Gli integralisti iniziano a raccontare (falsamente) che la Procura abbia assolto da De Mari dall'accusa di omofobia



Non passa giorno senza che l'integralismo cattolico non senza il bisogno di diffondere false informazioni che possano spronare i loro miliziano a compiere atti di violenza contro interi gruppi sociali. Nonostante a decidere l'archiviazione di un procedimento possa essere solo il Gip e quindi non abbia senso sostenere che qualcuno avrebbe già archiviato la denuncia contro Silvana De Mari, appare appurato che il problema riscontrato sia l'assenza di leggi che vietino la diffamazione di gruppi sociali in cui non sia identificabile il nome e il cognome delle persone diffamata.
Eppure non sembra si stia parlando di quei fatti dinnanzi all'articolo de La Fede Quotidiana dal titolo: "Cadono le accuse di omofobia per la dottoressa De Mari che aveva detto: L’omosessualità è una malattia".
L'evidente tentativo è quello di spergiurare nel nome di Dio, della Madonna e dei santi tutti (costantemente oltraggiati da quei sedicenti siti cattolici che spargono odio nel nome della religione cattolica) che non ci sarebbe omofobia nel dire che i gay sono malati. E fa sorridere parlino di "omofobia" pur sapendo benissimo che non esiste alcuna legge che criminalizza l'omofobia in un Paese dove la Chiesa Cattolica è intervenuta a gamba tesa per impedirne l'approvazione.

Quel titolo viene sconfessato anche dall'articolo stesso, anche se sappiamo che a fare la differenza è quello che si scrive con i caratteri cubitali e non certo un qualcosa che tanto nessuno leggerà. Dicono:

La procura di Torino ha chiesto l’archiviazione dalle accuse di discriminazione per la dottoressa Silvana De Mari, sessantaquattrenne medico e saggista d’origine casertana, che era stata denunciata dal Torino Pride e dal Comune del capoluogo piemontese dopo che aveva dichiarato: “L’omosessualità è una malattia, non è una condizione normale. Io ho tre specialità: psicoterapia, medicina e chirurgia: sono 40 anni che curo le persone omosessuali”. Dopo le indagini la procura ha chiesto l’archiviazione delle accuse nei confronti del medico, assistita dall’avvocato Mauro Ronco, perché il reato di discriminazione non è contestabile in quando la dottoressa De Mari “si rivolgeva a una pluralità indiscriminata di persone” e “non c’è uno specifico soggetto destinatario delle offese”. Dopo le dichiarazioni della dottoressa, anche l’Ordine dei medici aveva avviato un’istruttoria per valutare l’eventuale radiazione.

Da questi fatti si può dunque sostenere che siano cadute le accuse di omofobia per la dottoressa? Non sembrerebbe proprio. Ma al posto di perdere tempo a descrivere i fatti, il sito integralista preferisce presentare la De Mari come la più grande luminare del mondo, inviata da Dio in persona nelle mani di Mario Adinolfi per spalleggiare la sua crociata contro la comunità lgbt. Scrivono:

La De Mari era stata intervistata dalla trasmissione radiofonica La Zanzara (su Radio 24) dove aveva parlato dei “danni che creerebbe all’organismo” l’omosessualità. Dopo il suo intervento sono partiti gli esposti ma sono state tante anche le posizioni a sostegno della dottoressa, in particolare sui social network e da parte cattolica. Gli avvocati del Torino Pride si sono opposti all’archiviazione. Il gup deciderà nei prossimi giorni.
La De Mari, dopo la laura in medicina all’Università di Torino, si è specializzata in chirurgia generale ed endoscopia dell’apparato digerente e in psicologia cognitiva. Ha esercitato come chirurgo presso gli ospedali piemontesi San Luigi di Orbassano e Santa Croce di Moncalieri, e in Etiopia all’ospedale di Bushulo.

Nessun elemento presente in quell'elenco conferisce autorità medica alla signora De Mari riguardo al tema trattato, così come il sostenere che l'omosessualità creerebbe «danni che creerebbe all'organismo» è una affermazione così falsa e imbarazzante da mostrarci chiaramente quanta malafede e quanta ferocia animi la propaganda integralista.
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