Clan Spada. Militia esprime solidarietà all'aggressore che ha spaccato il naso al giornalista Rai



«A te la mia solidarietà». È quanto scrive Maurizio Boccacci, leader di Militia, in un messaggio diretto a Roberto Spada. Il numero uno del gruppo di estrema destra, ispirato all’odio razziale e alla violenza etnico-religiosa, pare dunque aver gradito l'aggressione nei conforti di quel giornalista Rai che osava indagare sui collegamenti tra il clan Spada e l'esponente di CasaPound al Municipio X di Roma.
Boccacci è stato arrestato il 14 dicembre 2011 per associazione per delinquere finalizzata alla diffusione dell’odio razziale ed etnico, alle minacce, al procurato allarme e all’apologia del fascismo Ed ancora, nel 2012 è stato condannato in primo grado a un anno per «ricostituzione del disciolto partito fascista». Ora è tranquillamente libero di scrivere messaggi ad un uomo che ha spaccato il naso ad un giornalista e se n'è potuto comodamente tornare a casa a leggere i messaggi su Facebook mentre la sua vittime era in un letto d'ospedale.

Al grido di «mio cugino è incensurato», solidarietà all'aggressore è giunta anche da Domenico Spada che se n'è uscito con i soliti ritornelli sul fatto che nessuno penserebbe ai bambini. Scrive l'uomo: «A prescindere che mio cugino Roberto Spada ha sbagliato. Ma dopo tanti anni di persecuzione da questi pseudo giornalisti che ti violano sopratutto la tua privacy mentre stai con i tuoi figli minori! Che ti vengono sul posto di lavoro! Perché noi lavoriamo e cercano di metterti in bocca, ahimé, parole che tu non sai neanche di che stiano parlando! Può succedere come sono successe le risse in Parlamento in tv o nei campi di calcio».
E se scopriamo che «può succedere» che si spacchi il naso ad un giornalista che fa una domanda scomoda perché bisogna pensare ai bambini, è la palestra di boxe di Spada a buttarla sul vittimismo nello scrivere: «Roberto Spada di qua roberto spada di la ecc... Tg5 Tg3 Tgl ma quanto gli avete rotto le palle?!?! Due ore due a seguirlo e accusando puntando il dito entrando addirittura nella sua palestra con accuse che manco gli investigatori». Il tutto per arrivare a sentenziare: ».Lo avete fatto in modo provocatorio... avete preso le botte... vi sta bene... rischi del mestiere... io sto con roberto spada come dite voi a Roma dajeeeeee».

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