Forza Nuova assalta la redazione de L'Espresso, dicendosi pronta a usare «calci e pugni» per mettere a tacere «quei pennivendoli»



È enunciando gli stessi slogan che Gianfranco Amato ripete durante i suoi comizi sponsorizzati dalla curia e dalla Lega di Salvini che Forza Nuova rivendica una «assalto» e una «dichiarazione di guerra» contro L'Espresso. Sostengono di essere la massima rappresentanza degli italiani, indicando nella libera informazione un ostacolo a quella fitta rete di fake-news con cui i loro gruppi sponsorizzano omofobia, misoginia e xenofobia.
Ora tutti gridano allo scandalo, ma è il nome dell'audience che i salotti televisivi hanno sdoganato il neofascismo quasi come se le semplificazioni proposte da CasaPound potessero essere ritenute «opinioni» degne di pari dignità, così come è il Senato ad aver aperto le sue porte ad esponenti che rappresentavano Fiore. E che dire di quei patrocini offerti dai leghisti a chi andava nelle chiese e negli oratori a rilanciare quegli stessi slogan? Dopo anni di dibattiti politici in cui gli insulti avevano preso il posto delle idee, dopo un populismo che vedeva dei genitori in piazza per impedire che i propri figli potessero essere vaccinati e dopo che noti politici si sono messi a difendere i blitz degli skinhead, pare evidente sia questo è il risultato.

Da pelle d'oca è il linguaggio scelto da Forza Nuova per rivendicare il loro blitz:

Questo pomeriggio una squadra di militanti di Forza Nuova ha "assaltato" la redazione romana di La Repubblica in via Cristoforo Colombo.
Un blitz con striscione e torce, nel corso del quale un portavoce del movimento ha letto la nostra "dichiarazione di guerra" contro il Gruppo L'Espresso.
Una pezza con scritto "Boicotta L'Espresso La Repubblica", torce accese per "illuminare" la verità contro le menzogne dei pennivendoli di regime e maschere sul volto. Ci siamo presentati così perché oggi rappresentiamo ogni italiano tradito da chi con la penna favorisce Ius soli, invasione e sostituzione etnica.
Il Gruppo De Bedenedetti, agli ordini di Soros, Renzi e Boldrini, è la voce di chi sta attuando il genocidio del popolo italiano.
Roma e l'Italia si difendono con l'azione, spalla a spalla, se necessario a calci e pugni. Le chiacchiere dei politicanti o le false opposizioni (vedi destre al soldo di Berlusconi) sono nemiche del popolo quanto, se non di più, la banda Renzi.
Oggi è stato solo il "primo attacco" contro chi diffonde il verbo immigrazionista, serve gli interessi di Ong, coop e mafie varie. Da oggi inizia il boicottaggio sistematico e militante contro chi diffonde la sostituzione etnica e l'invasione. Oggi è iniziata la difesa dei patrioti contro il veleno di questi terroristi mascherati da giornalisti.
Questi infami sappiano che non gli daremo tregua, li contesteremo ovunque.

È dunque passando per gli altari delle chiese cattoliche e da presenzialisti televisivi che hanno difeso il sostenere che ogni forma di odio debba essere ritenuta «una lecita opinione» che l'Italia è oggi più fascista di ieri. Ed è un'Italia in cui una formazione politica può formare proclami in cui si promette di prendere «a calci e pugni», ogni giornalista sostenga posizioni diverse dalla loro.

Il motivo, al di là dei proclami rigorosamente patriotici e xenofobi, pare sia il rinnovato interesse de L'Espresso nei confronti delle inchieste di Searchlight degli anni Ottanta sui fondi legati a Roberto Fiore a al giro di affari che ruota attorno al suo partito. Evidentemente non hanno intenzione di smettere di guadagnare soldi dopo che la politica li ha graziati per quarant'anni. E L'Espresso scrive così:

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