Quei sedicenti "cristiani" che confidano così poco nella loro religione da sostenere che Gesù potrà sopravvivere solo se lo si impone



C'è gente che si dice fermamente convinta che il loro definirsi "cristiani" debba concretizzarsi in un profondo odio contro il mondo e contro quel creato che un Dio incompetente ha osato non delineare a loro immagine e somiglianza.
Sono persone che fanno paura per la loro intolleranza. Fa paura imbattersi in siti in siti in cui l'effige della Madonna viene associato ad un banner in difesa della violenza omofobica. Ovviamente è una difesa della violenza sponsorizzata dal solito Riccardo Cascioli, ma è un atto che passa sotto silenzio anche se sarebbe come usare il crocefisso per chiedere la depenalizzazione dello stupro o se il Spirito Santo fosse usato testimonial della legalizzazione dell'omicidio. E i cristiani tacciono, tacciono mentre personaggi come Mario Adinolfi o come l'avvocato che si proclama "generale" invadono le nostre chiese.
E c'è davvero da aver paura dinnanzi ad un Mario Adinolfi che dalle dalle pagine di Intelligonews si mette a piagnucolare che «una bambina cristiana» sarebbe stata affidata «a famiglia islamica» in un uso di distinguo che ricordano i tempi in cui la popolazione veniva divisa tra ariani ed ebrei. E se pare evidente che una bambina di cinque anni non possa aver maturato alcuna fede religiosa, lui spiega che una catenina al collo raffigurante un crocefisso dovesse essere intesa come un marchio che imponesse l'indottrinamento della bambina secondo il marchio che le era stato inflitto, quasi come se si trattasse di un reclutamento eseguito nell'ottica di una religione intesa come una questione di numeri e di contrapposizioni.
Dato che non c'è mai fine al peggio, il feroce integralista anti-cristiano invoca pure una guerra di religione non dissimile da quella che invocano anche i miliziani dell'isis, sostenendo che «non possono non tornare alla mente le strazianti settimane del caso Charlie Gard: c'è qualcosa che non funziona. Vengono emesse sentenze verso l'utero in affitto e l'omogenitorialità e, evidentemente, c'è una parte che vuole innovare il costume attraverso questo tipo di sentenze. E questo necessita una risposta ferma, netta e vorrei dire identitaria da parte dei cristiani, se ancora ci sono le ragioni di una mobilitazione che può essere ancora efficace».
Ma è in un post su Facebook che il guru dell'intolleranza organizzata spiega come la sua guerra di religione serva a difendere una religione che lui sostiene non potrà mai sopravvivere se non la si impone con la forza. L'attacco dell'ultra-integralista è contenuto in un post che esordisce un imbarazzante: «Non sono xenofobo, ma...».

Unendo omofobia e xeofobia, l'ariano Adinolfi attacca quella gente che lui sostiene non debba vivere proponendo ai suoi miliziani delle generalizzazioni al limite dell'imbarazzante:

C'è un vuoto di virilità e arrivano i criminali, poi alcuni di loro si fanno terroristi, ci fanno saltare per aria come birilli sulla Rambla o sulla Promenade o dalle parti del Bridge, facciamo un paio di giorni di editoriali sui quotidiani e poi vai con l'aperitivo in Galleria che in qualche modo dobbiamo pure rincoglionirci, che se poi cominciamo a pensare ci risale la depressione e ci tocca andare di Xanax e quello è il guaio quando abbiamo deciso che Dio non c'è più: si crea il vuoto.

Appreso che la sua divinità sarebbe ciò che legittima quell'attacco armato che lui brama, il fondamentalista che vorrebbe vedere sua figlia messa al fronte in una guerra contro le sue coetanea, aggiunge:

La maggioranza assoluta delle donne-schiave che nove milioni di clienti caricano per le nostre strade o visitano nelle novelle case chiuse in realtà già ricostituite sono nigeriane. Anche qui, la Nigeria non è neanche nella top ten delle comunità straniere in Italia, vengono prima cinesi e filippini, ucraini e moldavi e polacchi, indiani e bangla e cingalesi e pure pakistani. Ma i nigeriani son ben specializzati. Anche qui, non tutta la comunità è disonesta, la maggioranza è certamente composta da persone per bene. Ma quei detenuti sono la punta di un iceberg, fatto non di ghiaccio, ma di soldi: almeno 4 miliardi di euro perché la maggioranza del mercato della prostituzione è in mano agli stranieri e tra le straniere in strada la maggioranza è composta dalle nigeriane, poi vengono le slave.

