Anche Giuliano Guzzo ringrazia Arcilesbica per il suo contributo alle lobby anti-lgbt



È un dato di fatto: non siamo in democrazia ed esistono gruppi di fondamentalisti che farebbero di tutto pur di rivendicare la loro presunta supremazia, magari spergiurando pure che Dio li amerebbe più di tutti gli altri in virtù dei loro amplessi. Tra loro c'è chi ricorre il fatturato che si può trarre dal commercio dell'odio, così come pure chi è terrorizzato all'idea che il benessere altrui possa togliergli un qualche privilegio.
Senza mezzi termini, siamo dinnanzi a persone che dicono di essere in guerra, con chi si auto-proclama "generale" o chi dice di essere parte della "corazzata Chesterton". Non c'è etica e non c'è rispetto nelle loro azioni, motivo per cui non deve stupire come ogni parola rischi di essere tramutata in uno strumento di odio verso chi l'ha pronunciata.
In un mondo normale, un parere minoritario potrebbe essere esposto, discusso e magari respinto. Nel clima di guerriglia omofobia odierno, un articolo transofobico pubblicato da Arcilesbica può diventare uno strumento per legittimare la transfobia, l'omofobia e il disprezzo verso il prossimo in nome di quella che loro suppongono sia la supremazia eterosessuale e un'ideologia che vede in Mario Adinolfi e nelle sue due mogli rigorosamente ingravidate la massima espressione della loro nuova "razza ariana".

Capita così che, per la seconda volta in pochi giorni, le Sentinelle in piedi di Benedetta Frigerio sono tornate a citare Arcilesbica come giustificazione al loro odio e come assoluzione da qualunque accusa di omofobia. Il nuovo affondo è firmato da Giuliano Guzzo, un integralista che basa il suo fatturato sulla vendita dell'isteria gender.
Tra semplificazioni e strumentalizzazioni, Guzzo sfodera il classico «se pure Arcilesbica ora è omofoba» quale giustificazione al suo sostenere che non ci sia omofobia nel dire che i gay sarebbero inferiori a lui in virtù di quanto lui si creda superiore per diritto di nascita sulla base dei suoi gusti sessuali. E se lascia sempre un po' basiti la facilità con cui questa gente ama creare confusione nel citare l'omofobia quando si parla di transfobia (evidentemente le generalizzazioni sono utili se ci si vuole assolvere dalle proprie colpe), pietoso è come l'uomo spergiuri che sia in atto una «guerra del mondo lbgt» o sostenga che «da anni la più grande Associazione Nazionale di donne Lesbiche dichiara che il primato femminile rispetto al generare è un dato che appartiene all'ordine delle cose ed è l’unica differenza che non può non essere riconosciuta».

Guzzo passa così a raccontare che Arcilesbica assolverebbe i fondamentalisti da ogni accusa di omofobia dato che ha ragione lui nel proclamarsi superiore e meritevole di maggiori diritti civili, sociali ed economici in virtù di chi si porta a letto. Spergiura anche che Arcilesbica sia la riprova di come la gente a cui lui sta distruggendo la vita per profitto siano tutti personaggi isterici che non accettano il suo volere che li indica come esseri inferiori che devono pensare solo a lavorare per pagare tasse che possano garantirgli privilegi esclusivi quando lui sarà vecchio e si godrà la famiglia che ha negato agli altri. Dice così:

All’inizio le tensioni parevano contenute, poco più che sotterranee, ma in questi giorni la fatwa arcobaleno è scattata e ora, sull’Associazione ribelle, grandinano le accuse di omofobia, transfobia, fondamentalismo, insomma, il solito frasario istericheggiante che tocca a chi, oggi, osi rammentare l’esistenza di qualsivoglia «dato che appartiene all’ordine delle cose».

Precisando come lui esiga comunque di essere ritenuto superiore anche alle lesbiche, aggiunge:

Pur sussistendo una distanza cultura enorme, anzi incolmabile rispetto a chi difende il primato della famiglia naturale, credo dunque vadano riconosciuti ad Arcilesbica almeno due meriti. Il primo è quello, come si è detto, di criticare la pratica dell’utero in affitto, che l’armata arcobaleno vuole legittimare non solo giuridicamente ma anche lessicalmente come Gestazione Per Altri o Gpa (quasi le parole potessero edulcorare il crimine del programmato distacco tra madre e figlio). Un secondo merito è poi quello di ricordare che non soltanto esiste una distinzione tra mondo omosessuale e galassia Lgbt – con la seconda costantemente protesa a intestarsi abusivamente la rappresentanza del primo -, ma pure il fronte arcobaleno, a sua volta, presenta distinzioni che sono divergenze.

Se forse andrebbe ricordato a Guzzo che "naturale" non è sinonimo di "eterosessuale" dato che l'omosessualità esiste in natura mentre l'unica anomalia è quell'omofobia di cui lui si fa portabandiera, siamo dinnanzi allo spergiuro che cerca di fomentare divisioni per trarne profitto.
In conclusione Guzzo passa ai soliti preconcetti volti a sostenere che «il mondo Lgbt sia costitutivamente sterile» e che quindi sarebbe obbligato a ricorrere alla maternità surrogata. Al solito pare dimenticarsi di come anche il suo Gandolfini viva un matrimonio sterile con sua moglie ma ha potuto adottare bambini che l'integralismo vorrebbe fossero negati alle famiglie gay. Ed ancora, pare dimenticarsi pure che lui e la sua gente si battono anche contro i diritti di quei bambini che sono nati con un rapporto sessuale tra un uomo e una donna e che vivono in famiglie omogenitoriali. Ma, si sa, nella propaganda la coerenza non conta, conta solo creare odio a danno del prossimo per cercare di trarne profitto.
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