La psicologa luterana Valentina Peloso Morana sostiene che l'omofobia sia «una mistificazione» e che il rispetto sia «violenza sui bambini»



La fantomatica "ideologia gender" esisterebbe perché lo dice l'avvocato Gianfranco Amato mentre l'omofobia non esisterebbe perché la matrice della parola fa riferimento ad una paura che lei nega esista. È quanto dichiarato dalla psicologa Valentina Peloso Morana durante la conferenza dell'avvocato Amato tenutasi a Trieste.
Se è ormai nota la storiella del "noi non abbiamo paura dei gay, semplicemente li odiamo e quindi non siamo omofobi", verrebbe da osservare che per coerenza la signora Peloso Morana dovrebbe rifiutarsi di percepire un salario dato che la matrice della parola fa riferimento a quando i pagamenti avvenivano in sale mentre lei preferisce moneta sonante.
Ma è nel corso del suo intervento dal palco che la signora ha detto ben di peggio, ballandosi del suo titolo accademico per accreditare teorie assai contestabili. Ad esempio si è messa a sostenere che:

Il fatto di affermare che chiunque può scegliere l'identità che crede non permette all'individuo di scoprire chi si è. Noi psicologi lo sappiamo molto bene. Affermare questo significa rinnegare cento e passa anni di studi psicologici, senza considerare gli studi filosofici. L'identità è qualcosa che si scopre, che si costruisce con il tempo.
Io sono oltre 25 anni che mi occupo di diritti dei bambini e una cosa del genere non l'avevo neanche immaginata. La violenza di imporre determinate cose ai bambini quando non hanno l'età per comprendere, la trovo una cosa gravissima.
Il bambino costruisce un significato alle cose attraverso delle categorie e quindi inizia a identificare il maschio e la femmina perché è necessario per decodificare il mondo. Vi faccio un esempio: l'altro giorno tornavo da Roma con mio marito. Ad un tratto si siede una persona e io non capivo se era un maschio o una femmina. Io dicevo a mio marito che era una femmina e lui diceva che era un maschio [ride]. Alla fine era un maschio. Allora mi sono posta questa domanda: prova a pensare ad un bambino che deve decodificare il mondo che si trova davanti un essere umano e non sa se è un maschio o una femmina. Capite? È un problema molto, molto grosso. I bambini non hanno stereotipi perché gli stereotipi sono un qualcosa che si crea nel tempo. I bambini ragionano per categorie.
Concludo dicendo questo: sono luterana e la teoria del gender ha fatto sì che i luterani si avvicinassero. Io sono stato benissimo con il direttore e abbiamo scritto delle cose e ne scriveremo delle altre. Io ho preso un esposto per via della mia posizione contro il gioco del rispetto e quindi ci siamo fermati ma riprenderemo. Ci sono molti colleghi che la pensano come me ma c'è un clima di paura e questo è un segnale chiaro che non c'è libertà di pensiero. E se tutti dicono che all'estero è così e che questa teoria del gender deve proseguire, io dico che no. La teoria del gender non tiene conto di tutti gli studi sull'essere umano. E vi dico anche che noi tecnici, in Italia, ci stiamo organizzando per rendere noto quali sono le nostre riflessioni e conclusioni su tutti i progetti che riguardano l'uomo, compresi i bambini, per quanto riguarda la teoria del gender.
Non è vero che a contrastare questa teoria sono solo i cattolici oppure solamente persone di destra. Non è vero! Stanno facendo questo per caricare tutto sui cattolici e isolarli. E se in sala ci sono persone che non sono cattoliche o che hanno idee politiche di sinistra che non esiste più, di esporsi.

Per la serie: non è vero che sono solo i cattolici. Non è vero! Ehm. per cortesia, c'è in sala un qualche disgraziato che possa sostenere la stupidaggine che ho appena detto dato che non conosco nessuno che possa avvalorala? E comunque si sappia che lei si sta organizzano per contrastare una teoria che nessuno hai mai formulato in abito accademico nella chiave che lei sostiene! E si sappia anche che lei esige che i bambini sviluppino dei pregiudizi prima che si possa cercare di educarli al rispetto del prossimo.
Non meno opinabile è il suo sostenere che la creazione di categorie debba basarsi necessariamente su un sistema binario, quasi come se le persone con i capelli rosse danneggiassero i bambini perché che nella loro mente c'era già la separazione tra biondi e bruni. E che dire della sua necessità di dichiarare la sua religione quasi fosse una argomentazione scientifica alla sua tesi?
Tante domande a cui forse il Consiglio del Friuli Venezia Giulia dell'Ordine degli Psicologi dovrebbe dare risposta, soprattutto dinnanzi a chi sostiene pubblicamente che la scienza sarebbe un'opinione e che le teorie accertate varrebbero tanto quanto il pregiudizio di una singola persona. E per chi volesse anticipare i tempi, vi ricordiamo che potete domandarlo direttamente l'Ordine scrivendo una mail all'indirizzo email preposto alla segnalazione di presunte violazioni della deontologia professionale.

Clicca qui per guardare il video del suo intervento.
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