Roma, assalto omofobo al Vanity Dance Studio: «Froci andatevene!»



Quello di Andrea e Simone era un sogno che sembrava essersi realizzato: i due erano riusciti ad aprire la loro scuola di danza, avevano trovato i locali e allievi promettenti. Ma poi si sono dovuti scontrare con l'omofobia.
Mesi di insulti, attacchi e alla fine anche un'intrusione nella loro scuola, completamente imbrattata con disegni osceni e frasi ingiuriosi. Una violenza continua che li ha esasperati e portati a comunicare sui social:

La Vanity Dance Studio chiude! Dal primo giorno che abbiamo aperto purtroppo abbiamo avuto problemi con alcune persone, minacce... discussioni... inseguimenti... atti intimidatori... allagamenti... tutto documentabile! Con tutte le forze abbiamo cercato di andare avanti cercando di creare un clima familiare all'interno della scuola! Non abbiamo ancora avuto il coraggio di denunciare l'accaduto, oggi troviamo il coraggio di parlare. Queste sono le immagini di quello che abbiamo trovato nella nostra scuola giorni fa! Mi auguro che non accada ad altri quello che oggi è accaduto a noi! Perché tutto questo credetemi fa veramente male!

La scuola ha aperto in un quartiere difficile come quello di Centocelle, creando un punto di incontro e di respiro per tanti. È in quei locali che si allenava la Vanity Crew, danzatori sui tacchi che lo scorso anno sono arrivati alla finale di Italia's Got Talent.

Imma Battaglia osserva: «A Roma si è verificato ancora una volta un grave atto di omofobia. La rinuncia di un gruppo di giovani alla propria passione è la rinuncia di una società intera! È la rinuncia di una città ormai in preda al degrado culturale e morale, che è stretta in una morsa di ignoranza e grave discriminazione. Chiediamo di intervenire. Chiediamo che si riapra urgentemente il tavolo delle associazioni per studiare un piano di intervento nella città e nelle scuole contro il pregiudizio, l’omofobia e ogni forma di discriminazione».
Francesco Angeli, presidente di Arcigay Roma, aggiunge: «Ci deve assolutamente essere un segnale di lotta e contrasto del Comune di fronte a questo ennesimo episodio di omofobia. Chiediamo da tempo alla sindaca che batta un colpo per far sentire quanto la Capitale del nostro Paese sia contro la discriminazione».

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