Annullato il concerto di Povia per la sua vicinanza al neofascismo



Trezzano sul naviglio ha annullato il concerto dell'integralista Povia, il cantante di estrema destra che da mesi si è riciclato come spalla dell'avvocato che si proclama "generale".
Allontanato dal mondo dello spettacolo per aver fatto sparire soldi che sarebbero dovuti essere devoluti ai bambini del Darfur, Povia ha trovato un nuovo pubblico offrendosi come promotore di ogni forma di intolleranza. Una atto di mera violenza che non è passato inosservato all'Ampi, il quale ha chiesto al comune e alla parrocchia di annullare la sua data perché «oltre ad essere legato ad una formazione dichiaratamente neofascista, il cantautore rappresenta una figura profondamente divisiva su molteplici temi, tra i quali quelli dell'accoglienza, della solidarietà, dell'unità del nostro Paese e delle stesse problematiche relative alle vaccinazioni».
Povia si sarebbe dovuto esibire il 23 settembre nella parrocchia di San Lorenzo Martire. Dalla sua pagina Facebook si paragona a cantanti di bven altro tenore in un patetico piagnisteo: «Voi che siete le istituzioni. Non dimenticatevi di artisti, di persone che hanno subito attacchi di tutti i tipi, Mia Martini, di Tenco, di Marco Masini, di artisti che sono stati massacrati. A volte succede che qualcuno finisce anche male. Per ora la mia reazione è di prendere la mazzata e rispedirla al mittente, ma ho sofferto di depressione anche io, speriamo non mi ritorni».
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