrista).Infatti i popolari dell’ ÖVP hanno rifiutato di affrontare il tema, soprattutto in questi ultimi mesi che precedono le elezioni politiche del prossimo autunno. E così, per la seconda volta dal 2015, in Austria la marcia del cosiddetto matrimonio gay è stata arrestata. Una buona notizia.

Sostenendo poi che la democrazia sia un cancro per la società e che gli aderenti alle aree integraliste dovrebbero sfruttare la propria posizione per imporre il loro volere alla società, lamentano:

Dall’altra parte però c’è la Germania. La cancelliera Angela Merkel, anche lei a pochi mesi dalle elezioni, ha giocato davvero sporco. Ha voluto a tutti i costi che si discutesse della legalizzazione delle nozze omosessuali lasciando però libertà di coscienza al suo partito e votando lei stessa contro. In pratica, sapendo bene che la maggioranza in Parlamento era arcobaleno, ha voluto salvare la faccia con una parte del suo elettorato accontentando però la lobby LGBT.

Al solito i gay vengono spacciati come una «lobby» e ci si lamenta che la maggioranza del governo abbia potuto pensare al bene dei cittadini al posto di compiacere le lobby integraliste.
Fa comunque specie che un'organizzazione che bolla come «buone notizie» tutto ciò che lede i diritti di un gruppo possa essere finanziata dallo stato anche con le tasse delle vittime della loro persecuzione. Sembrano tornati i tempi in cui si chiedeva il pagamento del biglietto del treno per Auschwitz.
1 commento