Alberto racconta quanta discriminazione sia stata istituzionalizzata dal sindaco leghista di Prevalle



Alberto è un ragazzo di Prevalle, in provincia di Brescia, che ha scritto una toccante lettera a Repubblica per raccontare quanto male e quanta sofferenza possano nascere per colpa di gruppi minoritari di politici che commerciano odio e pregiudizio a fini propagandistici:

"Salve, Concita. Si dice che nel 2017 oramai ogni forma di omofobia sia stata distrutta, le assicuro che non è così. Mi chiamo Alberto. Nel mio paese, Prevalle, piccolo centro alle pendici delle valli del ferro e del marmo, nel bresciano, dove la gonna della Dc e il manto della nostalgia salodiana l’hanno sempre fatta da padroni. Ecco proprio qui, la fatiscente giunta del Carroccio ha istituito uno sportello anti gender, uno sportello che a mio avviso calpesta la possibilità di giovani ragazzi gay di vivere il proprio essere in maniera serena e tranquilla, che li costringerà ad affrontare la loro esistenza nel buio nel silenzio, figli della paura del rivelarsi, creando riluttanza, odio".
"Io ho fatto coming out oramai 15 anni fa e dopo aver vinto le paure e le diffidenze dei miei genitori, rischiando la depressione per la loro lontananza, ho dovuto affrontare scritte offensive sui muri di fronte a casa, le risatine delle donne ligie alla chiesa o lo sguardo sospettoso dei coetanei maschi. Nei piccoli paesi – a Prevalle vivono seimila persone - ci si conosce tutti e le male lingue si nutrono e prosperano sulle sofferenze altrui".
"Le assicuro che dopo aver lottato per tutti questi anni, dopo aver condotto la mia personale battaglia farò di tutto perché le future generazioni possano vivere la loro vita serenamente qualsiasi cosa si sentano di essere. Ho scritto una lunga lettera al sindaco Amilcare Ziglioli che l'ha ignorata, l'ha cestinata nonostante la richiesta (protocollata) di divulgarla e/o leggerla durante il consiglio comunale. Lo 'sportello anti gender' è stato infatti aperto all’interno del palazzo municipale. Già due anni fa la giunta leghista si era distinta per aver installato pannelli luminosi nelle strade del paese: ‘L’amministrazione è contraria all’ideologia gender’, dicevano".
"Deve immaginare l’effetto delle scritte al neon nelle stradine del piccolo posto dove viviamo. Sulla stampa locale il sindaco, a proposito dello sportello comunale anti gender, ha detto che ‘questa nuova idea nasce dall’associazione il Popolo della famiglia. Non siamo omofobi, piuttosto non vogliamo che certe teorie siano insegnate ai nostri ragazzi’. Il Popolo della Famiglia, ha letto bene. Dice il sindaco che vuole sostenere la famiglia tradizionale".
"Perciò tutti i sabato mattina dalle 10 alle 12 si potrà andare allo sportello anti gender a parlare di famiglia tradizionale ed eventuali deviazioni, suppongo, con Sara Prandini, insegnante della scuola primaria di Prevalle. Una docente che ai giornali ha dichiarato questo: ‘Riconosciamo la famiglia tradizionale, madre, padre, figli e basta. Il resto chiamatelo come volete ma non famiglia. I progetti gender stanno entrando in maniera subdola nelle scuole e l’obiettivo dello sportello è proprio quello di ascoltare e provare a impedire tutto questo facendo chiarezza’".
"Cara Concita, io non so – non credo proprio – che questa mia protesta possa prendere voce e far cambiare idea a questa giunta. Una giunta che ha già ignorato la mia lettera, che non ascolta le voci in dissenso. Però sono sicuro che non ci dobbiamo arrendere. Non solo per noi ma per i ragazzi più giovani tutto attorno a noi. E’ a loro che dobbiamo dire: coraggio, perché questa battaglia la possiamo vincere. Grazie di cuore".

Tra i commenti c'è chi prende le difese del giovane, ma anche personaggi capaci di scrivere:

Essere contrari alla teoria gender non significa essere omofobi. L' unione tra persone dello stesso sesso, pur nel rispetto delle scelte personali di ciascuno, è un modo per manifestare l' affetto e l' amore reciproco, ma non può avere le stesse caratteristiche dell' unione tra un uomo e una donna che trova la sua naturale vocazione nella procreazione. Ciò è nell' ordine della natura. Ciò accade nel regno animale in modo naturale perché la sessualita' ha questa finalità. Ogni diversa interpretazione di questo meraviglioso miracolo della natura va rispettato, ma non può essere né smentito, ne- alterato.

Insomma, siamo ancora dinnanzi a chi si inventa storie e scuse per proclamarsi superiore agli altri, nell'incuranza di come la natura sia più complessa di come loro la raccontano o di come fra i loro leader si alternano chi ha svariate mogli a chi vive unioni infeconde. Ma quando si inizia a vedere una collettività che accetta parole e teorie inventate da quattro integralisti assetati di potere, c'è da temere per l'incomunità di chi rischia di essere vittima della loro intolleranza. E i ragazzi o tutti quegli adolescenti a cui l'integralismo vorrebbe sottrarre ogni protezione da parte dello Stato, spergiurando che i figli siano una proprietà e che il genitore debba poter esigere di scegliere come debbano essere (altrimenti li si manderà in quei centri di tortura psicologica promossi da Adinoli e Cascioli, così saranno costretti a fingersi diversi qualora non decidano di suicidarsi).
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