In altre parole, la sua teoria è che le prostitute avrebbero colpa della schiavitù a cui sono sottoposte mentre i loro clienti "cristiani" non avrebbero colpe. Non è il "cristiano" che lascia moglie e figli a casa per cercare avventure a creare quella malavita, sarebbero le ragazze (a suo dire islamiche) le responsabili. Insomma, in una feroce promozione dell'odio, pare che Adinolfi non comprenda manco chi sono le vittime e chi sono i carnefici.

Si passa così alla promozione dell'odio xenofobo:

L'analisi per nazionalità rende evidente che la maggioranza assoluta della popolazione carceraria straniera è di religione islamica. 

Se tale affermazione lascia basiti, dato che non ha alcun senso confrontare dei dati tra la popolazione del Paese e una fetta dell'immigrazione. Sarebbe come prendere i dati di qualche anni fa per sostenere che gli statunitensi avessero pieno diritto di dire che tutti gli italiano sono dei criminali dato che l'italiano era visto come sinonimo di mafioso.
Se alle strumentalizzazione dei dati è una della abitudini di Adinolfi, grave è come la sua finalità sia quella di auspicare una sanguinosa guerra di religione:

C'è infine la questione religioso-identitaria. Noi abbiamo ammainato le nostre bandiere, su oltre cinquanta milioni di battezzati italiani, trentacinque milioni non vanno mai a messa, gli altri quindici milioni ci vanno di tanto in tanto e hanno rinunciato ad ogni forma di proselitismo. In questo vuoto l'Islam prolifera: un milione e mezzo di musulmani presenti in Italia hanno prodotto secondo il Cesnur 115mila conversioni dal cattolicesimo all'Islam nel nostro paese. Per certi versi incredibilmente il 55% dei convertiti è composto da donne. Alla richiesta della motivazione della conversione in molti rispondono che erano "alla ricerca di una radicale risposta alla decadenza dell'Occidente, partendo dalla distinzione del necessario dal superfluo". Il nostro vuoto di valori, eccolo qui, è riempito. Un milione e mezzo di islamici, due terzi dei quali osservanti, hanno prodotto in Italia 115mila conversioni all'Islam. Quindici milioni di cattolici praticanti (più uno stile vita decisamente più "comodo") non hanno prodotto invece che numeri marginali nelle conversioni dall'Islam al cristianesimo.

Esatto, Adinolfi sostiene che il problema della sua strana concezione di "cristianesimo" sia la libertà personale e l'assenza di una qualche possibilità di poter impedire alle altre confessioni religiose di poter avere la medesima libertà di culto. La sua sfiducia verso Gesù pare tale da ritenere che non potrà mai sopravvivere a Maometto, quasi come se si pensasse che il cristianesimo non abbia nulla di serio di offrire (anche se forse basterebbe attingere al messaggio d'amore di Gesù e non ai dogmi liberticidi di Adinolfi perché possa tornare ad esercitare attrazione anche nelle nuove generazioni).
Nella sua patetica analisi (un tema da insufficienza anche in una classe di terza elementare), l'integralista non prova neppure a considerare se il problema sia un "cristianesimo" distrutto da integralisti che lo stanno trasformando in un qualcosa che limita la vita anziché promuovere l'amore. E manco si chiede se la ghettizzazione delle comunità straniere non sia ciò che ha impedito una vera integrazione, spesso con leggi xenofobe che rendono praticamente impossibile poter lavorare nella legalità mentre alcuni imprenditori sfruttano gli stranieri come se fossero schiavi.
Un uomo che si pone come metro di paragone per condannare tutti gli altri pare incapace di domandarsi quali difficoltà possano incontrare chi è vittima di quella discriminazione che lui promuove, si tratti di gay, di stranieri o di quelle donne che non accetta di essere ritenuta inferiore solo perché lui la considera tale. E forse c'è davvero un vuoto valoriale se i "cristiani" non si scandalizzano nel vedere un uomo come Adinolfi che stupra la loro religione per descriverla in termini tanto miseri ed offensivi verso Gesù...
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