Silvana De Mari si mette a sbraitare in chiesa per impedire la libera espressione altrui



Appaiono veri e propri azioni di squadrismo quelle con cui Gianfranco Amato e Silvana De Mari hanno cercato di impedire a Luciano Sesta di poter esprimere qualunque opinione contrastasse con la loro propaganda. Se l'autoproclamato "generale" si è messo a sbraitare come un forsennato dall'altare della chiesa che ha ospitato il suo comizio, non meno violento è stato il raid della sua seguace.
Non paghi di ciò, da sottolineare è anche la modalità con cui il loro canale ufficiale si sia occupato di diffondere solo alcuni brevi filmati che mostrassero le loro rimostranze, fregandosene completamente di permettere la comprensione del discorso globale pronunciato da chi osava avere un'opinione non conforme al loro pensiero unico. ne è dimostrazione come i filmati vengano spacciati mediante titoli pruriginosi come: "Il prof. Luciano Sesta difende l'esperimento del dott. John Money", anche se basterebbe ascoltare quelle poche parole pronunciate nel filmato per avere l'impressione che le cose non stiano esattamente così.

Prima di addentrarsi nel racconto degli avvenimenti, va premessa un'ultima cosa. John Money è un medico che su Wikipedia vanta una biografia di appena cinque righe, eppure per l'integralismo cattolico sarebbe un personaggio chiave della loro propaganda. La loro tesi si basa sul sostenere che se una sua teorie si è rivelata errata, allora bisogna ritenere errata anche qualunque altra teoria riguardi lo stesso tema.
La storia è alquanto semplice: Money suggerì ai genitori di un bambino a cui era stato amputato per errore il pene di provare ad educarlo come una femmina, sperando che l'educazione sociale potesse aiutarlo a superare la menomazione. L'esperimento non funzionò e il ragazzo si suicidò. Secondo Amato e Adinofi, però, quella vicenda sarebbe la prova provata del fatto che i transessuali siano "sbagliati". E poco importa che sia ovvio che c'è una certa differenza fra il percepirsi di un altro genere o trovarsi a subire una castrazione , così come non certo privo di conseguenze è il loro voler ignorare che è la verità dei fatti a suggerirci che sono proprio loro loro a voler imporre ai transessuali un genere diverso dal loro, in quella forzatura che nell'esperimento citato determinò la morte del giovane.

Tornando alla bagarre nella chiesa parrocchiale di Bagheria, Sesta ha provato a spiegare che: «Se noi assumiamo uno sguardo storico di più ampio respiro, scopriamo che la differenza fra sesso biologico e identità di genere hanno origine medica, da situazioni che non sono deliberatamente scelte. O peggio, volute a capriccio. Ma subite. John Money aveva a che fare con soggetti con situazioni genitali ambigue...». Tutto qui. Il discorso non è potuto proseguire perché la signora De Mari si è messa a sbraitare a squarciagola: «Sta mentendo! Sta mentendo!». Poi, stappandogli il microfono da bocca, ha affermato che lei ha pieno diritto di interrompere qualunque persona voglia perché «lei è un gentiluomo, io no».
La donna si è così affrettata a sostenere che le persone ermafrodite «non sono diversamente sessuati, sono malati» e che «per quanto riguarda Money, che era per inciso il presidente della società pedofili statunitense, si trovò di fronte a due gemelli. Uno che era nato maschio, assolutamente maschio e prettamente maschio, per un incidente rarissimo, mentre lo stavano operando di fimosi, il pene prese fuoco e fu amputata la punta finale del pene. Era sempre maschio. Un maschio con il pene corto e due testicoli. Money convinse i genitori a castrarlo, ma questo rimase maschio e voleva urinare in piedi e voleva giocare con i camioncini. Money lo stuprò anche».
Anche nel proseguo la donna si è premurata di impedire che l'interlocutore potesse  pronunciare una sola frase di senso compito, sbraitando che quel bambino «non era ermafrodita, era maschio». E qui finisce il filmato proposto da Amato ai suoi proseliti, nel quale viene censurato in toto il senso delle affermazioni dell'uomo. da sempre intenzionati a propinare un pensiero unico, pare che alla gente di Amato non interessi consentire di ascoltare opinioni diverse, interessa solo screditare e deridere chiunque sia di sotacolo all'utilizzo dei luoghi sacri con finalità di propaganda politica.
Va detto anche che la signora De Mari potrà anche sostenere che un uomo con il pene amputato possa avere una vita sessuale felice, ma difficile è comprendere in che modo quel racconto dovrebbe avere una qualche inerenza con la la transessualità o con l'identità di genere. Quella storia dimostra solo che se si prende una bambina e gli si impone di comportarsi come un maschio solo perché è nata con un pene, quell'atto è una violenza perpetrata nel nome di Amato che non è dissimile da quella di Money.

Clicca qui per vedere una copia del filmato diffuso da Amato.
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