L'integralismo cattolico torna ad attaccare Papa Francesco, sfruttando l'omofobia per difendere il loro potere e i loro guadagni



Non sembra una semplice coincidenza che in pochi giorni ben tre siti legati all'integralismo cattolici abbiano cercato di attaccare Papa Bergoglio sostenendo che non sia sufficiente omofobo quanto loro vorrebbero fosse. Appare dunque sempre è più evidente il malcontento di quei gruppi che vorrebbero poter giustificare il loro odio nel nome di Dio e devono vedersela con una Chiesa sempre meno incline ad accogliere i fanatismi.

Ad aprire le danze è il gruppo forzanovista "Christis Rex" di Matteo Castagna che, appellandosi ad una vicenda già strumentalizzata dal ciellino Riccardo Cascioli, lamenta di come ai figli adottati dalle famiglie gay non venga rifiutato il battesimo. Con una ferocia inumana, affermano:

Un certo prof. Toni Reis, di anni 53, vive tranquillamente in condizione di peccato mortale da 27 anni, con l’inglese David Harrad, di anni 59. Nel 2011 i due decidono di approfittare della nuova legge brasiliana e si “sposano” ufficialmente, acquisendo anche il diritto di adottare dei figli; cosa che hanno fatto in questi anni adottando due ragazzi, che oggi hanno 21 e 14 anni, e una ragazza che oggi ha 17 anni.
Grazie alla mala predicazione di Bergoglio, seguito da tanti vescovi, questi due campioni del cattolicesimo brasiliano decidono di far battezzare i tre “figli” adottivi e si rivolgono a diverse chiese, ottenendo però un rifiuto; tra le altre cose, mentre il Reis è un sedicente cattolico, Harrad è un anglicano. Irriducibili, si appellano allora al vescovo di Curitiba, un certo José Antonio Peruzzo, che accoglie immediatamente la richiesta e incarica Don Élio Dall’Agnol di battezzare i tre nella Cattedrale di Curutiba.

Il circolo integralista non manca di ostentare tutto il loro odio pubblicando anche alcune immagini dei bambini, accompagnandole con didascalie da denuncia penale come: «I tre ragazzi abbandonati alla cura dei due nefasti omosessuali» oppure «La sulfurea “famiglia” sotto l’insegna vaticana». E se tanto basterebbe per osservare che non ci sia nulla di cristiano nell'opera demoniaca di quel gruppo d'odio, l'attacco a Bergoglio viene condotto sulla base di mere scuse:

Ma i due non si accontentano: vogliono il riconoscimento del nuovo capo della Chiesa cattolica, l’argentino Jorge Mario Bergoglio, e così il Reis, ad aprile, scrive a Bergoglio, informandolo del prossimo battesimo e chiedendo la sua benedizione.
In Vaticano minimizzano la cosa, ricordando che Bergoglio risponde sempre alle migliaia di lettere che gli giungono da tutte le parti del mondo, e quindi il 10 luglio 2017, la Segreteria di Stato, in nome di Bergoglio e a firma di Mons. Paolo Borgia, sottosegretario per gli affari generali, invia al Reis la seguente lettera, con tanto di fotografia autografata da Bergoglio.

Ulteriori attacchi a Bergoglio (curiosamente chiamato per cognome e mai definito come Papa Francesco) giungono anche da Radio Spada e Riscossa cristiana, i quali domandano ai loro proseliti: «Bergoglio ci sta conducendo verso una Chiesa Gay?». Rilanciando entrambi l'articolo di un tale Jean-Pierre Dickès, affermano:

