Militia Christi non ha mai pagato i 60mila euro a cui venne condannata per diffamazione nel 2010



Era il 2010 quando la sezione penale del Tribunale di Roma condannò per diffamazione i responsabili dell’associazione Militia Christi. Il gruppo di estrema destra si era lanciato in uno dei suoi soliti sciacallaggi e, all'indomani della morte di Piero Welby, diramarono un comunicato stampa in cui definivano «assassini» e «associazioni a delinquere» l’Associazione Luca Coscioni, la Rosa nel Pugno e il medico Mario Riccio.
Il Giudice svoltò le posizioni di Marco Cappato per l’Associazione Luca Coscioni e di Fabrizio Lastei per Militia Christi, condannando il gruppo di estrema destra ad una sanzione di mille euro e delle spese processuali. La si sommava al giudizio già pronunciato in sede civile, che ha portato alla condanna di Militia Christi a dover risarcire per 60.000 euro più le spese l'Associazione Luca Coscioni, la Rosa nel Pugno e Mario Riccio (20.000 euro ciascuno). Già nel 2010 si osservò che «sino ad ora Militia Christi non ha mai pagato ed inutili sono risultati anche i tentativi di esecuzione della condanna».
A sette anni di distanza pare che nulla sia cambiato. Il gruppo è stato condannato ma gli è bastato fregarsene e far finta di nulla per poter continuare a fare ciò che hanno sempre fatto. Oggi milita al fianco di Mario Adinolfi dicendo che i medici di Chalie sono degli assassini, che i gay sono sbagliati e che i migranti dovrebbero morire senza disturbarli. Insomma, la solita litania di estrema destra che si basa su asserzioni che spesso appaiono mera diffamazione da parte di chi pare provare gusto nel mostrarsi violento contro il prossimo (meglio ancora se quella violenza viene giustificata brandendo crocefissi e rosari quasi fossero oggetti d'offesa).
Il mancato pagamento è stato denunciato da un utente di Twitter a cui è tornata in mente quella vicenda ed ha chiesto a Marco Cappato se Militia Christi avesse poi versato quei soldi. In un tweet datato 6 agosto 2017 il presidente ha risposto di no.
Il fatto getta nuove ombre su uno stato che non esiste. Chi è vittima di violenze può anche vincere una causa, ma all'aggressore basterà fregarsene altamente della legge e nessuno dirà nulla: la vittima non sarà risarcita e sarà pure costretta a pagare di tasca propria i suoi avvocati. E poi ci si stupisce che in Italia i reati non vengano denunciati?
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