Spedizioni punitive contro gay e migranti: a processo i neonazisti di La Spezia



Dopo tre mesi di indagini, la Procura ha formalizzato le accuse alla cellula neonazista che organizzava spedizioni punitive contro gay e immigrati a La Spezia. Il gruppo si era reso responsabile di raid vandalici nella sede del Partito Democratico di Follo, ha incendiato alcuni cassonetti della Caritas per la raccolta di indumenti usati e hanno organizzato spedizioni punitive andando a caccia di immigrati, gay ed antifascisti.
Ad essere indicato come ideologo del gruppo è il 21enne Sebastiano Maggiani, già arrestato un mese fa con l’accusa di aver partecipato ad un pestaggio ai danni di alcuni esponenti di Casa Pound. Al suo fianco c’erano anche Francesco Martini e Luca Tivegna, tutti ventenni e residenti in provincia.
Il gruppo si coordinava su una chat privata di Whatsapp: "Niente gerarchie, obblighi o doveri: solo odio e discriminazioni razziali". Nella loro sede sono state ritrovate svastiche, armi e altri oggetti riconducibili all'ideologia nazista.
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