Lo IAP ferma la truffa culturale promossa dalla lobby omofoba di Filippo Savarese



Probabilmente era ciò a cui Filippo Savarese puntava, dato che in queste ore lo troviamo pronto ad auto-proclamarsi martire della promozione omofoba mentre si professa braccio armato di Papa Francesco in una crociata di morte volta ad impedire l'esistenza di quegli adolescenti che dovessero manifestare una identità di genere diversa da quella che lui esige loro abbiano.
Ma andiamo con ordine. Riconoscendo la truffa culturale che è alla base dei gruppi legati all'omotransofobia organizzata, l'Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (IAP) ha ordinato a CitizenGO Italia e a Generazione Famiglia (che non è altro che la Manif pour tous rebrandizzata a scopo promozionale) di interrompere immediatamente la sponsorizzazione del loro bus della vergogna condotta mediante l'affissione di cartelli transofobici che fomentano odio verso le persone transessuali ed alimentano una inutile isteria verso una inesistente "ideologia gender" nelle scuole. A giudizio dell'authority, infatti, tali messaggi risultano «contrari alla dignità umana delle persone transgender» e pertanto non sono tollerabili.
Ed è qui che entra in gioco Savarse, certo che l'odio sia un suo diritto e che lui sia dalla parte di quelli che devono poter sposare e amare chi vogliono senza che nessuno possa dire nulla. Sostiene poi esistano altri gruppi sociali che non devono poter avere diritto alla medesima libertà dato che lui è stato assunto dall'integralista spagnolo Arsuaga per imporsi come antagonista alle loro vite.  Ed è così che lo troviamo pronto a sostenere che sarebbe Papa Francesco a legittimare quella violazione dei diritti umani, così come spergiura pure che i gay dovrebbero tacere mentre lui promuove odio contro i loro fratelli. Piagnucolando e facendo facile vittimismo, è attaccando le associazioni lgbt che scrive: «Alla faccia della democrazia, della tolleranza, del pluralismo e del relativismo di cui queste realtà si riempiono quotidianamente la bocca per portare -anche nelle scuole dei nostri figli e nipoti- le loro strambe teorie sulle infinite sfumature della sessualità fluida. Libertà di pensiero... sì, a targhe alterne!».
Se di strambo c'è solo la ferocia omicida di chi pretende di decidere la sessualità dei propri figli anche a rischio di spingerli al suicidio, dovremmo osservare che un simile ragionamento dovrebbe portare Savarese a difendere una presunta "libertà di pensiero" anche di chi affigge manifesti dinnanzi alle scuole per sostenere che lo stupro di minori non debba essere ritenuto reato o dovrebbe difendere la sua fantomatica «priorità» dei genitori anche quando un padre decide di vendere la figlia per denaro. Ma evidentemente tutto è concesso solo quando lui ne trae un guadagno o quando a pagarne le conseguenze sono gli adolescenti a lui non graditi.
Dato che al suo piagnisteo pare non esistere fine, è nell'evidente tentativo di fomentare odio contro i gay (probabilmente l'unica ragione della sua omofoba vita) che l'integralista sostiene che se lui non può dire che i maschi devono portarsi a letto le femmine o devono essere visti come persone immeritevoli di vita, allora il Gay Village non può fare pubblicità alle sue serate. Il nesso? Inesistente, ma per chi si nutre d'odio è un classico il cercare di sostenere che le proprie vittime siano dei privilegiati...
E mentre CitizenGO raccoglie firme autocertificate in difesa di quello che sostengono sia il loro diritto all'odio e mentre il loro portavoce racconta strane storie ai lettori del quotidiano di Belpietro, forse alcuni adolescenti potranno dormire più sereni sapendo che la società civile sta insorgendo contro chi vorrebbe ostacolare la loro vita per mero profitto. Ancor più se si considera come la peculiarità di questi gruppi sia la totale assenza di rivendicazioni a vantaggio della loro vita, ma solo l'imposizione di discriminazioni che possano ledere la vita altrui a vantaggio del loro desiderio di porsi come metro di giudizio su cui basare una condanna contro ogni diversità o dissenso. A loro non basta poter vivere come vogliono, esigono che gli altri debbano vivere come decidono loro.
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