Il Papa non vuole i gay? Evviva Bergoglio! Il papa invita all'accoglienza? Brucerà all'Inferno!



«Mi sembrava di aver capito che fossimo fissati col gender noi, che ce lo fossimo inventato», ironizza dalla sua pagina Facebook Costanza Miriano nel rilanciare un post di Filippo Savarese dal titolo «Papa Francesco: la mamma vince il gender». In quel testo che leader della Manif pour tous (nonché dipendente di Ignacio Arsuaga) afferma che:

Anche stamattina, come già l'altroieri, Papa Francesco è tornato a condannare con estrema durezza le "colonizzazioni ideologiche" che distruggono la cultura, le tradizioni e la vitalità dei popoli, imponendo uniformità di pensiero, di comportamenti e di abitudini. Stavolta si è concentrato in particolare sull'educazione dei giovani manipolata dalle "scuole di indottrinamento", con un chiaro riferimento all'ideologia Gender che nega la profonda e innata differenza, complementare, tra l'uomo e la donna.

A quel punto Savarese dice di poter citare «testualmente» delle parole, nonostante appaia un po' strano che in alcuni passaggi il virgolettato venga interrotto proprio per introdurre quelle parole che sui sostiene siano state dette dal pontefice. Nel suo messaggio, scrive:

Testualmente: “Si toglie la libertà, si decostruisce la storia, la memoria del popolo e si impone un sistema educativo ai giovani. Tutte: tutte fanno così. Anche con i guanti bianchi, alcune: che so, un Paese, una Nazione chiede un prestito, 'Io ti do, ma tu, nelle scuole, devi insegnare questo, questo, questo', e ti indicano i libri; libri che cancellano tutto quello che Dio ha creato e come lo ha creato. Cancellano le differenze, cancellano la storia: da oggi si incomincia a pensare così. Chi non pensa così, anche chi non pensa così, va lasciato da parte, anche perseguitato”.
Il Papa indica poi nella memoria storica e nella tradizione, simbolicamente nella "mamma" e nel "dialetto", la via per resistere alle colonizzazioni culturali come quella dell'ideologia Gender:
“Custodire la memoria: la memoria della salvezza, la memoria del popolo di Dio, quella memoria che faceva forte la fede di questo popolo perseguitato da questa colonizzazione ideologico-culturale. La memoria è quella che ci aiuta a vincere ogni sistema educativo perverso. Ricordare. Ricordare i valori, ricordare la Storia, ricordare le cose che abbiamo imparato. E poi, la mamma. La mamma che parlava due volte – dice il testo – 'nella lingua dei padri': parlava in dialetto. E non c’è alcuna colonizzazione culturale che possa vincere il dialetto.”

Esatto, in quel discorso Francesco non ha mai citato alcuna fantomatica «ideologia gender». La perversa logica Savarese pare volta a sostenere che se lui dice che quella roba esisterebbe e se lui afferma che la reputa una «colonizzazione ideologica», allora è ovvio che potrà dire che il Papa stava parlando proprio di quello se cita parole che lui si è occupato di associare alla propria ideologia.
D'altra parte della strenua ricerca di una qualunque "giustificazione religiosa" all'odio ne è piena la storia. L'apartheid venne giustificata citando la Torre di Babele, la schiavitù veniva benedetta nel nome di Noé, ogni donna che manifestava libero pensiero venne bruciata perché ritenuta una strega figlia del Demonio. E le minoranze da sempre sono state le più compite: i mancini usavano la mano di Satana, le persone con i capelli rossi erano servi del Maligno, le crisi epilettiche erano ritenute un chiaro segno di possessione...
Praticamente non c'è stata una sola discriminazione che sia cessata senza che qualcuno tentasse di difendere quel pregiudizio citando ossessivamente Dio solo perché temeva che il cambiamento potesse mettere in discussione il loro status quo.

Al di là di tutto, non è facile neppure comprendere in che modo possano sostenere che le parole di un qualche Papa potrebbero anche solo lontanamente giustificare la loro ideologia. Le loro pretese non sono certo volte a chiedere miglioramenti per la loro vita, ma esigono che altri siano privati della loro libertà solo perché vorrebbero essere presi come modello a cui tutti devono essere conformati. la realtà dei fatti ci dice che è per loro è ininfluente se i gay si possano sposare o meno, in entrambi i casi la Miriano potrà tranquillamente continuare a sposare uomini così come Savarese potrà tranquillamente continuare a far sesso con donne. Eppure vogliono che si dica che chi non è come loro è "sbagliato".

Citano il papa sostenendo che li legittimerebbe ad agire con quella inumana ferocia, eppure la loro gente è la prima che sputa addosso al Papa quando osa sostenere tesi che non siano allineate al pensiero unico dell'integralismo.
Ad esempio lo scorso ottobre pubblicavano una vignetta in cui il loro Ratzinger redarguiva Bergoglio perché avrebbe «aperto le stalle» ai preti che non discriminano i gay o che parlano di amore. E più recentemente si lamentano dicendo che «Papa Francesco riabilita Giuda Iscariote, l'uomo che, secondo vari mistici, patisce nell'antro più buio dell'Inferno».
Se il minacciare punizioni eterne a chi non si uniforma al volere politico dei predicatori religiosi è uno strumento che da sempre è stato usato come mezzo per soggiogare i bigotti, tra i commenti l'odio verso Bergoglio emerge in tutta la sua brutalità: «Si questo gli serve come compagno per stare insieme al caldo. Lui ha fatto esattamente la stessa cosa: ha venduto i cristiani all'Isis perché possiamo essere macellati! Ma a pagare sara lui. Dio vede», scrive uno. «Fra poco dirà che Gesù era un impostore e un mafioso e che Giuda era un pentito», aggiunge un altro. Ed ancora: «Il gesuita sta diventando sempre più pericoloso per il cristianesimo. Vuole silamizzarci tutti». «Evidentemente pensa di sapere più di Gesù, tra un po' avremo il vangelo secondo Francesco».
Se ovviamente Gesù non ha mai detto che Giuda sarebbe stato condannato all'Inferno, non si capisce perché «il gesuita» sia attendibilissimo quando serve a giustificare l'omofobia, una minaccia quando invita all'accoglienza predicata da Gesù.
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