Il Giornale difende il maresciallo anti gay che voleva arrestare tutti gli islamici



L'odio verso gay e stranieri sarebbero «idee di desta» lecite e legittime. È quanto sostiene l'ex maresciallo Riccardo Prisciano, congedato dopo che nel 2015 venne sottoposto ad un procedimento disciplinare per «islamofobia, xenofobia, omofobia, violazioni dei doveri attinenti al grado ed al giuramento prestato e per aver inficiato l’apoliticità della Forza Armata».
Intenzionato a difendere chi se ne frega delle leggi e pretende di imporre le proprie discriminazioni a chi gli paga lo stipendio, Il Giornale scrive:

Sentito da Il Giornale.it, il maresciallo ha dichiarato in merito alla sua vicenda: "Sono stato congedato per aver espresso "idee di destra", libero dal servizio e nella normale dialettica democratica, riguardanti l'incostituzionalità dell'islam, la mia contrarietà ai matrimonio omosessuali, all'adozione di bambini da parte di persone dello stesso sesso, alla pratica dell'utero in affitto, all'attuale legge sull'aborto e per aver espresso perplessità sull'operato politico di Boldrini, Alfano, Renzi e Napolitano.

Nei libri pubblicati dal maresciallo e commentati da Magdi Allam, si sosteneva l'esistenza di parallelismi tra la fede musulmana e l'ideologia nazista, sfociando nella proposta di un disegno di legge che annoverasse il reato di apologia dell'Islam. Quanto basta per farci comprendere come un uomo simile difficilmente avrebbe potuto fare il suo lavoro qualora la vittima avesse avuto una fede religiosa diversa dalla sua. E non andava meglio per quei gay che la collaboratrice di Magdi Allam, Silvana De Mari, vorrebbe costringere alla più totale castità.
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