Edizione Caserta se ne esce con un articolo che parla di «triangoli gay» e «contesti di amori omosessuali»



È il sito Edizione Caserta ad aver pubblicato un articolo dal titolo "Triangolo gay finisce nel sangue: arrestato noto pregiudicato". Dato che il triangolo amoroso dovrebbe essere formato da una situazione in cui due persone si contendono l'amore di un terzo, non si capisce bene perché mai lo si tirino in ballo nel caso in cui una vittima sta denunciando uno stalker. E se il riferimento al sangue farebbe pensare ad un omicidio, la realtà appare un po' diversa nel leggere:

Un amore ‘gay’ finisce nel sangue ma per fortuna prima che la cosa finisse male, come è capitato di recente nel Casertano, la Procura ed i carabinieri sono intervenuti, eseguendo un’ordinanza in carcere.

Il riferimento pare rivolto all'omicidio del povero Vicenzo, ormai tirato in ballo a casaccio ogni qualvolta si parla di gay. E se pare aver poco senso parlare di «amore gay» a meno che non si voglia emulare il vergognoso «delitto gay» partorito dal Mattino di Napoli, veramente strano è voler il parlare di un fatto di cronaca così diverso al posto di confrontare l'accaduto con quanto accade quotidianamente all'interno di tante coppie eterosessuali, quasi come se un reato dovesse essere confrontato solo con chi condivide lo stesso orientamento sessuale.
A testimoniarlo è proprio il proseguo dell'articolo, nel quale si racconta un fatto che non pare avere similitudini con un coinquilino di una transessuale che sarebbe stato ucciso per gelosia dal compagno della ragazza:

A Santa Maria a Vico i carabinieri del locale Comando Stazione Carabinieri diretti dai marescialli Conca e Taddeo, a seguito di una articolata attività d’indagine, hanno tratto in arresto, su ordinanza di custodia cautelare in carcere statuita dal GIP del Tribunale di SMCV, Claudio Pellegrino, napoletano, poco più che trentenne, resosi responsabile di atti persecutori, continuati e reiterati nel tempo, ai danni di un giovane della frazione San Marco di Santa Maria, tale D.A. di anni 30 che, terrorizzato dalle continue vessazioni fisiche e psichiche dell’uomo, si decideva a sporgere diversi atti querelatori nei confronti del proprio oppressore peraltro noto pregiudicato di una zona ad alto tasso delinquenziale della periferia di Napoli.
I fatti in questione scaturivano da ritorsioni di natura passionale, in un contesto di amori omosessuali, poste in essere dalla persona arrestata che non aveva accettato la fine di una relazione sentimentale con colui che successivamente sarebbe divenuto la propria vittima.

Cosa dovrebbe essere un «contesto di amori omosessuali» pare poterlo sapere solo l'autore dell'articolo, dato che a logica parrebbero parole messe lì solo per cercare di creare frasi pruriginose fini a sé stesse. Ancor più se si considera come difficilmente ci troveremo a sentir parlare di "intrecci amorosi eterosessuali" quando una donna dovesse essere perseguita dal suo ex, ma evidentemente i gay non meritano uguale rispetto e si sa che i riferimento morbosi alla loro sessualità producono click.

L'articolo si conclude asserendo:

Gli ha persino organizzato una spedizione punitiva in casa, lo ha picchiato anche quando si trovava in ospedale, perché follemente geloso di un altro ragazzo, M.C., per il più classico dei triangoli. Al termine delle operazioni di rito l’uomo veniva tradotto presso la Casa Circondariale di Santa Maria C.V.

Ammesso e non concesso che si possa parlare del «più classico dei triangoli», allora torna il problema del perché mai abbiano cercato di tirare in ballo la storia povero Vicenzo quasi si sperasse di poter spettacolarizzare l'orientamento sessuale della vittima e del suo carnefice al beneficio della sete di morbosità dei lettori più omofobi e bigotti.



Update. In merito all'articolo, il direttore di Edizione Caserta ci comunica quanto segue:

Nell'articolo in questione non viene mai tirata in ballo la questione del povero Vincenzo Ruggiero, al quale abbiamo dedicato decine di approfondimenti in modo asettico e misurato, senza mai cadere in quel becero modo di fare informazione di cui veniamo ingiustamente accusati soprattutto rispetto ad altri organi di stampa ben più quotati.
Il "finisce nel sangue" non è affatto una esagerazione poichè, come si ha modo di apprendere leggendo il resto dell'articolo ed i successivi approfondimenti, la vittima di stalking è stata anche ferita, venendo in un'occasione accoltellata ed in un'altra pestata a sangue da due soggetti non ancora identificati.
Nè questo articolo nè gli altri dedicati a tale fatto di cronaca hanno il minimo intento discriminatorio come sanno bene i lettori della nostra testata che solo in questa settimana, oltre alla storia del povero Vincenzo, hanno letto anche della discriminazione perpetrata ai danni di un ragazzo casertano nel Salernitano e della prima unione civile celebrata a Marcianise. Il tutto sempre con l'imparzialità che ci contraddistingue.
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