In un’intervista alla rivista America, nel settembre 2013, Papa Bergoglio ironizza sull’idea stessa di disapprovare la condotta omosessuale: “Una volta una persona, per provocarmi, mi ha chiesto se avevo approvato l’omosessualità. Ho risposto con un’altra domanda: ‘Mi dica: quando Dio guarda una persona gay, sostiene con amore l’esistenza di questa persona oppure la rifiuta e la condanna?”.
In seguito Bergoglio ha dato spettacolo incontrando personalmente ed abbracciando fisicamente tutta una serie di omosessuali e transgender, fino al punto di accettare il “matrimonio” tra una donna “divenuta” uomo ed una altra donna.
Il Papa ha stretto la mano e concelebrato Messa con don Michele de Paolis, noto prete militante pro-omosessuali e animatore di un sito gay, perpetrando un pubblico sacrilegio. Dopo la funzione, Bergoglio l’ha invitato a cena, al termine della quale ha lanciato una frase ambigua: “Tutto è possibile!”. Un avvertimento ormai dimenticato. Eppure…
Bergoglio ha rifiutato di pronunciarsi contro la legalizzazione delle “unioni omosessuali”, dei “matrimoni gay” e perfino dell’adozione da parte degli omosessuali in Italia, in Irlanda, negli Stati Uniti e a Malta. Si è scusato dicendo che “il Papa non entra nella politica concreta di un paese”. Eppure egli è il primo a difendere l’immigrazione e a pronunciarsi sul problema del “cambiamento climatico”. Non sono forse questioni politiche?

Ben presto, però,m l'articolo inizia a far comprendere come il loro vero problema sia il decadimento del potere integralista ai vertici della Chiesa. Un attacco a quei preti che Benedetto XVI aveva nominato e che contribuivano al loro potere temporale. Scrivono:

Mons. Charles Chaput, nominato arcivescovo di Filadelfia da Benedetto XVI, è uno dei pochi avversari mitrati dell’emergente “Chiesa Gay”. Durante il Sinodo, di cui era membro, aveva presentato due direttive che proibivano di dare la Comunione alle coppie omosessuali e ai divorziati risposati. Essendo arcivescovo di Filadelfia, avrebbe dovuto essere nominato cardinale. Ora, di concistoro in concistoro, Bergoglio ha rifiutato. Mons. Chaput ha ricevuto pesanti critiche da parte di p. Thomas Rosica, addetto della Sala Stampa Vaticana durante il Sinodo. P. Rosica è soprannominato la “testa d’ariete” dei LGBT. Il gesuita James Martin è un fervente sostenitore del sacerdozio gay e, a fortiori, delle unioni contro natura. In una situazione normale, avrebbe dovuto essere “bacchettato” dal Papa. Invece Bergoglio l’ha nominato consultore del Segretariato per le Comunicazioni Sociali del Vaticano.

Prosegue poi una lunga lista di nomi di personaggi che Riscossa Cristiana sostiene sarebbero dovuti essere puniti per la loro omosessualità, quasi mostrando invidia verso quell'Isis che può gettare i gay dai tetti mentre loro si devono accontentare di un Cascioli o di un Adinolfi che promuovono torture psicologiche che possano spingerne al suicidio solo una piccola parte. Ad esempio dicono anche:

Un caso analogo è quello del card. Dolan, arcivescovo di New York. La sua diocesi è piena di preti omosessuali. Nel 2014 Michael Sam, un giocatore professionista di football, ha rivelato pubblicamente di essere omosessuale. L’arcivescovo, intervistato dalla televisione nazionale, ha commentato: “Buon per lui. Non ho alcun giudizio da dare. Dio lo benedica… La stessa Bibbia che ci dice di insegnare la virtù di castità e la virtù di fedeltà e del matrimonio, ci dice anche di non giudicare. Quindi direi: ‘Bravo!’”. In occasione della festa di S. Patrizio, gli Irlandesi fanno ovunque una parata. Dolan è stato nominato “Grand Marschall” della parata di New York, nonostante la presenza di un gruppo dell’“orgoglio gay” con le rispettive bandiere.
[...] La sola conclusione possibile è che Bergoglio sta preparando a tutta velocità l’avvento di una Chiesa Gay, eliminando gli elementi più conservatori che, in un modo o in un altro, gli si oppongono.

Senza bisogno di andare avanti in un elenco di  rantoli d'odio e di asserzioni offensive verso il comune senso religioso pronunciate da quei sedicenti siti "cattolici", appare evidente come Riscossa Cristiana e Radio Spada sperino di poter usare l'omofobia come arma politica con cui attaccare i loro nemici politici, mostrandoci come per loro la religione non sia altro che un qualcosa da sfruttare per ottenere benefici, impunità, soldi e potere.

Clicca qui per leggere i tre articoli pubblicati dall'integralismo.
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