È nel IV secolo che l'avvento del cristianesimo diede inizio alla persecuzione dei gay



In quasi tutta Europa fu l'arrivo del cristianesimo a determinare l'inizio della persecuzione per le persone omosessuali. In Italia le violenze ebbero inizio nel corso del IV secolo, anche se il vero colpo di grazia arrivò nel 342 quando gli imperatori Costantino I e Costanzo introdussero una legge che puniva con la castrazione l'omosessualità passiva. Le legge venne ampliata nel 390 da Teodosio, riservando la morte sul rogo a tutti gli omosessuali passivi che lavorano all'interno dei bordelli maschili. Nel 438 la legge venne estesa indistintamente a tutti gli omosessuali passivi mentre nel 533 l'imperatore bizantino Giustiniano I sancì che ogni singolo atto omosessuale dovesse essere punito con la castrazione e, nel 599, inasprì la legge che precedeva la pena di morte sul rogo per i passivi.
Una simile ferocia trovava motivazione sia nella volontà di compiacere le richieste dei cristiani, sia nell'opportunità di poter ricorrere a quelle norme per sbarazzarsi facilmente di nemici e dissidenti. Bastava una semplice accusa di omosessualità e si poteva bruciare vivo chiunque desse fastidio ai poteri forti.

Determinante nella persecuzione dei gay fu soprattutto san Paolo, spesso indicato come il più importante discepolo di Cristo nonostante non abbia mai incontrato Cristo e spesso ne abbia travisato il messaggio. Si pensi anche solo alle sue posizioni contro le donne[1], una posizione in evidente contrasto con il rispetto e dignità per entrambi i sessi che traspare chiaramente dai vangeli. E la sua condanna non fu certo meno violenta contro i gay[2], offrendosi come una persona ritenuta ritenuta utile a colmare il vuoto lasciato da un Messia che sull'argomento non aveva speso una sola parola.
Agostino d'Ippona aggiunge poi carne al fuoco con il suo sostenere che alcune sette dello gnosticismo o del manicheismo praticassero riti omosessuali e che quindi l'omosessualità dovesse essere intesa come una forma di eresia.

Furono queste le premesse che aprirono le porte al Medioevo, dove nel 1233 papa Gregorio IX instaurò la Santa Inquisizione. Tra i suoi scopi c'era la priorità di imporre la morale cristiana in materia sessuale e 1260 la Società di Maria Immacolata venne nominata responsabile per la persecuzione dei sodomiti dalle leggi della città di Bologna. Nel 1242 gli statuti di Perugia nominarono 40 uomini come responsabili della persecuzione dei "sodomiti", otto per ognuno dei cinque distretti cittadini.
La prima città ad introdurre la pena di morte per sodomia fu Bologna nel 1259; seguita da Padova e Bassano del Grappa nel 1329, Roma nel 1363, Cremona nel 1387, Lodi nel 1390, Carpi nel 1494 e Genova nel 1556. La maggior parte delle città condannava i colpevoli del reato sodomitico alla morte sul rogo; meno utilizzata era la castrazione forzata o il subire una pena pecuniaria.


Note:
  1. Tra le frasi di san Paolo troviamo: «Una madre, in quanto sposata, otterrà in cielo un posto inferiore a quello della figlia in quanto vergine». «Le donne non dovrebbero essere illuminate o educate in nessun modo. Dovrebbero, in realtà, essere segregate poiché sono loro la causa di orrende ed involontarie erezioni di uomini santi». «Non può esserci dubbio che è più consono all’ordine della natura che l’uomo domini sulla donna, piuttosto che la donna sull’uomo [...] Sara obbediva ad Abramo, chiamandolo padrone». «La donna non è fatta a immagine e somiglianza di Dio. È nell’ordine della natura che le mogli servano i loro mariti ed i figli i loro genitori, e la giustizia di ciò risiede nel principio che gli inferiori servano i superiori… È la giustizia naturale che vuole che i meno capaci servano i più capaci. Questa giustizia diventa evidente nel rapporto tra gli schiavi ed i loro padroni, che eccellono in intelletto, ed eccellono in potere».
  2. Nella lettera ai Romani, scrisse: «Perciò Dio li ha abbandonati all'impurità secondo i desideri del loro cuore, sì da disonorare fra di loro i propri corpi, poiché essi hanno cambiato la verità di Dio con la menzogna e hanno venerato e adorato la creatura al posto del creatore, che è benedetto nei secoli. Amen. Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che s'addiceva al loro traviamento».
5 commenti