Il Giornale spaccia la Biblioteca Vivente per un fantomatico evento «pro gay»



Il Giornale ha confessato, raccontando tranqullamente come l'ascolto dell'esperienza di un gay debba essere intesa come un atto «pro-gay», di fatto ammettendo come solo l'ignoranza e la disinformazioni possano permettere alla propaganda omofoba gi far presa. Ed è sempre lodando chi discrimina le minoranze che il quotidiano annuncia che «il sindaco di Verona annullare l'evento pro gay».
In realtà basterebbe anche solo leggere il programma della "Biblioteca Vivente" per sapere che tra i tanti temi proposti c'era solo un evento che prevedeva la testimonianza di una madre lesbica, in altri casi si sarebbe parlato di razzismo e di alte forme di discriminazione. Ma Il Giornale scrive:

Il Comune di Verona ha annullato un'iniziativa pro gay che sarebbe dovuta essere presente al tradizionale festival di giochi da strada.
Verona non ospiterà la "Biblioteca Vivente", un evento che ha per protagonisti i gay. Il Comune, dopo aver analizzato la tipologia dei contenuti, ha ritenuto che tale iniziativa"non fosse adeguata al messaggio culturale del festival dei giochi di strada, tradizionalmente indirizzato alle famiglie e al pubblico dei bambini quale occasione ludica e di riscoperta del gioco popolare".

Spergiurando la veridicità della propaganda di Mario Adinolfi, l'articolo arriva persino ad asserire:

Contro l'evento si è schierato il Popolo della Famiglia che ha parlato di "affronto inaccettabile" per degli incontri che "appaiono improntati, sotto la scusa della lotta ai pregiudizi, alla promozione di una cultura contraria alla famiglia". Da qui è nata la richiesta, rivolta al sindaco Sboarina, di far annullare l'evento"secondo quella che è stata la linea politica culturale nei confronti della famiglia e della libertà di scelta educativa indicata e promessa anche in campagna elettorale". Come ricorda il Corriere della Sera, nel suo programma elettorale, Sboarina ha promesso il "ritiro dalle biblioteche e dalle scuole comunali o convenzionate dei libri e delle pubblicazioni, che promuovono l’equiparazione della famiglia naturale alle unioni di persone dello stesso sesso" oltre che l’"interruzione di iniziative che promuovono anche indirettamente questo stesso obiettivo"

Immancabile è il plauso dei lettori all'omofobia, con chi commenta «Bravissimo Sindaco» o «I pederasti possono sempre andare a Bologna che per loro spende centinaia di migliaia di euro ogni anno».
1 commento